Mercoledì 23 Aprile 2008...

VII :L’altissimo patronato di Santa Cecilia : il Conservatorio di Musica. Nella sede di Via dei Greci 18, la storica dimora del Conservatorio, la Santa è presente un po’ dappertutto: veglia sulla Sala Accademica col suo busto dorato sistemato fra le canne più alte dell’organo, veglia con un altro busto dorato nella Sala Medaglioni con gli occhi in gloria e l’aureola sulle ventitré, e mi è accanto nel mio ufficio in Biblioteca grazie ad un’incisione francese che la raffigura mentre suona un piccolo organo (con una sola mano!) sorretto da due angeli. Ma l’icona ufficiale della Santa è la riproduzione, incisa su rame, della pala d’altare che la Congregazione dei Musici di Roma, l’attuale Accademia di Santa Cecilia, commissionò nel 1689 ad Antonio Gherardi per abbellire la Cappella in San Carlo ai Catinari dove aveva sede la Congregazione. Questa immagine è presente un po’ dappertutto, fa bella mostra di sé in vari uffici del Conservatorio, primo fra tutti quello del direttore dove è conservata la lastra originale. La Santa è raffigurata con un foglio di musica in mano contornata da ben cinque angioletti di cui tre sono impegnati a suonare, violino, liuto e arpa, e gli altri due si dividono il compito di reggere la canonica palma del martirio e l’aureola. I più esperti sanno che il Gherardi si servì della moglie come modella per la Santa e il volto degli angioli è quello dei cinque figli del pittore, cosicché l’icona ceciliana è anche un ritratto di famiglia.

Salta ai commenti

 

Sotto l’altissimo patronato di Santa Cecilia sono poste due importanti istituzioni musicali romane: l’Accademia Nazionale (oggi Fondazione) e il Conservatorio di Musica. Nella sede di Via dei Greci 18, la storica dimora del Conservatorio, la Santa è presente un po’ dappertutto: veglia sulla Sala Accademica col suo busto dorato sistemato fra le canne più alte dell’organo, veglia con un altro busto dorato nella Sala Medaglioni con gli occhi in gloria e l’aureola sulle ventitré,  e mi è accanto nel mio ufficio in Biblioteca grazie ad un’incisione francese che la raffigura mentre suona un piccolo organo (con una sola mano!) sorretto da due angeli. Ma l’icona ufficiale della Santa è la riproduzione, incisa su rame, della pala d’altare  che la Congregazione  dei Musici di Roma, l’attuale Accademia di Santa Cecilia, commissionò nel 1689 ad Antonio Gherardi  per abbellire la Cappella in San Carlo ai Catinari dove aveva sede la Congregazione. Questa immagine è presente un po’ dappertutto, fa bella mostra di sé in vari uffici del Conservatorio, primo fra tutti quello del direttore dove è conservata la lastra originale. La Santa è raffigurata con un foglio di musica in mano contornata da ben cinque angioletti di cui tre sono impegnati a suonare, violino, liuto e arpa, e gli altri due si dividono il compito di reggere la canonica palma del martirio e l’aureola. I più esperti sanno che il Gherardi si servì della moglie come modella per la Santa e il volto degli angioli è quello dei cinque figli del pittore, cosicché l’icona ceciliana è anche un ritratto di famiglia. 

    La Congregazione dei Musici di Roma fu posta sotto la protezione di Santa Cecilia. La Santa, vergine e martire, è, infatti, la patrona dei musicisti. A beneficio di coloro che non sanno chi era Cecilia e come mai sia stata associata alla musica, ci soffermeremo brevemente sulla sua vicenda storica. A dire il vero non si sa dove porre il confine fra storia e leggenda dal momento che la fonte è la a Passio Sanctae Caeciliae (sec.V-VI), un’anonima cronaca della vita della Santa, poiché non poche sono le contraddizioni e le imprecisioni storiche in essa contenute.

