Venerdì 29 Febbraio 2008...

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IL Ratto delle Sabine (Storie di vecchi stupri, che ancora danneggiano chi ne porta il ricordo)  Pietro da Cortona 

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Brigida Marovelli

Brigida is a Clinical Psychologist and she is doing a Master in Medical Anthropology at the Brunel University. As far Shiatsu is concerned she trained 3 years at theProfessional School Shiatsu-Do in Italy (2000-2003). She is register at Shiatsu International and APOS, a European Register for Professional Shiatsu Practitioners. In her practice she has developed a main field of research that is the harmonization of the joints and of the posture. What’s more her practice integrates Shiatsu with Tuina, the Traditional Chinese Massage.

4 Commenti

  • Volume IX

    1570-1599
    pag.101
    1570
    Da una informazione di una causa vertente gli aggravi fatti ai bene-
    dettini per le bonifiche di Brescello e Castelnuovo, si dice: “Lo
    ill.mo sig. Cornelio (Bent.) avendo ancor lui animo di bonificare
    questo Castello Gualtiero et como si dice le valle di Bresello volse
    condurre il Crostolo per un cavo dalla Ca del Magnano o vero Tre Pila-
    stri per li confini di Guastalla et Brescello in fino al Po’ et per
    natura degli confini et mala sorte del territorio reggiano il detto
    canale va per il diritto all’insu’ contra il Po’ et e’ stato adiman-
    dato il Bentivoglio etc… et ha pochissima decaduta et fu detto vo-
    lergli far un naviglio…”
    Fu fatto a spese dei laici ed ecclesiastici.
    (Alleg. Citate)
    26 genn.
    Il gov. Caula ordina che 12 fanti della comp. di Milano ogni notte
    afforzino le guardie e domanda aumento di soldati.
    Era camerl. Giuseppe Sgiavardo.

    pag.102
    1570 28 genn.
    Lettera del Gov. al duca per pesca controversa dal viadanese.
    Si legge:”…volendo il camerl. di Brescello far un giaccio per pi-
    gliar del pesce (giacchio = rete)”.
    Acque
    31 genn.
    Il duca ordina al gov. Camillo di mandare a Modena per la guardia
    12 uomini di ogni compagnia.
    6 febbr.
    Viene inviato Antonio Cugini agente della comunita’ al duca.
    Portava il Dal Bisogno per avere un grifo rampante. Il gov. voleva
    entrare nelle cose che spettavano al pod.

    pag.103 104 105 106
    1570 2 aprile
    Sentenza prime di Meser Antonio Guerino
    Io Antonio Guerino sustito (sic) dall’ill. et Ec. sig. duca Alfonso
    II duca di Ferrara e Modena e in luogo suo a determinare le differen-
    ze fra l’ill. sig. Cornelio Bentivoglio da una parte e la Comunita’
    di Brescello, Borretto et Lentesone dall’altra per causa della bonifi-
    catione di quei paesi, come piu’ largamente appare nell’instrumento
    d’essa sustitutione rogato per il sig. Gio. Batt. Pigna nottaro e se-
    gretario di sua eccellenza il primo marzo 1570 per tanto avendo udit-
    to cio che dalli Periti dell’una et l’altra parte mi e’ stato allega-
    to per fondamento delle lor raggioni et essendo insieme con essi anda-
    to su i luoghi delle controversie per chiarirmi della verita’, final-
    mente havendo veduto et considerato maturamente tutto quello che dall’
    una parte et dall’altra m’e’ stato mostrato in fatto et havendo insie-
    me veduto gli effetti delle chiavicche principali e condotti, argini
    et ogni altra cosa pertinente ad essa bonificatione, invocato il nome
    del Signor Dio, dico, e pronuntio nel modo infrascritto videlicet:
    che cominciando al Ramo del Po’ intestato et all’arginamento fatto al
    luogo detto il Giarone del Commissario, ho trovato detto Giarone fi-
    nito e star bene, et finalmente finiti et star bene e perfettamente
    l’intestatura del Po’ predetto.
    Dico ancora che gli argini fatti al condotto chiamato la Naviglia dal
    detto luogo del Po’ fino alla chiavica detta La Chiavica di Galasso
    esser finita perfettamente e star bene;
    Dico appresso, che considerato l’argine del Bentivoglio cominciando
    alla chiavica nuovamente fatta nel ramo del Po’ morto andando all’insu’
    fino alla Scaloppia, dove dicono finirsi la parte, ch’ha da fare l’
    ill. sig. Cornelio, che quando il detto argine sara’ piu’ alto un mez-
    zo braccio e piu’ largo un braccio dell’argine che e’ dall’altra parte
    di esso Bentivoglio, cioe’ di quello di Guastalla, allora si potrano
    chiamare sicuri e finiti perfettamente.
    Dico ancora, chel cavo fatto sopra Brescello per condur l’acque vive
    che vengono di Parmeggiana nel Po’ et l’argine fatto dalla parte mez-
    zo Brescello per riparo delle rotte di Lenza e del rigurgitare del Po’,
    star bene et esser finito perfettamente.
    Dico ancora che le chiavicche infrascritte vedute e ben considerate da
    me, cioe’ quella alla Casella, quella nel ramo del Po’, quella della
    Naviglia e quella fatta nelli arginelli di Gualtieri esser finite per-
    fettamente e star bene;
    Ho veduto la botte che passa sotto il Bentivoglio e col levare le por-
    telle ho veduto il buon effetto che fa di scolar l’acque di quelle val-
    li e dico essa botte esser finita perfettamente e star bene;
    Circa il cavo fatto per ricevere l’acque che passano per detta botte
    per condurle al condotto della Parmeggiana dico che detto cavo sara’
    finito perfettamente e stara’ bene quando l’acque che passeranno per
    quello havranno libero il lor corso alla detta Parmeggiana senza raza-
    re in loco alcuno;
    Circa al mantenimento delli argini, dico che cominciando alla parte
    della Fossa Marza di sopra di Meletulo e venendo a basso a trovare il
    traversagno, cioe’ dalla banda di sotto e venendo fino al ponte della
    strada di S. Martino e da detto ponte fino alla chiavica di Camporai-
    neri pur da detta banda e da questa andando fino al ramo del Po’ in-
    testato insieme con essa intestatura e cosi’ l’argine detto del Com-
    missario insieme agli argini della Naviglia e l’argine che e’ di so-
    pra da Bresello per diffesa dell’acque di Parmeggiana, dico apparte-
    nersi il mantenimento di essi agli infrascriti Communi di Brescello,
    Borreto, Lentesone, Gualtieri e Meledolo, e questo per la ratta delle
    lor biolche cosi’ della valle come di altri terreni;
    Quanto alle chiaviche, dico che la chiavica e la botte della Casela,
    la chiavica del ramo del Po’, quella della Naviglia e quella degli
    arginelli di Gualtieri debbeno essere mantenute e guardate da quelli
    che per esse scolano le lor acque e questo a rata delle lor biolche
    nel modo che si e’ detto;
    Dico pero’ che quando sara’ posto in esecutione quanto si e’ detto
    di sopra, (riservando fuori di questo giuditio la parte di bonifi-
    catione spettante al comune di Castelnovo) che servandosi quanto e’
    sopradetto, cioe’ agli argini, chiaviche e simili bisogni, ch’essa
    bonificatione sara’ profitevole, durabile e buona.
    In fede di questo mio giuditio, ho fatto e scritto la presente di mia
    propria mano questo di’ 2 aprile 1570.
    Antonio Guarini - di mano propria.
    (R. Archivio di Stato in Modena - Canc. Duc. Carteggio e doc. di Ret-
    tori - Brescello)

    pag.107 108 vuote

    pag.109
    18 aprile 1570
    Sabato mattina si imbarcano a Br. 2 compagnie comandate dal m.se Gia-
    como Malaspina al servezio dei Veneziani e andranno giu’ per far capo
    a S. Alberto.

    pag.110
    1570 29 maggio
    Con sentenza di oggi Girol. Bagnoli di Reggio camerl. duc. in Castel-
    novo, per delegazione avuta dai fattori gen.li duc., stabilisce che
    quelli di Brescello non erano tenuti a dazi di transito in Castelnovo
    Reggiano.
    B. Eccl.
    Era podesta’ Rocco Antonelli.
    12 giugno
    Vinc. Navarra pod. di Gualt. e Prospero Camuncola agente del Dentino
    consegnano agli uomini di Brescello e sua cast. gli argini da mantene-
    re; si consegnano a: mes. Manfre’ Gobetto, mes. Genese Cusini, mes.
    Dom. Zatto, Giov. ducale Massaro, Francesco Mellini mas. di Boretto,
    Cesare Cavagnolo per Meledolo e mes. Vincenzo per Gualtieri.
    25 giugno
    I Borettini e i Pazzaglia, livellari della Camera, si opponevano alle
    tasse che il comune aveva imposto in seguito alla gravezza di 1000 scu-
    di che il comune doveva pagare al Bentivoglio.
    10 luglio
    Il capit. Camillo Caula gov. di Bresc. delegato dalle parti ripanti
    fra i comuni della giurisd. di Bresc., suddivide le spese delle chia-
    viche, spurgo dei cavi e guardiani, in ragione del biolcatico, in que-
    sta forma:
    Boretto biolche 4870
    Gualtieri ” 6486
    Bresc. e Lentig. ” 3547
    Meletolo ” 2340
    e cosi’ lascio’ fuori Castelnuovo indi ira.

    pag.111
    1570 29 agosto Brescello
    Era in Bresc. il capit. Gabriele Tagliaferro mandato dal duca di Parma
    per l’estrazione di persone da nominarsi di comune accordo col duca di
    Ferrara. Non si dice il motivo di tale estrazione che non ebbe luogo.
    Bresc. Eccl.
    8 dic.
    Rettore della chiesa di Boretto Don Orazio Nizzolio il quale avverti’
    il gov. Caula che il vic. del vesc. di Parma lo aveva avvertito che te-
    neva commissione di visitare la chiesa di Brescello come gia’ aveva
    fatto a Gualtieri e Boretto. Il Caula rispose che non lo avrebbe per-
    messo.
    id.id.

    pag.112
    1570 2 ott.
    In uno scritto fra gli uomini di Boretto, Brescello e il Bentivoglio
    per una chiavica nell’arginello della fossa di Boretto dalla parte di
    Gualtieri, si rileva che:
    il Bentivoglio si contenta che facciano una botte sotto la Scalopia
    dove egli dira’ e per essa passino le acque di Fingaida e della Avo-
    gadria e di Brescello, intendendosi pero’ per acque di Bresc. quelle
    che sono tra la Scalopia e il cavo di Poviglio. La botte sotto il Cro-
    stolo fu prima fatta di legno poi di mattoni e in tale circostanza ven-
    ne abbassato il fondo per meglio scolare le terre superiori.
    6 dic.
    Caula al duca:”Ieri il duca di Parma mando’ a Colorno il capit. Cheru-
    bino con molti uomini della milizia. Fece prigioniero il conte di
    Gajazzo il quale scrisse una lettera al re e una alla regina, poi lo
    condussero a Parma in castello et questo dicono a requisitione del Pa-
    pa, per causa della inquisitione”.

