Mercoledì 5 Marzo 2008...

Natzinger? No, Sisto Sesto.

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Fra ttutti quelli c’hanno avuto er posto
De vicarj de Dio, nun z’è mai visto
Un papa rugantino, un papa tosto,
Un papa matto, uguale a Ppapa Sisto.

E nun zolo è da dì che dassi er pistoAzr.pngAn
A chï unqu’omo che j’annava accosto,
Ma nun la perdonò neppur’a Cristo,
E nemmanco lo roppe d’anniscosto.

Aringrazziam’Iddio c’adesso er guasto
Nun po’ ssuccede ppiù che vienghi un fusto
D’arimette la chiesa in quel’incrasto.

Perché nun ce po’ esse tanto presto
Un antro papa che je piji er gusto
De mettese pe nnome Sisto Sesto.
Giuseppe Gioacchino Belli,
9 aprile 1834

 

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    Gerusalemme, 15:01
    — HAMAS RIVENDICA LA STRAGE DI GERUSALEMME
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    Migliaia di persone (e tantissimi poliziotti) alle esequie delle vittime della strage
    Presi dieci tra congiunti e amici dell’assassino. Chiusi i valichi con la Cisgiordania
    Gerusalemme blindata per i funerali
    Arresti nella famiglia dell’attentatore
    Gli estremisti di Hamas rivendicano la strage

    Una foto di Ala Abu Dhein, il presunto autore dell’attentato alla scuola rabbinicaGERUSALEMME - Si sono conclusi, a Gerusalemme, i funerali delle vittime dell’attacco contro il collegio rabbinico Merkaz ha-Rav da parte di un autista della stessa scuola. Migliaia le persone che hanno partecipato, e migliaia i poliziotti presenti per evitare che scorresse altro sangue. E mentre Hamas ha rivendicato la strage (”ci assumiamo la piena responsabilità dell’operazione”), sono stati arrestati oltre dieci palestinesi, tra familiari e amici dell’attentatore. E sono stati chiusi i valichi con la Cisgiordania.

    I funerali. Nel cortile del collegio rabbinico Merkaz ha-Rav di Gerusalemme si sono svolte le esequie degli otto seminaristi uccisi ieri. Il rito è iniziato con la lettura di versetti biblici. All’interno del cortile, i dirigenti del collegio, importanti rabbini e i familiari delle vittime. Nelle strade vicine assiepate migliaia di persone. Non si nota la presenza di alcun rappresentante del governo di Ehud Olmert. Ieri una organizzazione di rabbini della Cisgiordania ha accusato il governo di aver mostrato “debolezza di fronte al terrorismo palestinese” e di essere responsabile indiretto della strage.

    Indagini. L’autore della strage di ieri si chiamava Ala Abu Dhein, aveva 20 anni (25 secondo alcune fonti) ed era un ex autista della scuola. Lo hanno riferito alcuni residenti di Gerusalemme est, secondo cui fuori dalla casa dell’attentatore, freddato durante l’attacco, la famiglia ha appeso le bandiere verdi di Hamas. Il ragazzo sarebbe stato arrestato dalla polizia quattro mesi fa e rilasciato in gennaio.

    Aharon Franco, il capo della polizia di Gerusalemme, ha confermato che in mattinata è stato trovato il veicolo utilizzato dall’attentatore. Si tratta di un furgone, all’interno del quale sono state rinvenute altre munizioni. Secondo immagini fotografiche divulgate oggi da Zaka (l’ente rabbinico per il soccorso alle vittime di attentati) risulta che l’attentatore disponeva di un fucile Kalashnikov, di numerosi caricatori e di due pistole. Per introdurre le armi nel collegio rabbinico aveva utilizzato uno scatolone che sembrava contenere una televisione.

    Ala Hisham Abu Dheim risiedeva a Gerusalemme est e dunque disponeva di una carta di identità israeliana che gli consentiva piena libertà di spostamento all’interno di tutto il territorio, senza doversi sottoporre a controlli di alcun genere.

    Arresti. La polizia israeliana ha compiuto nelle ultime ore diversi arresti nel rione di Jabel Mukaber (Gerusalemme est), dove risiedeva il palestinese che ieri ha compiuto la strage. Fonti locali aggiungono che gli arrestati sono congiunti dell’attentatore. Questa notizia non ha ancora conferma da parte della polizia israeliana. Anche il padre di Ala è stato fermato e rilasciato dopo poche ore.

    I negoziati di pace. “Chi celebra questi omicidi dimostra di essere nemico non solo di Israele ma della pace e della riconciliazione”, ha commentato un portavoce del governo israeliano, Mark Regev, citato dalla Bbc. Parole dure contro l’attentato anche da parte del presidente palestinese Abu Mazen. Ma all’Onu il Consiglio di sicurezza non è riuscito ad approvare una risoluzione di condanna, per l’opposizione della Libia.

    (7 marzo 2008)

  • allen the Aimee - Aimee allen

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