   Siamo a Roma nell’anno 232, nei primordi quindi del cristianesimo. Cecilia , nobile fanciulla della gens Cecilia che fu molto importante fin dal sec. III a.C. grazie al ramo dei Cecili Metelli,  venne data in sposa dai parenti al patrizio Valeriano. Il giorno stesso delle nozze però la giovane avvertì il marito di essersi consacrata a Dio e che un angelo avrebbe difeso la sua verginità. Valerio fu alquanto contrariato e incredulo ma dopo che l’angelo gli apparve in maniera piuttosto convincente si convertì anch’egli al cristianesimo. Cecilia conquistò alla fede cristiana anche il cognato Tiburzio. I due fratelli, ricevuto il battesimo, furono arrestati e condannati alla decapitazione. Al momento dell’esecuzione Massimo, funzionario dell’impero, toccato dalla fede di Valerio e Tiburzio confessò di essere anche lui cristiano e venne perciò decapitato. Cecilia raccolse con le sue mani i corpi dei tre martiri e non molto tempo dopo anch’essa viene denunciata e condannata. I carnefici non osando eseguire la sentenza in pubblico tentarono di soffocarla con i vapori del bagno nella sua stessa casa ma una celeste rugiada la salvò. Un littore, mandato a decapitarla, colpì il suo collo tre volte senza riuscire a reciderlo. Cecilia nonostante la ferita visse ancora tre giorni. Al pontefice Urbano I, recatosi a visitarla, la fanciulla agonizzante lasciò in eredità la propria casa con la preghiera di tramutarla in chiesa. Ma solo nell’anno 821, sotto il pontificato di Pasquale I, la chiesa edificata fu consacrata alla santa martire. La salma della Santa, dopo cinquecento anni ancora intatta, fu traslata dalle catacombe di S.Callisto (dove ancora oggi si può visitare la cripta che ne ospitò il corpo) alla chiesa, già sua antica dimora, insieme ai martiri Valeriano, Tiburzio e Massimo. A questi Pasquale I volle aggiungere anche il corpo di S. Urbano.

   Otto secoli dopo, e precisamente nel 1599, il cardinale Sfondrati, durante l’esecuzione di alcuni restauri della chiesa, pensò di fare aprire il sarcofago contenente le spoglie della Santa. Secondo autorevoli testimonianze il corpo di Cecilia era ancora intatto ed era visibile ancora la cicatrice al collo. Prima che si richiudesse il sarcofago lo scultore Stefano Maderno trasse il disegno della statua che poi scolpì e che rappresenta la Santa nella stessa posizione in cui la tradizione vuole che si trovasse al momento della morte piegata sul fianco destro con le braccia allungate. La Chiesa di Santa Cecilia in Trastevere, rinnovata nel 1725, è meta di numerosi pellegrini che possono ammirare la statua del Maderno posta sul venerato sarcofago e possono visitare anche i resti della casa di Cecilia ove si possono vedere le vestigia delle terme dove si tentò di soffocarla.

    Chiarire come e quando Santa Cecilia sia stata associata alla musica è alquanto problematico. Nella Passio come in altre fonti storiche non vi è la minima traccia che la pia fanciulla suonasse uno strumento o cantasse. Nel primo medioevo Cecilia è sempre e soltanto accompagnata dai simboli del martirio (una palma o una corona). Solo a partire dal XV secolo viene raffigurata con uno strumento, in genere un organo portativo. La ragione della affiliazione musicale della Santa è dovuta ad un’errata interpretazione di un brano della Passio nel quale, descrivendo il suo matrimonio si dice: «Mentre gli strumenti suonavano (cantantibus organis) Cecilia in cuor suo rivolgeva il suo canto al Signore». Nella prima antifona delle lodi che si cantano in onore della Santa le parole «in cuor suo» sono state soppresse così da lasciare immaginare che Cecilia cantasse davvero accompagnata dal suono di organa. Da qui, data anche la assoluta carenza di santi musicanti, il passo ad essere proclamata patrona della musica fu breve. Già nel celebre dipinto di Raffaello L’estasi di Santa Cecilia la vergine martire viene raffigurata con un organo portativo in mano (poco importa che le canne siano messe al rovescio) e con ai piedi «sparsi per terra instrumenti musici, che non sono dipinti, ma vivi e veri si conoscono» (Vasari). Una copia di questo dipinto fu ordinata dal succitato cardinale Sfondrati a Guido Reni in occasione della ricognizione del corpo della Santa. Oggi si può ammirare nella Chiesa di San Luigi dei Francesi. Cecilia dunque fu acclamata, volente o nolente, patrona della musica e dei musicisti. La invocano come protettrice non solo i musicisti romani della Congregazione a Lei intitolata, ma anche i colleghi d’oltralpe. A partire dal XVII secolo infatti si scrive musica in suo onore in tutta Europa. Fra le penne più famose citiamo in ordine cronologico: M-A. Charpentier, Purcell, A. Scarlatti, Händel, Haydn, Saint-Saëns, Gounod, Spohr, Mercadante, Liszt, Chausson, Refice, Britten. Attorno al 1830 sorse in Italia, Francia e Germania un Movimento Ceciliano i cui aderenti, musicisti e studiosi, si prefissero di restituire dignità e rilievo alla musica sacra sottraendola all’influsso stilistico del melodramma. In nome di Cecilia sorsero scuole, associazioni e periodici dediti allo studio e alla diffusione della musica sacra.