    Promis Vincenzo: tavole sinotiche delle monete italiane, illustrate
    con note. Torino. Stamp. R. 1869 p. 39
    BRESCELLO
    Alfonso II d’Este 1571-97 A. M. 3. tav. annessa n.3 1
    “M. 47.pag.561 n. 3 2
    A.B.D.18 T. III tav. IV, n.1.2. 3
    ” A.8. pg.41 4
    B B.19 pag.204 5
    O 0.8.tav. 1 n. 10 6
    O.A.B.B. C. 88. tav. ann.n.1-5 7
    Questo principe nel 1571 vi apri’ una zecca che per pochi anni lavoro’
    essendo gia’ chiusa quando egli manco’ di vita. Il Cavedoni seguito
    dal Crespellani pubblico’ un conio di moneta come di Bresc. che disse
    di difficile lettura soprattutto nella parola “Brixelli”, ma esso
    spetta ad officina del Brabante avendone lo stemma, la forma e gli
    ornati come su quelli si vedono, onde dovrebbesi leggere “Brixellensis”
    o “Brixellen”, e poi la zecca di Brescello comincia nel 1571 e l’im-
    pronta del conio indica un’epoca anteriore.
    1-Madai:Vollstandiges thaler- cabinet - Konisberg (?) 1766
    2-Duval et Froelich. Monnaies en argent du cabinet de Vienne 1769
    3-Dionisi della Rocca di Verona e delle sue antiche monete. Zanetti
    tomo IV.
    4-Affo’ Illustr. di un antico piombo brescellese-Parma 1790
    5-Bellini Delle monete di Ferrara.Ivi 1764
    6-Olivieri A. - Moneta inedita di Brescello. Ric. num. Ital. tomo I.
    7-Crespellani - Cenni Stor. intorno a Bresc. e sua Zecca-Mod. 1865

    pag.113
    1571 26 gennaio
    Cornelio Bentivoglio con rog. Pietro Bucci di Bresc. retroda’ agli
    uomini di Gualt. tutti i terreni che gli avevano donati nel 1561.
    Il Bent. che dimorava in Gualt. era presente all’atto “sponte dedit
    capit atque retrodabit” domino Filippo Albarino, Ant. Maria de Solia-
    ni, a Pino de Pacchiarini, e a Franceschino de Villani cons. di
    Gualt. Atto rogato in Gualt. alla Palazzina de Torelli nella camera
    da letto del Bent., presenti don Sopranzo Salvini, Agostino Cugini di
    Bresc. e Pietro di Bernardino Bucci di Bresc. notaio. Una nota mar-
    ginale all’atto dice:”Questi beni non furono mai restituiti agli uo-
    mini di Gualt., ma ritenuti da Bentivoglio per non aver mai pagato
    il quarto dei frutti di S. A. Si chiamano le possessioni del Bosco di
    209 biolche circa”.
    1573
    I parmigg. con l’art. 6 della capit. per le bonifiche si obbligano a
    dare al Bent. scudi 8000 d’oro in oro in rate di 2000 annui.

    pag.114
    1571 31 genn. Bresc.
    Camillo Caula gov. manda una scrittura che quella notte era stata at-
    taccata “all’hostaria fuor di Brescello” con la quale si vorrebbe che
    Bresc. fosse diocesi parmigg; l’aveva fatta levare occultamente e
    nessuno se ne era accorto.
    Bresc. Eccl.
    16 febbr. Parma
    I deputati del clero di Parma scrivono al gov. di Bresc. che essendo
    piaciuto alla S.to (?) di N.S. di S.ta Chiesa imponere decime a questa
    diocesi e che nell’entrante mese dovevano essere esatte nei luoghi
    da essi tassati; essendovi anche Bresc. e nessuno essendo comparso a
    pagare, mandi a pagare se no si procedera’ a censure.
    id.id.
    18 febbr. Bresc.
    Il capit. Caula al duca.
    E’ di opinione che non si debba pagare perche’ Bres. e’ “nullius”.
    Ha stabilito di far depositare il denaro per non incorrere in censure;
    attende istruz. poiche’ non e’ dottore ma soldato.
    id.id.
    20 febbr. Bresc.
    id.
    Ieri giunse Viano de Viani mandato dal gov. di Reggio e tosto conse-
    gnato al pod. di Bresc. accio’ eseguisse quel tanto “che il rev. P.
    Inquis. mi commette con una sua. Questi uomini di questa sua terra
    mandano uno a posta costi’ a supplicare l’ecc. vs. ill.ma che li vo-
    glia concedere si posibile est il transeat ab ipsis calix iste, sendo
    detto Viano viadanese ed non brescellese, riputandosene eglino e per
    la fama et per la spesa gravati”.
    L’anno 1550 detto Viano fu inquisito per questa causa et abjuro’ a
    Viadana, come si vede per detta sententia. Supplicano gli uomini e com.
    di Bresc. lo si mandi a Viadana, ove lo faranno accompagnare a loro
    spese.
    id.id.

    pag.115
    1571 23 febbr.
    Al gov.
    Faccia eseguire giustizia intorno a Viano Viani, conforme alla condan-
    na data contro di lui dalla Inquisitione “ma pero’ su’ la riva del fiu-
    me”.
    Si procurava di aprire l’osteria e di condurla per conto della camera;
    si affitto’ poi per 80 scudi per un anno a un bresc. Quest’anno si
    ripete la grida per gli argini.
    Manfredo dalle Gobette ai fatt. temporali: porci lire 19 di moneta no-
    stra, ceci bianchi lire 5 delle nostre lo staro.

    pag.116
    1571 21 febbr. Roma
    Guvone Bertani al duca
    “Sono stato dal vesc. di Reggio per conto di Bresc. e mi dice che Sua
    Santita’ ha concesso al legato che quel luogo sebbene sia nullius d.
    sia sotto il vescovado di Parma per i sacramenti e le decime. Se V.E.
    facesse che quei di Bersello mandassero qui i pagamenti della decima di
    Roma, quali credo che saranno accettati, in questo modo il legato non
    avra’ che dire ogni volta che avessero la quietanza. Il detto vescovo
    si contentera’ di levar il Vicario per compiacere V.E. ma la prega di
    dare un poco di dilatione per potergli trovare un uffitio qui con N.
    S.”
    id.
    “V. Ecc. avra’ con questo spaccio la lettera per il clero di Bresc.,
    accio’ possi farsi restituire i danari per pagarli qui. Ma bisogna man-
    dar presto il pagamento e prima che si facesse deposito, il qual fu
    fatto senza proposito, et bisognaria fare com’io scrivo.”
    Arc. di St. Mod. Cart. di Inviati Est.

    pag.117
    1571 6 marzo Bresc.
    Caula al duca
    Mando’ a pagare le decime (si era promesso dai deput. del clero di
    Parma che cio’ non infirmava giurisdizione) ma non avendogli i deput.
    voluto far la ricevuta nel modo da esso desiderato, il messo non pago’.
    Gli e’ stato scritto da Parma che Alessandro dalle Carpinete gia’ com-
    pagno di Antonio Tanaro a fare quella scelerita’ a Sestola, si e’ muta-
    to nome facendosi chiamare “Spagnoletto”.
    Bresc. Eccl.
    19 marzo
    Abate commend. di S. Genesio era don Lor. Gazio procuratore di Ant.
    de Brachi - att. di Firenze. Era rettore di S. Maria don Bartolomeo
    Piacentini. Era camerl. Agostino Cremosini di Reggio.

    pag.118
    1571 16 marzo
    Venne a Reggio il duca di Ferrara e il 20 parti’ per Bresc.
    Visdomi.
    1 aprile
    Matteo Valengo domanda ai fattori che facciano riparare una prigione
    in rocca detta la Carbonina, essendo l’altra malsicura.

    pag.119
    1571
    Gli oneri per le bonifiche vennero fissati in ragione di biolche bo-
    nificate, cioe’:
    Brescello e Lent. biolche 3547
    Boretto ” 4860
    Gualtieri ” 6486
    Meletolo ” 2340
    Per gli anni 1571-74 era salinaro Madonna Leandra Talenti.
    Lett. Ducali
    4 giugno
    Il Caula al duca
    In Casalmagg. vi sono 5000 tedeschi senza armi ma bella gente, che piu’
    volte ho mandato a vederli. I capi sono il conte Vinciguerra d’Arco e
    il conte Alberigo di Lodrone, che dicono di aspettare 12000 fanti e
    4000 ferraiuoli. Si dice vadano a Tunisi.
    9 giugno
    Era podesta’ Matteo Maria Valengo.
    Gio. B. Genesi riceve ordine di lasciar passare senza dazio le armi di
    S. Maesta’ Cattolica.

    pag.120
    “Solerti Angelo: Ferrara e la corte Estense nella seconda meta’ del se-
    colo decimosesto - Citta di Castello - Lapi 1891″
    pagina LXX:
    1571 14 agosto
    “…Perfino quella mala lingua del Carigiani scriveva in una sua del
    14 agosto 1571 da Bresc., dove tutta la corte di Ferrara si era reca-
    ta, come pure quella mantovana ad onorare due principi d’Austria che
    tornavano in patria, che il mercoledi’ precedente -da vespro a sera-
    si festeggio’ in corte…”
    (Nota dell’autore) Pigna Ben Divino (Gio. B. Nicolucci detto il Pigna)
    canzone XIII. Fece questa canzone trovandosi la donna indisposta di
    febbre terzana in quel tempo che ritornando di Spagna Rodolfo e Erne-
    sto principi d’Austria in Germania, nel loro passaggio per l’Italia
    doveva ella (Isabella Bendidio) trovarsi in compagnia di altre dame
    principali a servire la duchessa di Ferrara loro zia per incontrarli
    a Brescello…Vi sono poi altri componimenti su questo argomento e fa
    voti che risani in tempo perche’ i principi non siano privati di tanta
    bellezza. Prosegue il “Ben Divino” sonetto 56-
    Fu detto di sopra che la donna era indisposta; ora trovandosi ella di
    gia’ in Bresc. egli descrive l’abito suo che era di broccato…
    Al sonetto 59 “…volendo il Pigna passare (a Bresc.) dove erano mol-
    te carrozze che volevano partire, se ne mosse una con 4 cavalli con
    tanta furia che corse pericolo di restare offeso se il Corigiano am-
    basc. del duca di Fiorenza porgendogli la mano non l’avesse aiutato;
    vicino a quel pericolo si trovo’ Isabella…”

    pag.121
    1571
    Per la famiglia Bendadei vedi Scalabrini Antenore:”Arbore Gentilizio
    della nobile famiglia Bendadei di Ferrara”. Mantova-Pazzani 1739
    “Giustificazioni della fam. Bendadei Ferrara” Mantova 1739

    pag.122
    1571 1 agosto
    Sua Alt. Don Giovanni d’Austria parti’ per Napoli da Genova con le
    galee e drizzando le vele verso Ferrara, arrivo’ con i gia’ detti 2
    principi, Ridolfo poi imp. e Ernesto suo fratello; alloggio’ a Tes-
    sarolo dove l’ecc. s. duca dal Borchecco, accompagnato da tutti i
    feudatari di Milano ando’ a riceverlo, andando poi a Brussello, luo-
    go del ser. di Ferrara che li stava aspettando. Nel viaggio stesso
    ebbi gratia di ballar nel Bucentoro di S. Alt. e vi acquistai molti
    donativi.
    Negri Cesare-Nuove inventioni di balli-Milano Bordone-MDCIII p.8
    23 agosto
    Grida sugli studi e il duca scrive al gov. che i trasgressori saranno
    severamente puniti.

    pag.123
    1571 29 agosto Bresc.
    Meledolo manterra’ il traversagno cominciando dal “ponte di pietra”
    che e’ sopra la “Fossa marza” fino al ponte di S. Martino e di la’
    fino alla chiavica di Campo Rainero pertiche 260.
    Brescello manterra’ in piu’ alcune pertiche della Naviglia verso Bo-
    retto e l’argine della Naviglia fino alla chiavica “del favorito” nel
    ramo del Po intestato.
    Bonifiche.

    pag.124 125 126 127 128
    Instromento sopra la guardia e manutentione delli argini etc.
    In Christi nomine amen etc. anno 1571 indictione 14 die 29 augusti etc.
    Che Brescello e Lentigione guardino e mantengano l’argine delle Sel-
    velle dalla casa Scudellari fino al ponte della strada maestra di Parma
    e da qui fino al Ponte Gentile.
    L’argine di sopra il Molino del Bentivoglio fino alla botte che passa
    sotto il condotto che vi conduce l’acqua. Di sotto a casa Scudellari
    andando a basso fino alla chiavica del Bando e da essa fino a Po. E
    piu’ pertiche 130 dell’argine del Bentivoglio dalla chiavica di Campo
    Rainero venendo a basso verso il Po. Boretto guardera’ e manterra’
    pertiche 900 incominciando di sotto delle 130 braccia di Brescello e
    Lentigione. Guardera’ e manterra’ il cavedone del Po con l’argine che
    vi e’ attaccato presso il Po che e’pertiche 65 e piu’ la Naviglia dal-
    la banda di Guastalla, cominciando dalla chiavica che e’ nell’argine di
    Gualtieri venendo fino al ramo del Po intestato, meno 6 pert. di quel-
    lo appresso al ramo del Po che toccano a Gualtieri. Gualt. manterra’
    la chiavica di Campo Rainero, andando a trovare la parte che tocca a
    Meledolo e l’argine del Bentivoglio dove finisce la parte di Boretto
    fino al confine di Guastalla venendo a basso, la Naviglia alla “chia-
    vica degli argenelli” venendo fino al ramo del Po intestato dalla ban-
    da verso Brescello e in piu’ guardera’ e manterra’ 6 pert. che avan-
    zano alla parte che e’ toccata a Boretto di detta Naviglia verso Gua-
    stalla. In piu’ guardera’ l’argine della Naviglia da una parte e dall’
    altra fino alla chiavica del favorito. Nel caso uno dei comuni venis-
    se meno all’obbligo di far la guardia agli argini rifara’ a proprie
    spese la rotta. Circa a sgarbamenti e nettamenti dei condotti e guar-
    dia delle chiaviche si abbia da stare alla sentenza altre volte data
    dell’anno 1570 10 luglio.
    Boretto per biolche 4870, Gualtieri per b. 6486, Brescello e Lenti-
    gione biolche 3547, Meletolo b. 2340.
    Arch. di St. Modena Cancelleria duc. carteggio e doc. di Rettori-Bresc.

    27 sett.
    Caula ai fattori
    Quando il duca e’ stato a Bresc. elle ha ordinato al camerl. che trovi
    della legna per la cucine di sua ecc.za ed avendo il camerl. fatto
    prendere molte fascine da diversi poveri uomini, questi ora si dolgo-
    no di non avere ne’ legna ne’ danari.

    pag.129
    1571 1 nov. Ogni Santi.
    Muore in Brescello Camillo Caula gov.
    La comunita’ dandone l’avviso, promette di aver cura della sicurezza
    della fortezza.
    Arch. di St. Modena
    1571 12 nov.
    1578 23 sett.
    Di Marci Cap. Lazzaro nob. di Argenta gov.

    pag.130
    1571 1 nov.
    Camillo Caula muore in Bresc. ivi gov.
    Vi era anche nel 1569.
    Tirab. Bibl. Mod. II
    La pesca delle fosse di Bresc. si poteva affittare per 50 scudi l’anno.
    23 nov.
    Arriva Lazzaro di Marci gov. Dice che “ha trovato che vi sono 4 stanze
    in questa rocca le quali averiano bisogno d’essere accomodate dentro
    solamente, cioe’ di farle bianche et insieme li tasselli*far qualche
    imbroglio di pittura semplice…perche’ possa haver alloggiamento per
    suoi amici”. * affumicati
    La spesa si faceva ammontare a 30 scudi.
    Le vetrate dovevano essere riparate.

    pag.131
    1572
    Entrata di Alfonso II d’Este in Venezia. Vi si nomina Brescello.
    Atti Deput. di Parma e Modena T. VIII p. 479
    9 genn.
    Le monache pregano al duca di ordinare al camerlengo di Bresc. di dar
    loro la solita regalia, cioe’: una pezza di panno da 70, pesi 80 di sa-
    le, staia 12 di frumento, pesi 4 di legna forte, pesi 8 di olio buono.

    pag.132
    1572 23 mar.
    Lazzaro di Marci gov. al duca
    “Questa sera su le 23 hore e mezzo sono arrivati qui Mons. Vescovo di
    Sarno e il Vescovo di Terni con doi altri personaggi e il Maiordomo con
    altri della famiglia del Card. Alessandrino Legato, che per quanto in-
    tendo sono da cento bocche li quali avevano mandato a pigliar li al-
    loggiamenti entro la terra per doi de suoi. Et perche’ erano lontani
    dal Bucintoro et altre barche del Porto quasi un miglio, io ho mandato
    dei cavalli perche’ potessero comodamente venire, et persone ad invitar-
    li, per far quel che conoscevo esser debito mio. Et gia’ con tutta la
    provigione che V.E. havea mandato, forse parte per costi’,parte per
    Reggio,havevo pero’ fatto ordinare di modo che per gionta all’improv-
    viso sarebbero stati assai bene, ma in ultimo hanno rissoluto venirse-
    ne di longo in qui senza moversi di Barca, et credo che lunedi’ matti-
    na potranno giungere.

    pag.133
    1572 22 apr. Bresc.
    id.
    Dovea dare “in scritto l’opinione sua sopra l’acque delle Risare del
    sig. Cornelio…non essere passata una sol goccia nel Mezano dove si
    scolano, ma tutte si sono ridotte in una bassa che si chiama il Cava-
    izzo, nel med. loco del sig. Cornelio et e’ il parer mio che facendo
    esso sig. delle Risare per l’avvenire, l’acque di quelle possano stare
    nel sopradetto Cavaizzo et in un altro luoco detto Campazzo, ma caso
    che dette acque andassero nel Mezzano, dove si scolano, non credo pero’
    che possano dare alcun danno per fare il sale, non vi essendo quantita’
    d’acqua et entrando nel Mezano sudetto lontanissimo di dove si fa il
    sale…”
    Lett. Uff.li
    Si intende magazzino del sale?
    Si deve intendere salina, giacche’ da una lett. di Giovanni Mirandola
    munizioniere risulta che ce ne erano nella salina 2000 sacchi.
    Si portava l’acqua dalle marine Ferraresi?

    pag.134
    1572 12 magg.
    Gio B. Genesi daziario avverte che sono passate navi di Sua Maesta’
    (l’Imperatore?) “carghe de armeria” per la somma di 2641 colli, fran-
    che con lettera del duca scritta al Commendatore di Milano.
    Le armi le mandava il gov. di Milano all’armata.

    pag.135
    1572 21 lugl. Bresc.
    Il Gov. Di Marci ha soppresso il mercato per sospetto di peste ed
    impedito il passo a chi non aveva “la fede della sanita’”.

    pag.136
    1572 9 lug.
    Manfr. Gobbetto ai fatt. Generali
    Allorche’ i fattori nel dic. 1568 ordinarono di riparare la chiesa di
    Campo Rainero, essa ruino’, ed il fattore si valse delle pietre per
    far la stanza sua.
    “et perche’ bisogna restituir le pietre a la gesia che sono miara 32,
    et anco far la gesia, percio’ non gli ho datto al detto fattore gli
    detti 25 scudi, ma perche’ gli homini di quel loco gridano che si fac-
    cia detta gesia…” ne avvisa per aver ordini.
    1572 15 ott.-1575 23 luglio
    Bertolaja Dal libro della Mirandola Pod.

    pag.137
    1572 5 nov. Bresc.
    Silvio Bertolaja pod. al duca
    “Due giorni sono e’ morto in questa terra un giovane speciale Spurio
    nato di dannato coito, et non ha lassato persona che li possino suc-
    cedere, ed a’ lassato roba per 1500 ducati la qual robe per quanto
    ho potuto cavare da miei libri in questa mia travagliata venuta” ap-
    partiene alla camera.
    11 dic.
    Lazzaro Di Marci al duca.
    Era morto a Ferrara il card. d’Este zio del duca, feud. di Scurano,
    Bazzano, Monchio, Piancio et Roncaja gia’ sottoposte a Bresc.
    “Et insieme la raguaglio come essendosi per questi freddi concreata nel
    Po una giaccia, come in simili stagioni suole avvenire, che poi per
    pigliar del pesce si fa, et intendo che quei di Viadana erano venuti
    per farla, non glielo vuolsi comportare trattandosi di giurisd. ducale
    e per questo misuro’ il Po’.”
    21 dic.
    “Quanto a Viadana sono venuti oggi quegli uomini per fare anchor soso
    il giaccio nel luogo proprio che scrissi a V.E. Il che non ho voluto
    comportargli, ma a suono di un paio di canonate havendogli fatto subito
    levare dall’impresa”.
    11 dic. 1568
    I fattori a Manfredo Gobetto
    Faccia fare una fornace per costrurre una camera attaccata alla torre
    di Campo Rainiero, “per l’abitazione di quel fattore”. “E perche’ in-
    tendiamo che la chiesa di detto loco minaccia ruine et che facilmente
    non provvedendogli cascherebbe, vogliamo che paghiate sino a 25 scudi
    a Gio Andrea Gattinaro duc. fattore di quel luogo per farla riparare”.

    pag.138
    1573 20 genn. Bresc.
    Il capit. Lazzaro di Marci al duca
    Appoggia una domanda dei Brescellesi al duca tendente ad avere un su-
    periore che regoli le cose di religione.
    Come anche certo si disdice assai che in questo luoco non sia pur un
    convento di religiosi insieme colla chiesa di S. Genesio che dicono
    avergli tante volte promesso reedificare il loro Abate, che pure ne
    tira buona entrata.
    B. Eccl.
    21 genn.
    Gli uomini et comune di Bresc. al duca
    Sono molti mesi che sono senza sup. in spirit.E percio’ trovandosi egli
    a Roma lo supplicano di farlo nominare “un capo et superiore in spiri-
    tuale come seria il Vescovo di Ferrara, o di Modena, o di Reggio”.
    Prega faccia ricostruire la chiesa di S. Genesio, e di far si’ che l’ab.
    concorra al pagamento di 3000 scudi che si presero dagli Ebrei per
    finire le bonificazioni, essendo poco onesto che sentisse gli utili e
    non gli oneri delle bonifiche.
    Questi 3000 scudi si erano dati gli anni passati a Cor. Bent.
    Risulta che l’abb. aveva sempre pagati i carichi straordinari.
    id.id.
    3 genn.
    Le monache pregano il duca di ordinare al camerl. G.B. Genesio di dar
    loro la solita elemosina. In principio di ogni quaresima mandavano a
    Ferrara a prendere sale e anguille. Era abbadessa suor Cherubina di
    Bergonzoni.
    Arch. di St. Modena

    pag.139
    1573 13 marzo Bresc.
    Corn. Bentivoglio al duca
    “Le diro’ che l’artiglieria che ella ha promesso a S. M.ta’ Cat. si
    trova in ordine con le sue munitioni, et con tutto cio’ che se le ri-
    cevea, per poter essere consegnata.