 Il 22 novembre, giorno consacrato a Santa Cecilia, è considerata ancora oggi in tutto il mondo occidentale la festa dei musicisti.

 

 

                                                                  Domenico Carboni\”Still Alive by Johnathan Coulton

 

4 Commenti

  • dì 23 aprile 2008

    minimum fax e Alpheus
    presentano

    L’imperdibile rock party!

    In occasione dell’uscita di Impubblicabile!,
    la raccolta degli scritti inediti di Lester Bangs,
    il più grande giornalista rock di tutti i tempi

    vi aspettiamo
    domani, giovedì 24, all’Alpheus
    a partire dalle 22
    per una serata… leggendaria!

    Si inizia con le letture
    di Marco Di Marco e Francesco Pacifico
    dai migliori pezzi di Bangs,
    e a seguire tutti in pista
    sulle selezioni dei dj Oleg & Mamed

    10 euro ingresso + consumazione + libro*
    * (prezzo di copertina in libreria: 12 euro)

    L’Alpheus è in via del Commercio, 38 (zona Ostiense), a Roma
    info@minimumfax.com
    tel. 339 6794139
    Qui il flyer.

    —————————– minimum fax community —————————–

    http://www.minimumfax.com
    newsletter speciale - Bangs Book Party a Roma

    minimum fax s.r.l.
    piazzale di ponte milvio, 28
    00191 - roma
    tel. 06.3336545 - 06.3336553
    fax 06.3336385

  • Vladimir Nabokov
    23 aprile 1899
    2 luglio 1977
    Farfalle di carta
    Vladimir Nabokov nelle opere letterarie

    Il celebre scrittore di “Lolita” nacque a Pietroburgo nel 1899 da una famiglia di vecchia nobiltà russa che, dopo la rivoluzione del 1917, emigrò in Occidente. La su formazione, dunque, è fortemente ascrivibile alla sensibilità europea, di cui ha saputo svolgere momenti e dilemmi senza abbandonare però quel senso del dramma tipico della cultura russa. Laureatosi a Cambridge, fece dell’Europa la sua casa, vivendo prima in Francia e poi in Germania, anche se i primi scritti attribuiti all’artista sono ancora in russo (motivo per cui si diffusero per lo più fra gli immigrati del suo paese).

    Appassionato di farfalle, Vladimir Nabokov coltivò per gli insetti una passione che divenne una vera e propria professione. Nel 1940, quando si trasferì negli Stati Uniti (nel ‘45 prese la cittadinanza americana), lo fece per diventare ricercatore entomologo. Da allora scrisse in inglese. Naturalemente, il geniale scrittore non abbandonò mai la letteratura, tanto che in seguito, per ben undici anni insegnò letteratura russa alla Cornell University di Ithaca. Alternando per l’appunto l’attività di entomologo a quella letteraria (indimenticabile rimane una sua foto che lo ritrae in una boscaglia a con la retina in mano intento a cacciar farfalle).