    pag.140
    1573 1 apr.
    Da Di Marci gov. di Bresc. si consegnano muniz. al conte Emanuele Vello,
    quale agente e mandatario del Gov. di Milano per il Re Cattolico.
    L’inventario porta la stima.
    E’ notevole che un canone aveva l’immagine di S. Marco.
    Un altro “con un arma con due bissoni sei gigli e la corona con una
    L colla corona” evidentemente appartenuto a Lod. il Moro.
    Furono 6 canoni |_ L. 50,030
    12 falconi con l’arme del duca |
    700 pesi di polvere ” 18,600
    La richiesta fu fatta dal gov. di Milano don Luigi?
    Cassa Vecchia 1469

    pag.141
    1573 16 maggio
    Il Comune manda al duca Agostino Cugini per certe differenze che ha
    coi comuni della montagna dipendenti dalla giurisd. di Bresc.
    Arch. di St. Modena
    8 maggio
    Lazzaro di Marci gov. lasciera’ passare liberamente l’artiglieria di
    S. Maesta’ Catt.
    Il De Marci doveva essere romagnolo, forse di Argenta.
    Abram banchiero in Brescello.

    pag.142
    1573 29 lugl. Bresc.
    Il comune al duca
    Alli passati giorni mentre l’E.V. era qui in Bresc., gli parlavan delle
    innovazioni che il Genesio datiario aveva introdotte contro i capitoli.
    Domandano si provveda.
    Arch. di St. Modena
    29 agosto
    Ferd. Talenti dott. in medicina, Gio. B. Rangoni medico, Giac. Ant. Me-
    lini speziale. Vi erano liti per precedenza sulla strada.
    Quest’anno fu fatta la prima convenzione con Mantova per il “Begone a
    due bocche”, cosi’ scrive il Bentivoglio. Si noti che Aleotti di Ar-
    genta non e’ mai nominato.

    pag.143
    1573 19 sett.
    Gobetto ai fatt. generali
    Scrisse gia’ del gran fracasso che i giorni passati ha fatto la tempe-
    sta sopra il coperto della rocca rompendo una infinita’ di coppi che
    causeranno gran rovina ai solai e camere di essa.
    23 ott.
    Il Marci domanda che gli rimborsino le spese “della sala che si fab-
    brica in questa rocca e che si faranno conforme all’ordine dato da S.
    E. a Brescello alla presenza di molti e specialmente dell’ill.mo sig.
    Corn. il quale avendo veduta l’opera che si e’ fatta fin ora l’ha lau-
    data assai”.

    pag.144
    1573 1 dic.
    Podesta’ Silvio Bertolaja della Mirandola: contese con Fantuzzi Fede-
    rico di Bologna che dimorava in Bresc. il quale fu carcerato.
    7 dic.
    Gobetto :”Mando per il presente la tella per far linzoli, che a gior-
    ni passati mi fu ordinato che dovessi comprare…il costo e’ di L.
    492 soldi 8 denari 3 di moneta imp. e la tela e’ braza 1543.3/4 a la
    misura di Viadana. Serviva per la camera ducale e fu comprata a Via-
    dana.

    pag.145
    1573 3 dic.
    I notai di Bresc. al duca
    Inquietati e molestati perche’ il capit. Lazzaro Martio gov. di Bresc.
    ha venduto vende e vuole vendere giustizia et ragione ad ognuno nel
    civile e nel criminale, contro i privilegi antichi confermati a loro
    notai dalla comunita’ e uomini di Bresc…, tenendo presso di se’ un
    notaio di Carpi…”.

    pag.146
    1573 8 dic.
    Abbadessa suor Cherubina de Bergonzoni di Guastalla.
    1574 14 maggio
    Il monas. compra a rogito di Gio. Maria Vecchi una poss. di biolche
    26 nel Borgo di sopra a Bresc. alle”Selvelle”, da Tiberio Scardovi.
    Alla possess. furono incorporati i beni avuti dalla duchessa Eleono-
    ra, da Giulia Vecchi, da Olimpia Raschini Allaij, da Franc. Reni.

    pag.147
    1574 17 febbr. Bresc.
    L’abbadessa ringrazia per un sussidio avuto dal duca e manda il “fa-
    cioletto del livello”. Scrive a Guido Coccapani fatt. gen. del duca.
    Bresc. Eccl.
    27 marzo
    Marci ai fattori:”fatto il censimento dei grani si trovo’ che manca-
    vano piu’ di 1400 staja per giungere al nuovo raccolto”.

    pag.148
    1574 3-4 agosto
    Enrico III re di Francia e di Polonia, parte da Mantova e si imbarca
    a Borgoforte il 5 passando di fronte a Viadana, entrando nel ducato
    di Parma. Gli venne incontro sopra una grossa barca coperta di damasco
    cremisi il duca Ottavio Farnese con molti gentiluomini.
    Carrozze del duca di Mantova seguivano sugli argini la flottiglia.
    Il re non si fermo’ nel ducato di Parma.
    V.i Pier de Nolhae e Angelo Solerti (o Solenti) ne “Il viaggio in Ita-
    lia di Enrico III re di Francia” Torino - Roux 1890 p. 189

    pag.149
    1575 7 genn.
    Si manda da Ferrara al gov. di Bresc. il Predicatore per la quaresima
    P. M.o Giulio da Ferrara.
    Bresc. Eccl.
    4 genn.
    Il consiglio generale al duca:
    “Essendo noi stati eletti il primo giorno dell’anno consiglieri al
    gov. di questa nostra terra e vedendo alcuni dissapori tra il nostro
    gov. e il podesta’lasciando da banda tutti gli altri negocii publici
    et privati ci siamo risoluti di mettere pace et unione tra loro…
    Unde andati dal gub. e a lui parlato di cio’, l’abbiamo trovato desi-
    deroso di essere amico del pod. dicendo essere amatore della pace…
    Passammo dal pod. che trovammo di buon animo ed abboccatisi insieme
    sono rimasti buoni amici…”
    Arch. di St. Mil.
    3 genn.
    Domenico Re barbiere in Boretto faceva da medico.
    Ferite date con un “misirolo” (falcetto) ad Anastasia Albrici di
    Boretto da Domenico Panizza.

    pag.150
    1575 8 apr.
    Il comune di Boretto manda al duca Crist. Panizza e Marco Ant. Soliani
    suoi agenti, per trattare alcune cose.
    id.id.
    Era pod. di Gual. Pietro Bucci not. di Bresc. che vi rimase sino al
    febbr. 1578

    pag.151
    1575 14 maggio
    Il duca al gov. di Bresc.
    “Cap. Lazzaro, questi frati di S. Francesco ci fanno intendere che
    sono per fabbricare la loro chiesa, et che non potendo che esser lo-
    ro di gran giovamento il favor nostro, ci supplicano che non gli sia
    negato nelle cose oneste, il che vogliamo che facciati essendo ragio-
    nevole…”
    Si trova Michele Nizzoli di Alessandro not. di Bresc.

    pag.152
    1575 22 luglio Parma
    Il vescovo di Parma al pod. di Bresc.
    “…mi par dura cosa che il duca abbia dato commissioni ch’io non
    sia lassato intrare in Bersello per visitare, non potendomi imagina-
    re che sia mente sua di far contravenire ne alla mia ragione ne a
    gli ordini del Sacro Concilio Tridentino. Io posso visitare Bersello
    e come ordinario del luogo e come delegato della Santa Sede Apost.”
    Bresc. Eccl.
    La proibizione fu mandata per bocca al Vescovo dal cancell. del pod.
    id.
    Il gov. di Bresc. ha inteso che il vescovo di Parma da Poviglio dove-
    va passare al Mezzano e di la’ recarsi a Bresc. Non lo lasci entrare
    se non sara’ munito di lettere ducali.
    Arch. di St. Mod. Lett. Uff.li
    luglio
    Fu eletto per medico Ferd. Nizolio ma poi annullato per molte cause
    fra le quali quella di essere odiato dal popolo “e di lui quasi niu-
    no si serve per la sua inscienza”.
    Pomponio Torelli aveva la palazzina in feudo o livello dal duca e pa-
    gava un censo di lire 8 a Brescello, alla camera ducale, pagamento
    che si faceva con dichiarazioni di ubbidienza.

    pag.153
    1575 14 nov.
    Il comune scrive al duca dolendosi della continua lesione che Gio.
    B. Genesino daziario faceva ai loro capitoli e andranno per tribunale
    se il duca non provvedera’.
    Arch. di St. Mil.

    pag.154
    1576 2 febbr.
    Si manda da Ferrara il quaresimista P. M.o Lorenzo da Rimini.
    Bresc. Eccl.
    12 febbr.
    Essendo passato il tempo della solita elargizione, suor Paola Pamella
    abbadessa scrive al fattore Giodo Coccapani per averla.
    id.id.
    27 marzo
    Lazzaro di Marci informa il duca che in questo giorno ha incontrato
    il card. Morone e gli ha fatte le offerte scrittegli; gli ha dato pa-
    ne, pesce, olio, vino e malvasia qual ha accettato ringraziando.
    Bresc. Eccl.
    4 apr.
    Alessandro Farnese vice cancelliere apost. e protettore della univer-
    sale Corp. del Corpo di Cristo in S.ta Maria sopra Minerva dei Predi-
    catori estende alla Confr. del SS. di Bresc. le indulgenze che quella
    godeva.
    id.id.
    1576 26 nov. Bresc.
    Lazzaro di Marci informa il duca che essendosi presentato Lorenzo Gatti
    di Firenze per prendere possesso dei beni dell’abb. a nome di Aless.
    Pucci et avendogli mostrato le bolle gli ha dato il possesso come da
    ord. duc.
    id.id.

    pag.155
    1576
    “Feci conoscere che non e’ esistito lo scultore Tommaso Casignola,
    ma soltanto Giacomo, e a maggior notizia di cio’ porto che a di’ 15
    giugno 1576 -Isabetta filia q. Antonii de Ferrariis brexellensis
    ad presens uxor Iacobi Castagnole mediolanensis sculptoris semi agro-
    te-faceva testamento. Desiderava esser seppellita nella chiesa della
    S. Trinita’ a Monte Pincio e lasciava erede universale il marito.
    fatto in casa dei coniugi a Campo Marzio. Not. Curzio Saccoccia,
    (1574-1586) foglio 7″.
    Ant. Bertolotti - Giunta agli artisti lombardi in Roma- Arch. Stor.
    Lom. X p. 109
    marzo
    Il gov. fa pubblicare la grida sopra lo scaricare archibugi il 27
    e 28 di febbr. e il primo di marzo secondo il solito.
    In questo mese il gov. va dalla principessa di Guastalla per trattare
    circa i banditi con lettera ducale.
    IL Crostolo rompe e invade Campo Rainero.
    Il Fogarino era nel territ. di Gualtieri.
    1576-77 furono anni di peste.

    pag.156
    1576 febbr.
    Ferd. Nizolio medico pubblico, avendo controversie per il suo salario
    domanda al duca che gli faccia ultimare la causa. Era giudice il gov.
    e facenti le parti del comune Marino Cattani di Mil. e Tirelli di Po-
    viglio.
    Particolari.

    pag.157
    1576
    Alessandro Pucci fiorentino prese il dottorato a Pisa nel 1565, fu
    canonico nel 1570, nel 1576 ebbe l’abbazia di S. Genesio. Fu ucciso
    da uomo furioso nel 1601. Uomo colto ebbe solenni funerali che furo-
    no descritti da Michelangelo Giani per le stampe nel 1601.
    V.i a p. 279 del “Monumenta Sanctae Ecclesiae Florentinae composita
    et digesta a Joanne Lamio” Florentiae 1758.
    1576 10 apr.
    Il gov. al duca
    Sospetto di peste; si respingono a suon di archibugiate quelli che
    vogliono entrare per terra o per acqua nel territ. di Bresc. Si no-
    tano carri tirati da muli “senza sonagli”.
    27 aprile
    Tolto il mercato.
    In quest’anno si comincia a trovare spesa la somma di scudi 20 d’oro
    per 2 speroni d’argento dorato che il duca di Ferrara pagava a Manto-
    va per Bresc.

    pag.158
    1576
    Giordano Bruno pel Po va a Venezia.
    1576-97
    Brescello proroga agli Ebrei Foa’ il Banco.
    Carte 119
    6 aprile
    Il comune supplica il duca che si ottenga anche per Bresc. il Giubi-
    leo il quale e’ arrivato in tutti i luoghi “fuorche’ nella terra no-
    stra et perche’ Bresc. e’ di niuna diocesi e per conseguenza non sappia-
    mo da chi far ricorso et desideriamo come li altri viver christianamen-
    te”.
    Il capit. Marci veniva tacciato di guastare le fortificazioni facen-
    dovi pascolare un “paio di vacche Bergamine”.
    Egli aveva in affitto i terragli.

    pag.159
    1576 1 giugno
    Passa per Bresc. Bartolomeo segret. del Re di Francia insieme a Clau-
    dio Pancado e Domenico corriere del re che vanno a Ferrara per nego-
    ziare col duca.
    9 giugno
    Gabriele del Bove di Viadana camerl. di Bresc. per 5 anni: garanti-
    scono per lui Agostino Cugini, Mario de Razoli, Pietro de Pucci, Bia-
    gio de Melini tutti di Bresc.
    Antenore Scallabrino salinaro.

    pag.160
    1576
    Gualtieri di Enzo Bentivoglio gia’ in feudo al m.se Bent. e’ della
    diocesi di Parma soggetto nello spirituale ma nel temporale al duca
    nostro.
    Azzari Ottavio - Compendio di Storia di Reggio- Reggio - Bartoli 1623
    Luglio
    Grida per la peste riguardanti Venezia, Padova, Milano e distretti.
    Vi furono questioni coi daziari.
    23 agosto
    Il com. al duca
    Il capit. Marci voleva che i molini stessero 40 braccia lontani dalle
    Piarde e, non essendovi corrente, non si macinava.
    9 agosto
    L’arciprete Bartolomeo Piacentini era moribondo e il comune domanda
    che si nomini don Luigi Masi di Argenta.
    13 agosto
    Il conte Camillo Gonzaga di Novellara dava ricetto al capit. Pietro
    Giov. Ghezzi ed ad altri banditi per l’uccisione di Ipp. Grassi in
    Bresc. avvenuta prima del nov. 1575 “di notte spesse volte vengono
    in questo teeritorio con armati et vano per le case minacciando di
    voler amazare et usano altre parole et cose inconvenienti et tengono
    tutto questo paese in timore, perche’ vengono sempre d’improvviso”.
    Il Marci possedeva un molino in Argenta e aveva fondi in Romagna.
    9 sett.
    Il gov. per sospetto di peste rompe il commercio coi luoghi vicini.
    In ottobre la peste rovinosa a Venezia.
    1576 10 ott.
    Il Bent. al duca
    Scrive che parte della botte e’ rovinata ma non come si pensava.
    Ne sono rovinate da 3 a 4 pertiche e spera di riaccomodare tutto e
    provvedera’ ad adoperare la calce e le pietre che aveva unite per fa-
    re una sua casa.

    pag.161
    1576 16 dic.
    Il gov. Marci nega la patente di sanita’ a Giac. Malatesta che passa-
    va il po’ con 3 barche venendo da Bergamo. Gli diede per guida il
    “Parone Francesco Ferraguto” che doveva con un burchiello precederlo
    alla Stellata.
    Ufficiali

    pag.162
    1577
    Compagnia del Luogotenente Agostino Cusini uomini 38
    1578
    Compagnia del capit. Orazio Doria uomini 30
    3 genn.
    Paola Pomela abbadessa prega per la solita elemosina il duca.
    4 febbr.
    Pietro Coccapani era pod. e Lazzaro di Marci Gov.
    9 aprile
    Si pubblica una grida contro il vago pascolo che era la rovina delle
    campagne.

    pag.163
    1577 5 maggio Bresc.
    Nominato arciprete del luogo Don Luigi Masi; all’arcip. si da’ il ti-
    tolo di Mons.
    Bresc. Eccl.
    16 giugno
    Pratiche per la spedizione della Bolla di nomina del Masi; l’esibito-
    re di quella sara’ un frate di S. Francesco.
    id.id.
    16 luglio
    L’abb. suor Paola Pomella prega il gov. di far nominare il loro cap-
    pellano in sostituzione del morto.
    id.id.
    La chiesa di Bresc. aveva di rendita tra fitti e livelli lire 392,
    cioe’ in tutto ducati d’oro 56.

    pag.164
    1577 14 maggio
    Antonio Guerrini delegato del duca sentenzia sopra le differenze che
    vertivano fra Castelnuovo e gli uomini della giurisd. di Bresc.

    pag.165
    1577 18 luglio
    Il gov. ai fattori
    “Si e’ dato principio a salegare una strada qua in Bersello nella qua-
    le la camera di S. A. vi ha una casa gia’ di Nuccio Avanzi (che fu
    confiscata per omicidio) ed e’ uso che ognuno che tenga la facciata
    e ragione delle sue cose debba pagare la fattura dei muri e comprare
    le pietre per salegare dai lati; la comunita’ poi mettera’ tutti i
    giaroni per il mezzo delle strade, tutto il sabione e ogni altra cosa
    che abbisognera’”.

    pag.166
    1577 Brescello
    Sentenza con Castelnovo di Sotto
    C.S.N. 3895 - Camera ducale estense
    10 agosto
    Il duca scrive ai suoi orat. in Roma che la Bolla presente la fac-
    ciano spedire a nome di don Giov. Luigi De Masi di Argenta.
    12 sett.
    Il gov. pubblica una grida contro i malviventi
    “…molti uomini di mala sorte vanno insieme per questa giurisd. di
    Bersello di giorno e di notte disturbando la quiete pubblica mole-
    stando e rubando or questo or quello…Ordino che quando appaiono
    sul territorio si debba andare alla chiesa e dare alla campana a mar-
    tello et piu’ venire a denunziarlo sotto pena di scudi 25 e 3 tratti
    di corda…tutti dovranno correre alla chiesa tanto soldati della mi-
    lizia quanto non soldati e dar la caccia ai malviventi…”

    pag.167
    1577 7 ott.
    Il gov. al duca
    Si e’ imbarcato a Bresc. Gusmen de Silva ambasc. straord. del re Cat.
    a Venezia il quale ha dimorato a Parma per 4 mesi.

    pag.168
    1577 Brescello
    Margherita Gonzaga moglie di Alfonso II figlia di Guglielmo, aveva
    allora 16 anni.
    12 nov.
    Batt. Montecatini da Bresc. al fattore Coccapani.
    Gli raccomanda il fisico Ferd. Talenti per una sua causa.

    pag.169
    1577 1 dic.
    Nota delli terreni di sua Altezza in Campo Rainero dentro alla Viazza,
    fino all’arginello del pascolo e ai confini di Correggio.
    Non sono detti i nomi delle terre. Si accenna ai quarti e ai sesti
    della terra nella lettera dei fatt. gen.li che domandano questa nota;
    probabilmente sesti non ve ne erano. Sono tutti appezzamenti di 1-2-3
    4 biolche e qualche staio, alcuni meno di una biolca.

    pag.170
    1577 6 dic.
    Il gov. aspetta ordini dal duca; non si erano liberati i prig. di Gua-
    stalla. Il di’ prima cavalcando tra il forte di Sorbolo e Poviglio si
    era imbattuto in cavalleggeri nemici che conducevano un grosso botti-
    no di bestiame predato nel reggiano. Si decideva ad inseguirli catturan-
    do 3 cavalleggeri della compagnia di Pietro Gonzaga, un cavallo friso-
    ne e un suo luogotenente; se non si fossero trovati cosi’ vicini al for-
    te di Sorbolo nel quale si ritirarono (i nemici) si sarebbe tolto loro
    tutto il bottino. I capitani nemici chiedevano la liberta’; chiede i-
    struzioni.
    31 dic.
    Grida del gov. Marci che proibisce spari notturni con archibugi e “fa-
    re ballare in casa ne’ sonare ne far sonare forte alcuna d’instrumen-
    ti in casa sua ne’ d’altri, ne’ suso le vie pubbliche e private e far
    ballare sotto pena a chi contraverra’ di scudi 25 d’oro tanto alli so-
    natori quanto alli padroni delle case dove sonaranno e si faranno bal-
    li”. Si ordina inoltre che nessuno, nemmeno i soldati della milizia,
    portino armi di notte.
    Bresc. Militare

    pag.171
    1578 24 genn.
    Il camerl. di Bresc. ai fatt. gen.li
    Il duca ha bisogno di denari; si faccia in modo di versarne il piu’
    possibile.
    8-16 genn.
    Pietro Coccapani pod. di Bresc. e Manfredo Gobetto ai fattori.
    Gli uomini di Gualtieri hanno diviso quella parte di Campo Rainero
    che S. A. si riservo’ nel donativo che fece a Cornelio B. Costui se
    ne ebbe a male e ha fatto imprigionare i consiglieri di Gualt.
    Il fattore di Campo Rainero percepiva lire 10 il mese.
    2 genn.
    Il gov. per ordine del duca fa una grida in cui avverte che “il banche-
    ro di Bressello dovesse per l’avvenire prestare denaro sopra pegni
    quanto per instromenti al 20 %.
    Altra grida circa il taglio degli alberi fatto abusivamente.
    2 febbr.
    Giulio Pratonieri not. di Reggio fu pod. di Gualt. Vi stette 2 anni
    e fu poi “visconte della Stellata” ove era anche nel 1583.

    pag.172
    1578 20 aprile
    Si ricorda don Bartolomeo Piacentini rettore della chiesa di Bresc. che
    pretendeva aver crediti sui beni del capit. Pietro Giov. Ghezi per
    livelli di terre donati alla chiesa dal 1566 al 76.
    24 aprile
    Ordine di pagamento a Prospero Rossini in favore del mastro Giovanni
    da Graglia saleghino da levarsi sui denari della strada di Bresc.

    pag.173
    1578 20 maggio
    Tiberio Scardova ai fatt. gen.
    (Era un ottimo Calligrafo) Nota che l’uff.le delle acque in Bresc.
    e’ detto “battifango”.
    7 maggio
    Grida:”Perche’ sono alcuni troppo ambiziosi et con poca reverenza del
    loco et senza timore di N.S. Iddio, vano rimovendo et rompendo i stal-
    li che sono nella chiesa maggiore di Bressello…volendo provedere a
    tali et altro scandoli che potriano nacere per tale effetto…comanda
    che tutti quelli che hanno stalli et banche nella chiesa suddetta,
    debbano per tutto domani averli levati via, sotto pena di lire 25 imp.
    e di perder li stalli…”.