    Nel 1926 uscì il suo primo romanzo, “Masenka”, a cui seguirono un paio di anni dopo “Re donna fante” e poi via via “La difesa di Luzin” (una storia basata su un’altra sua grande passione, gli scacchi), “L’occhio”, “Camera oscura”, “Gloria” e il racconto kafkiano “Invito a una decapitazione”. Sono tutte opere che in gran parte si possono tutte definire capolavori, mirabili sintesi fra temi tipicamente russi, come quello dello sdoppiamento, e crisi del romanzo tipicamente europeo

    Ma uno scrittore come Nabokov non poteva rimanere neanche indifferente ad una realtà come quella americana, con i suoi drammi, le sue miserie e le sue contraddizioni. La solitudine tipica di una società così fortemente individualistica, il tema del soggetto sospinto da numerose forse di tipo seduttivo e commerciale non potevano essere ignorate dal grande spirito dell’artista russo.

    Sull’onda emotiva di questa analisi introspettiva scrive “La vita vera di Sebastian Knight” e, nel 1955 pubblica il libro che gli darà fama imperitura, lo scandaloso e sublime “Lolita”. Invero, con l’uscita di questo romanzo la notorietà di Nabokov schizza alle stelle in un batter d’occhio, subito il tema (quello della relazione morbosa fra un maturo professore e un’imberbe ragazzina), e lo stile del romanzo lo mettono al centro dell’attenzione critica internazionale, influenzando poi in seguito una schiera smisurata di autori.

    Passato il momento caldo di “Lolita”, Nabokov diede alle stampe altri libri di grande spessore, come ad esempio “Pnin ironica esplorazione del mondo dei college statunitensi, e “Fuoco pallido” anch’esso ambientato nel mondo dei college. La capacità dello scrittore, anche in questo caso, di svelare ciò che si cella dietro le apparenze dell’uomo medio occidentale e nevrotizzato non hanno eguali. Alcuni romanzi ancora usciranno dalla penna di Nabokov, non tutti valutati come avrebbero meritato ed oggetto di tardive riscoperte.

    Non bisogna poi dimenticare che Nabokov è stato anche un eccellente critico letterario. I suoi studi si sono concentrati soprattutto sugli autori della madre patria e fra i quali è doveroso citare almeno il fondamentale saggio “Nikolaj Gogol’”(1944). Importante, inoltre, la traduzione in inglese, con tanto di commento personale, dell’ “Evgenij Onegin” di Puskin. Altri saggi su scrittori europei dell’Ottocento e del Novecento sono stati raccolti nelle postume “Lezioni di letteratura” (1980). Una raccolta di interviste e articoli, anche di argomento entomologico, è in “Opinioni forti” pubblicato in italiano anche con il titolo “Intransigenze”.

    Vladimir Nabokov si è spento a Montreaux il 2 luglio 1977.
    ultimo aggiornamento: 24/04/2003
    Vladimir Nabokov nelle opere letterarie

    Aforismi di Vladimir Nabokov
    «Ci sono aforismi che, come gli aeroplani, stanno su solo quando sono in movimento.»
    «Certe persone – e io sono di quelle – odiano il lieto fine. Ci sentiamo frodati. Il dolore è la norma.»
    «Sono così orgoglioso della mia conoscenza di un qualcosa, fino ad essere modesto su quello che non conosco per nulla.»
    » Altri aforismi di Vladimir Nabokov
    Tesi di laurea correlate
    Il lettore e la foresta. Note sulla narrativa di Vladimir Nabokov

  • BENVENUTO NEL RUTILANTE MONDO DI CACCADURA. QUI POTRAI INCONTRARE
    TUTTO QUELLO CHE TI SERVE, TUTTO QUELLO CHE TI FA PAURA, TUTTO QUELLO
    CHE SOGNI.
    DOPO ANNI DI VITA SMODATA, DOCTOR PROCTON E DOCTOR ZERO PRESENTANO:
    CACCADURA SENZA PAURA!!!
    GRAFICA, T-SHIRTS, STICKERS, PITTURA E SCULTURA, HAPPENING,
    APERITIVI, CONCERTI PUNK, COSTRUZIONI MECCANICHE, HARDESIGN. QUESTI
    SONO I MEZZI CHE USIAMO PER COMUNICARE LE NOSTRE IDEE.
    NON VOGLIAMO FARE POLITICA MA ESSERE UN’ALTERNATIVA.
    FIGHT THE POWER
    LA FANTASIA E’ UN MUSCOLO
    VENERDI 25 APRILE LIBERATEVI dalle 23 in poi CACCADURA SENZA PAURA

    “Come nello storico Space Invaders
    una pioggia di bit unita alle sonorità new wave
    ed electro caratterizzano il nostro stile musicale.”