    pag.174
    15 maggio
    Bolla di nomina di don Masi Luigi ad arciprete di Bresc. fatta da Pa-
    pa Gregorio.
    Bresc. Eccl.
    23 luglio
    Si voleva fare in rocca un granaio capace di 8000 staia di frumento
    e il gov. proponeva l’ambiente ove da 50 anni si teneva il sale il
    quale e’ basso e presso l’acqua delle fosse e in inverno circa 2 brac-
    cia sotto l’acqua di esse, percio’ il Gobetto credeva dovesse abbando-
    narsi l’idea tanto piu’ che in altri luoghi indicatigli vi erano l’ar-
    meria, corde, archibugi e altre munizioni.
    Luglio 31
    Grida contro i banditi che infestavano il territorio di Boretto e il
    porto d’armi.

    pag.175
    1578 agosto
    Vengono assassinati sulla strada da Bresc. a Parma, un miglio e mezzo
    lontano da Bresc., due frati certosini che venivano da Mantova. Si cre-
    de che uno degli autori fosse Giac. Ant. Mellini di Bor., pessimo ar-
    nese imputato siccome autore di furti, assassinii, stupri di donne e
    colpito da piu’ sentenze. Nel sett. del 1580 fu catturato a Piacenza e
    il pod. Coccapani ne domandava la consegna al duca di Ferrara.

    pag.176
    1578 21 ott.
    Coriolano Scardua ai fatt., subconduttore di Camporainero dice che ivi
    vi e’ un prato del “Pra’ Cornachia” che deve essere prosciugato per
    averne qualche utilita’. Tutti i vicini e confinanti hanno bonificato
    i loro.

    pag.177
    1578 Brescello - Strada di Reggio-C. S. V. n. 1602-603-1637
    Camera ducale estense.
    Don Sopranzo Salvini cappellano del monas. de’ Benedettini manda a
    Ferrara una relazione per provare che Bresc. era nullius.
    28 nov.
    Giov. Federico da Bresc. domanda il pagamento di una pioppa che 4 an-
    ni fa gli fu presa per uso della rocca.
    19 sett.
    Il pod. Coccapani avverte il duca che si teme stia per morire il gov.,
    il quale, come si rileva da una lettera di Corn. Bent. del 23 sett.,
    mori’ il giorno predetto alla sera. Il Bent. dispose che messer Giulio
    prendesse il governo dei soldati.
    29 sett.
    Giulio di Marci, figlio di Lazzaro, pubblica la grida per lo studio.

    pag.178
    1578 18 dic.
    Coriolano Scardua scrive da Campo Rainero ai fatt. gen. che a causa
    di un arginello fatto dai mezzadri del conte Scajuola a Castelnuovo,
    attaccato da un lato all’argine del Traversagno e dall’altro col pra-
    to della Cornacchia, impedisce lo scolo delle acque e insiste sul-
    la necessita’ di far demolire il lavoro.

    pag.179
    1579
    “Il nostro duca havendo prima fatto fabricare un bellissimo bucintoro
    con spesa di 4000 e piu’ scudi, fu a levare Madonna Margherita Gonza-
    ga figlia di Guglielmo duca di Mantova sino a Viadana luogo nobilissi-
    mo del mant. posto su il Po all’incontro di Brissello fortezza di esso
    duca Alfonso, dove esendo venuto con Madonna sua figlia il duca Gugl.,
    doppo i soliti complimenti se ne ritorno’ a Mantova ma il duca nostro
    con la novella sposa fu a Reggio…”
    V.i Faustini Agostino: Quattro libri aggiunti alle Historie Ferraresi
    del S. Greppi Sardi.
    misc. est. VII C. 7. all’anno

    pag.180
    1579 2 febbr.
    Il duca manda per la quaresima il frate Giac. de Rondi, bacelliere.
    Arch. di St. Modena Lett. Uff.li
    16 febbr.
    Una lettera del camerl. ricorda un medico Talenti gia’ morto.
    Lorenzo Ribolati fattore della camera dice di aver fatto piantare
    pioppi attorno agli argini ma che vengono rubati.

    pag.181
    1579 18 marzo Roma
    Gregorio XIII accorda a Corn. Bentiv. il permesso di poter far dire
    messe in casa.
    5 marzo
    Giulio Marci scrivendo ai fattori dice che suo padre aveva lasciato
    in Bresc. molti debiti.
    Part.
    1579 30 marzo-1593 21 gennaio
    Passo’ al gov. Boschetti Paolo Emilio gentil. modenese cav. di S. Mi-
    chele.

    pag.182
    1579 1 aprile Modena
    Emilio Boschetti al segr. Ant. Montecatini a Ferrara
    Informa di aver mandato le sue cose a Bresc. e aspetta la lettera per-
    che’gli venga consegnato il governo su Bresc.
    9 Aprile
    Il Boschetti contava di essere a Bresc. nella prima settimana dopo
    Pasqua.
    24 aprile Bresc.
    Il Boschetti ai fatt. gen.li
    “Questa settimana santa sono tirati cosi’ crudeli e tremendi venti
    che hanno scoperta buona parte della rocca et fracassato le invetria-
    te delle finestre, onde fa bisogno farle conciare, se vogliamo che vi
    si possa stare…”.
    Si incomincia il “Liber Proclamatum Ducalium et Ill.mi Comiti Emilii
    Gub. in terra Brexilli”. Lo scriveva Gio Hippolito Grazioli not. mod.
    del gov.

    pag.183 184 185 186
    Grida sopra la campagna
    1579 23 aprile
    Per la presente pubblica grida S. S. Ill. ordina proibisce et coman-
    da che niuna persona di qual sia stato conditione o preminenza la qua-
    le avesse licenza per il passato dal pred. sig. duca di poter andare
    alla caccia sotto qualunque tenore possa ardisca ne presuma andare ad
    uccellare ne a cacciare con augelli da rapina, ne con bracchi o cani da
    retta, ne con levorieri ne segussi, ne con altra qualita’ de cani ne
    con copertori ne con altro modo guisa et forma la quale si possa dopra-
    re in pigliare alcuna sorte d’uccelli, come pernici, faggiani, quaglie
    et qualonque altra sorte simili ne meno lepori, caprioli, porci cingia-
    li ne altra qualita’ di salvaticine ne per essa tirare d’archi, ballo-
    tare, balestre ne schioppi ma in tutto et per tutto riguardare detta
    campagna con tutte le dette generationi d’uccelli et selvaticine che in
    essa si trovino di tempo in tempo per lo solo uso et ricreatione di
    Sua Altezza sotto pena di perdere cavalli cani et uccelli ch’havessero
    et di pagare ducati 50 per ciascheduno contrafacente per ciascheduna
    volta et per ciascheduno uccello o altra salvaticina che fosse presa o
    ammazzata da applicarsi per due terzi alla camera di sua Altezza e l’al-
    tro terzo all’accusatore. E acioche meglio si possa saper se alcuno
    contravenira’ a questa volonta’ sua Sig. Ill. comanda che ogni et qua-
    lonque cittadina come cittadino la quale vedra’ alcuno che sia o fosse
    in guisa alla caccia over ad ucelare debba e sia obbligata a venir su-
    bito a denuntiarli a sua S. Ill.ma altramente incorrera’ in tutte le
    medesime pene sopradette nelle quali incorerano coloro che contro la
    forma della presente grida andrano a cacciare et ucelare.
    I contrafacenti seranno irremisibilmente puniti et chi non havra’ modo
    di pagar denari sara’ castigato nella propria persona con aspre puni-
    tioni ad arbitrio di S. Sig. Ill. Et perche’ sia havuta maggior rive-
    renza a questa sua ordinatione S. Sig. Ill. vuole che il padre sia
    tenuto per il figliolo et il padrone per il servitore a quella pena
    che a S. Sig. Ill. parra d’arbitrare secondo la qualita’ della diso-
    bedientia. Et ancora si comanda a tutti i cittadini et contadini di
    questa giurisd. che non possano tenere cani senza tenere lor
    ligato al collo uno bastone sotto pena di lire 10. Comanda inoltre
    sotto la stessa pena che niuna persona possa andare per la detta giu-
    risd. con i cani sciolti ma che ognuno che passara’ con cani sia obli-
    gato menarli legati. Comanda ancora che per detta campagna non si
    possa andare con cani levrieri ne con brachi ancora che non avessero
    lasso ne meno mandare famigli e servitori e che nessuno possa impre-
    stare suoi cani ad alcuna persona sotto pena di scudi 50 d’oro e di
    essere tolto non solo alle persone che hanno in prestito i cani ma
    anche ai padroni. Proibendo maggiormente l’andare con cani da rette
    sotto pena di scudi 100 d’oro se sarano i padroni che vi mandino et
    se saranno servitori sotto pena della galera per 5 anni. Le pene pe-
    cuniarie siano applicate per due terzi alla camera di S. Altezza e
    per l’altro terzo all’accusatore il quale sara’ tenuto secreto et gli
    sara’ creduto con suo giuramento et col detto d’un testimonio degno
    di fede ad arbitrio di Sua Sig. Ill. Riservandosi Sua Sig. autorita’
    di poter minuire et moderare le dette pene et anco crescere et altera-
    re secondo la qualita’ dei casi et delle persone.
    Arch. di St. Modena Cancelleria ducale - Carteggio e documenti di Ret-
    tori. Brescello - Registro di Gride a carte 1.

    2 aprile
    Grida
    A tutti fa sapere volendo provvedere che in questi tempi la terra sia
    netta et purgata da ogni lordura la quale potesse causare qualche ma-
    le nelli huomini…vuole che in termine di 3 giorni debba aver nette
    et purgate la sua casa de letami, ruschi et ogni altra cosa
    dentro o fuori che manasse fetore, conducendola fuori della terra di
    Brescello lontano almeno mezzo miglio e questo sotto pena di lire 5
    imp… piu’ quelli che tenevano in Bresc. “cavaglieri” cioe’ beghi
    da seta debbano ogni giorno portar via i letami di essi.

    pag.187
    1579 29 aprile
    Il duca domanda al gov. Boschetti di poter tenere un burchiello sul
    Po per aver notizia delle navi che passano.
    7 maggio
    Grida che proibisce di passare il Po di notte e la pesca nelle fosse
    di Bresc. e suo territ.
    10 maggio Grida del gov.
    “La poca coscientia che regna in alcuni contra la poverta’ e questo
    perche’ voriano poter vender la robba piu’ di quello che vale…ordi-
    no che nessuno possa vender la legna forte piu’ di soldi 7 il passo
    e la dolce 5, sotto pena di perder la legna la quale sara’ dispensata
    da sua sig. alli poveri per 2 terzi e l’altro terzo al denunciante.
    Proibisce l’asportazione della legna perche’ la terra sia piu’ opulenta
    et abondante per la poverta’.

    pag.188 189
    1579 1 maggio
    Grida sopra il tenere netta et purgata la terra di Bersello
    Volendo il molto Ill. Sig. Gov. di Bersello conte Paolo Emilio Bo-
    schetti gentilhuomo modonese a tutto suo potere che la terra stia
    netta et purgata d’ogni lordura la quale potessa causare qualche male
    nelli huomini per la presente sua pubblica grida vuole et comanda che
    ogni persona di ogni grado et conditione che abita nella terra di Ber-
    sello debba nel termine de’ 4 giorni prosimi a venire haver netto et
    purgato la sua casa et contrada de letami ruschi et ogni altra cosa
    che fosse dentro o fuori che menasse fettore conducendola fuori della
    terra di Bersello lontano almeno mezzo miglio sotto pena de lire 5
    comprendendo anco tutti quelli contadini che hanno case dentro di Ber-
    sello che debbano far purgatione ogni mese sotto la medesima pena.
    Inoltre Sua Sig. Ill. fa intendere a tutti quelli che hanno da fare
    apresso la fossa del Dusilo debbano cavare o far cavare per tutto il
    presente giorno detto Dusilo e non cavando o facendo cavare incorrono
    nella pena di lire 25 applicate come sopra.
    Ancora Sua Sig. Ill. comanda a tutti quelli che hanno e tengono porci
    qui in Bersello debbano per tutto il presente giorno averli rinchiusi
    stando che sono di molto danno alla muraglia et fortificatione et con-
    trafacendo caschino nella pena di lire 5 applicate come sopra.
    E piu’ comanda che tutti gli cingani che si trovino su quello di Ber-
    sello et suo distretto debbano nel termine di 3 giorni prossimi levar-
    si via con tutte le lor bagaglie et robbe et se non si leveranno incor-
    rano nella pena di 50 scudi d’oro e di tre tratti di corda da essergli
    data in pubblico et anco che tutti gli paesani siano tenuti dargli die-
    tro et non li dando dietro incorono nella medesima pena essendo mente
    di Sua sig. Ill. che non vi stiano et habitino per benefitio del pu-
    blico ne anco presumino metter il piede su questo distretto senza li-
    cenza di Sua Sig. Ill. sotto la pena sodetta.
    Arch. di St. Mod. Canc. Duc. Cart. e doc. di Rettori. Brescello
    Registro di gride a carte 6.

    pag.190
    1579 7 maggio
    Giulio Pratoneri ufficiale duc. in Gualt. si trovava travagliato da
    persecuzioni spoglio di carte pare a Mod. e a Reggio da cui era
    fuggito, chiede aiuto al cons. duc. Gio Maria Crispo a Ferrara.
    Il Pratoneri era not. di Reggio e gov. di Gualt. per il Bentivoglio
    e istrui’ il processo fra quelli di Gualt. contro Giberto, Fabrizio,
    e Alessandro e Camillo da Correggio ad istanza di Franceschino Baffo
    sindaco della camera del luogo a nome del Bentivoglio per stabilire
    il loro concorso alle spese delle bonifiche. La sentenza fu a carico
    dei Correggio ai quali toglieva terre poste in Campo Rainero e le da-
    va alla camera marchionale. In questa circostanza si trovano nominati
    gli statuti di Gualtieri.

    pag.191
    1579 24 maggio
    Conti di Manfre’ Gobetto sindaco della camera duc. a Cesare di Margi-
    ni vedraro di Reggio per aver fatto le vedriare di rocca e averle
    sgavate (tolte) per aver messo in opera occhi n.136 di quei della du-
    cal camera a soldi 1 per occhio lire 6 e soldi 16.
    E piu’ occhi 201 a soldi 1 danari 6 per occhio
    E piu’ per triangoli per dette finestre in numero 19 fatte di novo
    a soldi 10 il cento.
    E piu’ per la sguvatura di 22 finestre a soldi 12 per fenestra morta.
    E piu’ per aver conduto le robbe per venire a Bersello et andare a
    Reggio lire 3.
    E piu’ per la giornata per venire a Bersello lire 2 e soldi 5.
    In tutto la spesa era di lire 41.15.6 de soldi.
    Dai conti del Gobetto si rileva che in rocca vi era una stalla.
    Brescello fortificato.

    pag.192
    1579 7 giugno
    Manf. Gob. ai fatt.
    “Quanto alla fabrica del Molino di Campo Rainero si fabrica alla ga-
    gliarda”
    “Ho fatto il precetto a mes. Biagio Melino, et a mes. Alessandro Nizo-
    lio da Boretto sigurta’ della gia’ madonna Leandra Talenta per la casa
    del sale del magazzeno.”
    30 giugno
    Il duca ordina al gov. Boschetti di fare gli studi “perche’ si possa
    fare “un taglio in Lenza per divertirla da Bersello” a questo si oppo-
    nevano i Pazzaglia. Vi sono 200 pertiche di misura da Lenza al Po, e
    facendo il taglio si stara’ un pezzo senza fastidio a Bersello. Pre-
    ga mandare il Camuncola.
    Gli studi li facevano: Ton Baratta, Bernardo Fiore, Marco Minale, Se-
    bastiano Cavedagna,…” riferiscono che il manco danno e’ imboccare
    Lenza lontano dai confini del Vescovado di Parma 40 pertiche et venire
    verso il Po lasciando le case delli Pazaja dalla banda della fortezza,
    et quello de Buratini (Borettini) verso il vescovo, et il cavo da far-
    si potra’ essere piu’ di 200 pert. circa.
    6 giugno
    Coriolano Scardua sub. conduttore di Campo Rainero si duole con i fatt.
    gener. che i regiani hanno fin dall’antecedente anno tolta l’acqua ai
    molini duc.
    8 giugno
    Essendo con rottura evaso dalle prigioni della rocca Ercole Cugini,
    il gov. fa una grida per trovarlo, e scoprire i manutengoli che gli
    forniscono gli istrumenti.
    25 giug.
    Altra grida in cui si proibisce di andar per la terra di notte “passa-
    to il botto delle 2 hore senza lume”, sotto la pena di scudi 25, e 3
    strappi di corda, ordina che sotto il lume non si possa andare piu’ di
    3, il qual lume ha da essere una lanterna a 3 luci, al modo di Ferra-
    ra, proibendo tutte le altre sorte di lanterne et si debbano portare
    discoperte et serrate (sic).
    17 agosto
    Gaspare Fulignati da Camporainero scrive ai fatt. gen. che mancano le
    acque per macinare tolte dai reggiani.
    24 sett.
    Grida per la giusta misura
    “E di piu’ d’ordine come di sopra si comanda a qualunque persona …
    e tenga quantita’ di mezene persuti di porchi salati …debbano darli
    in rata sotto pena della perdita di esse carni…”
    Vi era sospetto di peste.
    24 sett.
    Altra grida:”La puoca conscientia che tengono li spetiali di cotesta
    terra, nel dare medicine per bocha alli amalati et questo senza licen-
    za del medico di codesta comunita’deputato e pagato per cio’…detti
    spetiali che per l’avvenire non debiano dare cosa alcuna pertinente
    alli amalati senza licenza del medico sotto pena di 25 scudi d’oro…”

    pag.193
    1579 21 lug.
    Grida contro i banditi che infestavano il Brescellese.
    Per la pubblicazione, tra altri e’ segnata da Michele Nizzoli, e dal
    not. Ipp. Grazioli.

    pag.194
    1579 25 lug.
    Paolo Emilio Boschetti gov. di Bresc.
    Si costruiva da Manfredo Gobetto alla casa dell’Ebreo, di commissione
    del duca, il granajo, egli pensa che sotto vi si potrebbe fare una
    stalla pel servizio del duca, ed altro. Bresc. Fort.

    pag.195 196 197 198 199
    1579 3 sett.
    Sopra la peste.
    Havendo inteso il ser. sig. don Alfonso II duca del movimento qual
    fa di presente la peste nelle terre et luochi imfrascripti volendo
    S.A. con ogni possanza et riparo mediante l’aiuto de sua Divina Maesta’
    perseverare questa sua terra de Brescello et suo contado da tale con-
    tagione per la presente sua publica grida, inherendo alle altre sopra
    cio’ fatte, bandisce le terre et luoghi che qui disotto si nominarano,
    comandando che non sia persona alcuna de qual grado, stato, conditione
    o ancorache ecclesiastica che venga dalle infrascripte terre et luoghi
    con robbe bestie o con qualsivoglia altra cosa, nianco con fede di sa-
    nita’, che ardisca passare venire, entrare o alloggiare in questa sua
    terra ne’ per terra ne’ per acqua senza spetial licenza dell’ill. sig.
    gov. o da conservatori della sanita’ in scritto, sotto pena della for-
    cha e della confisca de tutti suoi beni, applicati per la terza parte
    alla camera un terzo alla fabrica del Boschetto di S. Roccho e l’altro
    terzo allo accusatore il quale sara’ tenuto secreto comandando anco a
    tutti i paroni, lanaroli, molinari, pescatori et paghatori de fiumi
    che non ardisca condure nelle loro navi in questa terra ne suo contado
    ne passare persone, bestie o robbe che vengano dalle infrascripte ter-
    re sotto la medesima pena sopra ditta.
    Comandando a tutti li hosti, tavernari alloggiatori a camera che non
    ardisca alloggiare alcuna persona che venga dalle infrascripte terre
    bandite sotto la pena predetta, proibendo che niuno forastiero ardisca
    ne presuma entrare o alloggiare in questa terra di Brescello o suo do-
    minio se non avra’ fede autentica che venga da luoghi non sospetti et
    che niuno possa dare alloggiamento ad amici o parenti neanco con paga-
    mento senza espressa licenza del gov. o da uno di essi Conservatori.
    Et perche’ dalli infrascripti luochi sogliono venire assai persone con
    mercantie, robbe et ancora zavatini et fachini maschi et femine in
    questa terra et contado da quali si potria facilmente portare qualche
    contagione, comanda che niuna persona con robbe o senza ardisca venire
    in questa terra o a casa sua propria et parimente niuno abbia ardire
    accettarla in casa senza spetial licenza dell’ill. gov.
    (Medesima pena)
    Similmente si comanda a tutti i forfanti, questuarij, mendicanti, fo-
    rastieri canta in banco, herbolati, bagatelieri, comedianti et cingani,
    fra il termine de giorni 3 doppo la pubblicatione de qu

  • Volume IX

    1570-1599
    pag.101
    1570
    Da una informazione di una causa vertente gli aggravi fatti ai bene-
    dettini per le bonifiche di Brescello e Castelnuovo, si dice: “Lo
    ill.mo sig. Cornelio (Bent.) avendo ancor lui animo di bonificare
    questo Castello Gualtiero et como si dice le valle di Bresello volse
    condurre il Crostolo per un cavo dalla Ca del Magnano o vero Tre Pila-
    stri per li confini di Guastalla et Brescello in fino al Po’ et per
    natura degli confini et mala sorte del territorio reggiano il detto
    canale va per il diritto all’insu’ contra il Po’ et e’ stato adiman-
    dato il Bentivoglio etc… et ha pochissima decaduta et fu detto vo-
    lergli far un naviglio…”
    Fu fatto a spese dei laici ed ecclesiastici.
    (Alleg. Citate)
    26 genn.
    Il gov. Caula ordina che 12 fanti della comp. di Milano ogni notte
    afforzino le guardie e domanda aumento di soldati.
    Era camerl. Giuseppe Sgiavardo.

    pag.102
    1570 28 genn.
    Lettera del Gov. al duca per pesca controversa dal viadanese.
    Si legge:”…volendo il camerl. di Brescello far un giaccio per pi-
    gliar del pesce (giacchio = rete)”.
    Acque
    31 genn.
    Il duca ordina al gov. Camillo di mandare a Modena per la guardia
    12 uomini di ogni compagnia.
    6 febbr.
    Viene inviato Antonio Cugini agente della comunita’ al duca.
    Portava il Dal Bisogno per avere un grifo rampante. Il gov. voleva
    entrare nelle cose che spettavano al pod.