    “Sinclair” semplicemente:
    Silver tastiere, synth, campionatori
    Marco basso, contrabbasso elettrico, grafica
    Fody voce, effetti
    Daniela voce, chitarra.
    una miscela originale di 80’s synthpop, electroclash ed un eco di French Touch contemporaneo, composta e suonata con gli strumenti di culto che ogni fan di sonorità elettroniche conosce.
    Il loro pezzo “Red light” remixato dai Calcutta Bubbles viene usato dalla trasmissione TRL di Mtv.

    RIGATIER&COMPER recycle groove / sleazy funk
    L’attività instancabile di rigatier&c0mper,
    comincia molti anni orsono nei mercatini dell’usato, fra i bidoni della spazzatura, nei
    negozietti dei robivecchi di provincia, alla ricerca di perle vinilitiche dimenticate fra gli scarti dell’industria discografica. Con l’arrivo dei nuovi media, la ricerca di rigatier&c0mper [la cui frase preferita è io non cerco, trovo] si è diretta anche verso l’esplorazione della cloaca maxima digitale, Internet; e quando non è a frugare tra la polvere di vecchi solai, potremmo trovarlo in una delle sue multiple identità a scartabellare in loschi archivi http://FTP.

    myspace.com/thesinclair
    myspace.com/zerocaccadura
    http://www.caccadura.com
    myspace.com/locomotivclub
    myspace.com/rigatier
    INGRESSO 5 € CON TESSERA ARCI
    @ LOCOMOTIV CLUB Parco del dopo lavoro ferroviario, via Sebastiano Serlio 25 Bologna

  • Club Culture
    bollettino periodico
    # 23/04/2008

    GIOVEDI’ 24 APRILE
    Carl Craig > Civitanova Marche (MC), virus house project
    Dave Clarke - Len Faki > Milano, Rolling Stone
    Dj Murphy > Bologna, Kindergarten
    Ellen Allien - Sasha Funke > Milano, Magazzini Generali
    Luciano - Tania Vulcano - Reresh - Pedro - Rhadoo - Zip > Roma, Circoloco @ salone delle Fontane
    Richie Hawtin > Napoli, Orbeat @ Palapartenope
    Super Flu > Lido di Camaiore (LU), Nabilia
    Steve Bug - Guido Schneider - Mathew Jonson - the Mole > Milano, Amnesia
    Tomboy - Munk > Catania, Mercati G enerali
    Troy Pearce - Marc Houle - Hearthrob > Roma, Ultrabeat @ Goa

    VENERDI’ 25 APRILE
    Richie Hawtin > Bologna, Kindergarten

    SABATO 26 APRILE
    Jennifer Cardini > Milano, Pulp
    Loco Dice - Martin Buttrich > Jesolo (VE), il Muretto
    Luciano > Lido di Camaiore (LU), Kama Kama
    Richie Hawtin - Magda - Guillame & the Coutu Dumonts > Firenze, Nobody’s Perfect @ Tenax
    Sasha Funke > Bologna, Cassero
    Serge Santiago > Mantova, Moxa

    > collegamento a on tour

    GIOVEDI’ 24 APRILE
    Carl Craig > Civitanova Marche (MC), Virus House project

    Pioniere della scena techno di Detroit, Carl Craig e’ un autentico genio artistico, un musicista capace di esprimere col suono lo spirito del nostro tempo. Dalle enigmatiche sigle Psyche, 69, Paperclip People, Carl comicia a pubblicare dischi a suo nome, dimostrando i diversi stimoli artistici che si intrecciano nel suo modo di fare musica. Dalla techno piu’ minimalista alle colonne sonore di Ennio Morricone, dal funk cibernetico al soul-jazz. I remix firmati recentemente da Carl Craig per Cesaria Evora, Beanfield, Hugh Masekela, Theo Parrish ed X-Press 2 sono veri e propri capolavori che hanno rivoluzionato la visione contemporanea della dance. La pubblicazione della compilation da lui curata per la collana Fabric, giunta al venticinquesimo capitolo, offre l’ennesima testimonianza del suo gusto raffinato e trasversale.

    GIOVEDI’ 24 APRILE
    Ellen Allien > Milano, Magazzini Generali

    Personaggio imprescindibile della scena elettronica tedesca, la
    berlinese Ellen Fraatz alias Ellen Allien si è guadagnata un posto nell’olimpo dei produttori techno grazie sin dal suo intrigante album di debutto “Stadtkind”, con cui anticipa l’ondata minimale mitteleuropea. Fondatrice della celebre etichetta “B-Pitch Control”, che annovera nella propria scuderia alcuni dei migliori producers tedeschi tra cui Sascha Funke, Kiki e Modeselektor, la poliedrica Ellen miscela break-beat e tek-pop dal sapore acido, rubando dall’house a suo personale piacimento. Dj dal 1992, Ellen vanta ad oggi quattro album alle spalle di cui l’ultimo, “Orchestra of Bubbles”, viene prodotto a quattro mani insieme al geniale Apparat della “Shitkatapult”. Poi una sfilza di remix realizzati per artisti come Goldenboy & Miss Kittin, Peter Licht, Undo & Vicknoise, Sascha Funke e George Thomson. Una vera artista poliedrica la Allien che dimostra quanto sia importante (e fondamentale) la passione per chi vuole lavorare in un mondo difficile come quello della musica.

    SABATO 26 APRILE
    Loco Dice > Jesolo (VE), il Muretto

    “7 DUNHAM PLACE”, é il titolo dell’album di debutto di Loco Dice per un viaggio sonoro che che nasce dalle ispirazioni e dalle riflessioni maturate dall’artista durante la sua recente permanenza a New York City. Originario delle Kerkennah Islands in Tunisia ma giramondo dalla nascita, Dice si trasferisce ancora adolescente in Germania dove, dopo un brillante esordio nel circuito hip-hop locale, stringe nel 2002 una solida partnership con il musicista e produttore Martin Buttrich che frutta un pugno di singoli dal groove rivoluzionario e trascinante: “Phatt Dope Shit”, “Menina Brasiliera” e soprattutto “Seeing Through Shadows”, edito dalla prestigiosa Minus. “7 DUNHAM PLACE”, la loro ultima fatica, vi stupirà come un bel film ambientato nella Grande Mela dalla fotografia mozzafiato e dalle intense atmosfere. Infine, chi si trovasse in questo periodo a Düsseldorf, potrà visitare la mostra fotografica che raccoglie gli scatti del duo Dice & Buttrich durante la lavorazione dell’album nello studio di New York.

    SABATO 26 APRILE
    Martin Buttrich > Jesolo (VE), il Muretto

    Martin Buttrich è uno dei più convincenti e meglio nascosti talenti della club culture dell’ultimo decennio. Animato da una viscerale passione per la musica elettronica, Buttrich prende parte ad un’interminabile serie di progetti sonori, spesso celando la propria identità sotto mutevoli pseudonimi. Il suo debutto discografico avviene nella metà degli ani ‘90 sull’etichetta tedesca “LiTime” nei cui uffici incontra l’allora esordiente Timo Maas che, intuito il potenziale artistico di Martin, lo invita immediatamente a lavorare insieme in studio. I primi frutti di questa proficua collaborazione vedono luce sulle label “Casseyopea”, “Lakota” e “3 Lanka” con una serie di coinvolgenti techno hits e di sorprendenti brani trance. Da instancabile sperimentatore, Martin non ama confinarsi in un solo genere e così, trovandosi nuovamente al fianco di Timo per remixare il brano di Azzido Da Bass “Dooms Night”, ne tira fuori un’incendiaria traccia su ritmi spezzati che vende oltre 250.000 copie su vinile solo in Gran Bretagna. Parallelamente Martin si misura con la migliore scena house internazionale, siglando con lo pseudonimo di Sounds of Life numerosi e fortunatissimi brani inediti e remix per le storiche etichette “AM:PM”, “Twisted”, “Peppermint Jam” e “Defected”. Dal 2000 Buttrich si concentra sulla produzione degli album di Timo Maas “Loud” (2001) e “Pictures” (2005), a cui prendono parte artisti quali Kelis, Finley Quaye, Brian Molko e Neneh Cherry. Oggi, dopo aver regalato un’insuperabile rivisitazione di “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode, scritto un brano inedito per i Placebo e firmato la colonna sonora del film “Creep”, Martin stringe un forte sodalizio artistico con Loco Dice. Il duo combina le rispettive esperienze per elaborare una miscela sonora in bilico tra le sonorità scure e distorte sviluppate per Timo e la più intrigante deep e tech house: un groove nuovo, ipnotico e travolgente che domina il panorama degli ultimi due anni grazie alle brillanti produzioni pubblicate dalla “Four:Twenty”, “Poker Flat”, “Ovum”, “Minus”, “Planet E” e “Cocoon”. Forte di questa impressionante quantità di esperienze e partecipazioni, oggi il nome di Martin Buttrich conquista la meritata fama internazionale: il fatto che le leggende della techno e della house music, da Carl Craig a Steve Bug, facciano la fila per pubblicare il suo materiale conferma l’indiscutibile talento di questo artista.

    SABATO 26 APRILE
    Sasha Funke > Milano, Magazzini Generali

    Sasha Funke ha iniziato la sua carriera di produttore affittando le tecnologie necessarie facendosi aiutare dal suo amico Paul Kalkbrenner, che diventa poi label partner al “Collective studio”. Come dj e organizzatore di party inizia la sua attività dopo la caduta del muro, nei club della Berlino est. Sicuramente è uno degli artisti più interessanti della scena elettronica berlinese. Il suo primo album in attivo, “Bravo” del 2003 per la “BPitch Control”, lo afferma a livello internazionale. Suona un tipo di house che spinge verso la techno spostandosi continuamente tra suoni emozionali e razionali, la sua cultura musicale lo porta a coniare il termine “immediacy” che stigmatizza uno stile di vita istintivo, immediato ma allo stesso tempo razionale,questi principi Sasha li trasmette alla gente og! ni volta che sale in consolle. Incide per varie label quali “Kompakt”, “Eletronic Cosmetics” “Salo” e altre. La “Bpitch Control” gli affida nel 2006 il mixaggio della seconda compilation della label “Boogy Bytes”,

    GIOVEDI’ 24 APRILE
    Super Flu > Lido di Camaiore (LU), Nabilia

    Tinitus Pärt (Feliks Thielemann) & Mathias Schwarz – Ecco i Super Flu! L’ambizione dei Super Flu e di combinare la tradizione con la musica elettronica più moderna per donare gioia e vitalità all’ascoltatore. Il Sound di Super Flu! va oltre la semplice techno, la loro musica e un viaggio tra la terra e ed il dance floor. Il duo ha prodotto moltissimi dischi: “Superflu - She & Tripple Mapple Traum V86”, “Deck Monsters - Fishbone Super Flu´s Satisfaction RMX Definition Rec.024”, “Døken incl. Nico Grubert RMX & Koefer & Strube RMX WhirlpoolsexMusic011”.Il loro set vi ipnotizzerà facendovi perdere in un mare di ritmi e melodi sensuali.

    > collegamento ad artists
    > collegamento a booking

    Questi messaggi vengono inviati in osservanza della legge 675/96 sulla tutela
    dei dati personali. Per non riceverli più basta cliccare il seguente link:

    SO CHE CE LA POTETE FARE ANCHE SENZA DI ME

    Club Culture - Booking Agency Rome
    tel : +39 06.976 03078 - fax: +39 06.972 55723
    web: http://www.clubculture.eu - mail: mailto@clubculture.eu

Lascia una Risposta