    pag.103 104 105 106
    1570 2 aprile
    Sentenza prime di Meser Antonio Guerino
    Io Antonio Guerino sustito (sic) dall’ill. et Ec. sig. duca Alfonso
    II duca di Ferrara e Modena e in luogo suo a determinare le differen-
    ze fra l’ill. sig. Cornelio Bentivoglio da una parte e la Comunita’
    di Brescello, Borretto et Lentesone dall’altra per causa della bonifi-
    catione di quei paesi, come piu’ largamente appare nell’instrumento
    d’essa sustitutione rogato per il sig. Gio. Batt. Pigna nottaro e se-
    gretario di sua eccellenza il primo marzo 1570 per tanto avendo udit-
    to cio che dalli Periti dell’una et l’altra parte mi e’ stato allega-
    to per fondamento delle lor raggioni et essendo insieme con essi anda-
    to su i luoghi delle controversie per chiarirmi della verita’, final-
    mente havendo veduto et considerato maturamente tutto quello che dall’
    una parte et dall’altra m’e’ stato mostrato in fatto et havendo insie-
    me veduto gli effetti delle chiavicche principali e condotti, argini
    et ogni altra cosa pertinente ad essa bonificatione, invocato il nome
    del Signor Dio, dico, e pronuntio nel modo infrascritto videlicet:
    che cominciando al Ramo del Po’ intestato et all’arginamento fatto al
    luogo detto il Giarone del Commissario, ho trovato detto Giarone fi-
    nito e star bene, et finalmente finiti et star bene e perfettamente
    l’intestatura del Po’ predetto.
    Dico ancora che gli argini fatti al condotto chiamato la Naviglia dal
    detto luogo del Po’ fino alla chiavica detta La Chiavica di Galasso
    esser finita perfettamente e star bene;
    Dico appresso, che considerato l’argine del Bentivoglio cominciando
    alla chiavica nuovamente fatta nel ramo del Po’ morto andando all’insu’
    fino alla Scaloppia, dove dicono finirsi la parte, ch’ha da fare l’
    ill. sig. Cornelio, che quando il detto argine sara’ piu’ alto un mez-
    zo braccio e piu’ largo un braccio dell’argine che e’ dall’altra parte
    di esso Bentivoglio, cioe’ di quello di Guastalla, allora si potrano
    chiamare sicuri e finiti perfettamente.
    Dico ancora, chel cavo fatto sopra Brescello per condur l’acque vive
    che vengono di Parmeggiana nel Po’ et l’argine fatto dalla parte mez-
    zo Brescello per riparo delle rotte di Lenza e del rigurgitare del Po’,
    star bene et esser finito perfettamente.
    Dico ancora che le chiavicche infrascritte vedute e ben considerate da
    me, cioe’ quella alla Casella, quella nel ramo del Po’, quella della
    Naviglia e quella fatta nelli arginelli di Gualtieri esser finite per-
    fettamente e star bene;
    Ho veduto la botte che passa sotto il Bentivoglio e col levare le por-
    telle ho veduto il buon effetto che fa di scolar l’acque di quelle val-
    li e dico essa botte esser finita perfettamente e star bene;
    Circa il cavo fatto per ricevere l’acque che passano per detta botte
    per condurle al condotto della Parmeggiana dico che detto cavo sara’
    finito perfettamente e stara’ bene quando l’acque che passeranno per
    quello havranno libero il lor corso alla detta Parmeggiana senza raza-
    re in loco alcuno;
    Circa al mantenimento delli argini, dico che cominciando alla parte
    della Fossa Marza di sopra di Meletulo e venendo a basso a trovare il
    traversagno, cioe’ dalla banda di sotto e venendo fino al ponte della
    strada di S. Martino e da detto ponte fino alla chiavica di Camporai-
    neri pur da detta banda e da questa andando fino al ramo del Po’ in-
    testato insieme con essa intestatura e cosi’ l’argine detto del Com-
    missario insieme agli argini della Naviglia e l’argine che e’ di so-
    pra da Bresello per diffesa dell’acque di Parmeggiana, dico apparte-
    nersi il mantenimento di essi agli infrascriti Communi di Brescello,
    Borreto, Lentesone, Gualtieri e Meledolo, e questo per la ratta delle
    lor biolche cosi’ della valle come di altri terreni;
    Quanto alle chiaviche, dico che la chiavica e la botte della Casela,
    la chiavica del ramo del Po’, quella della Naviglia e quella degli
    arginelli di Gualtieri debbeno essere mantenute e guardate da quelli
    che per esse scolano le lor acque e questo a rata delle lor biolche
    nel modo che si e’ detto;
    Dico pero’ che quando sara’ posto in esecutione quanto si e’ detto
    di sopra, (riservando fuori di questo giuditio la parte di bonifi-
    catione spettante al comune di Castelnovo) che servandosi quanto e’
    sopradetto, cioe’ agli argini, chiaviche e simili bisogni, ch’essa
    bonificatione sara’ profitevole, durabile e buona.
    In fede di questo mio giuditio, ho fatto e scritto la presente di mia
    propria mano questo di’ 2 aprile 1570.
    Antonio Guarini - di mano propria.
    (R. Archivio di Stato in Modena - Canc. Duc. Carteggio e doc. di Ret-
    tori - Brescello)

    pag.107 108 vuote

    pag.109
    18 aprile 1570
    Sabato mattina si imbarcano a Br. 2 compagnie comandate dal m.se Gia-
    como Malaspina al servezio dei Veneziani e andranno giu’ per far capo
    a S. Alberto.

    pag.110
    1570 29 maggio
    Con sentenza di oggi Girol. Bagnoli di Reggio camerl. duc. in Castel-
    novo, per delegazione avuta dai fattori gen.li duc., stabilisce che
    quelli di Brescello non erano tenuti a dazi di transito in Castelnovo
    Reggiano.
    B. Eccl.
    Era podesta’ Rocco Antonelli.
    12 giugno
    Vinc. Navarra pod. di Gualt. e Prospero Camuncola agente del Dentino
    consegnano agli uomini di Brescello e sua cast. gli argini da mantene-
    re; si consegnano a: mes. Manfre’ Gobetto, mes. Genese Cusini, mes.
    Dom. Zatto, Giov. ducale Massaro, Francesco Mellini mas. di Boretto,
    Cesare Cavagnolo per Meledolo e mes. Vincenzo per Gualtieri.
    25 giugno
    I Borettini e i Pazzaglia, livellari della Camera, si opponevano alle
    tasse che il comune aveva imposto in seguito alla gravezza di 1000 scu-
    di che il comune doveva pagare al Bentivoglio.
    10 luglio
    Il capit. Camillo Caula gov. di Bresc. delegato dalle parti ripanti
    fra i comuni della giurisd. di Bresc., suddivide le spese delle chia-
    viche, spurgo dei cavi e guardiani, in ragione del biolcatico, in que-
    sta forma:
    Boretto biolche 4870
    Gualtieri ” 6486
    Bresc. e Lentig. ” 3547
    Meletolo ” 2340
    e cosi’ lascio’ fuori Castelnuovo indi ira.

    pag.111
    1570 29 agosto Brescello
    Era in Bresc. il capit. Gabriele Tagliaferro mandato dal duca di Parma
    per l’estrazione di persone da nominarsi di comune accordo col duca di
    Ferrara. Non si dice il motivo di tale estrazione che non ebbe luogo.
    Bresc. Eccl.
    8 dic.
    Rettore della chiesa di Boretto Don Orazio Nizzolio il quale avverti’
    il gov. Caula che il vic. del vesc. di Parma lo aveva avvertito che te-
    neva commissione di visitare la chiesa di Brescello come gia’ aveva
    fatto a Gualtieri e Boretto. Il Caula rispose che non lo avrebbe per-
    messo.
    id.id.

    pag.112
    1570 2 ott.
    In uno scritto fra gli uomini di Boretto, Brescello e il Bentivoglio
    per una chiavica nell’arginello della fossa di Boretto dalla parte di
    Gualtieri, si rileva che:
    il Bentivoglio si contenta che facciano una botte sotto la Scalopia
    dove egli dira’ e per essa passino le acque di Fingaida e della Avo-
    gadria e di Brescello, intendendosi pero’ per acque di Bresc. quelle
    che sono tra la Scalopia e il cavo di Poviglio. La botte sotto il Cro-
    stolo fu prima fatta di legno poi di mattoni e in tale circostanza ven-
    ne abbassato il fondo per meglio scolare le terre superiori.
    6 dic.
    Caula al duca:”Ieri il duca di Parma mando’ a Colorno il capit. Cheru-
    bino con molti uomini della milizia. Fece prigioniero il conte di
    Gajazzo il quale scrisse una lettera al re e una alla regina, poi lo
    condussero a Parma in castello et questo dicono a requisitione del Pa-
    pa, per causa della inquisitione”.

    Promis Vincenzo: tavole sinotiche delle monete italiane, illustrate
    con note. Torino. Stamp. R. 1869 p. 39
    BRESCELLO
    Alfonso II d’Este 1571-97 A. M. 3. tav. annessa n.3 1
    “M. 47.pag.561 n. 3 2
    A.B.D.18 T. III tav. IV, n.1.2. 3
    ” A.8. pg.41 4
    B B.19 pag.204 5
    O 0.8.tav. 1 n. 10 6
    O.A.B.B. C. 88. tav. ann.n.1-5 7
    Questo principe nel 1571 vi apri’ una zecca che per pochi anni lavoro’
    essendo gia’ chiusa quando egli manco’ di vita. Il Cavedoni seguito
    dal Crespellani pubblico’ un conio di moneta come di Bresc. che disse
    di difficile lettura soprattutto nella parola “Brixelli”, ma esso
    spetta ad officina del Brabante avendone lo stemma, la forma e gli
    ornati come su quelli si vedono, onde dovrebbesi leggere “Brixellensis”
    o “Brixellen”, e poi la zecca di Brescello comincia nel 1571 e l’im-
    pronta del conio indica un’epoca anteriore.
    1-Madai:Vollstandiges thaler- cabinet - Konisberg (?) 1766
    2-Duval et Froelich. Monnaies en argent du cabinet de Vienne 1769
    3-Dionisi della Rocca di Verona e delle sue antiche monete. Zanetti
    tomo IV.
    4-Affo’ Illustr. di un antico piombo brescellese-Parma 1790
    5-Bellini Delle monete di Ferrara.Ivi 1764
    6-Olivieri A. - Moneta inedita di Brescello. Ric. num. Ital. tomo I.
    7-Crespellani - Cenni Stor. intorno a Bresc. e sua Zecca-Mod. 1865

    pag.113
    1571 26 gennaio
    Cornelio Bentivoglio con rog. Pietro Bucci di Bresc. retroda’ agli
    uomini di Gualt. tutti i terreni che gli avevano donati nel 1561.
    Il Bent. che dimorava in Gualt. era presente all’atto “sponte dedit
    capit atque retrodabit” domino Filippo Albarino, Ant. Maria de Solia-
    ni, a Pino de Pacchiarini, e a Franceschino de Villani cons. di
    Gualt. Atto rogato in Gualt. alla Palazzina de Torelli nella camera
    da letto del Bent., presenti don Sopranzo Salvini, Agostino Cugini di
    Bresc. e Pietro di Bernardino Bucci di Bresc. notaio. Una nota mar-
    ginale all’atto dice:”Questi beni non furono mai restituiti agli uo-
    mini di Gualt., ma ritenuti da Bentivoglio per non aver mai pagato
    il quarto dei frutti di S. A. Si chiamano le possessioni del Bosco di
    209 biolche circa”.
    1573
    I parmigg. con l’art. 6 della capit. per le bonifiche si obbligano a
    dare al Bent. scudi 8000 d’oro in oro in rate di 2000 annui.

    pag.114
    1571 31 genn. Bresc.
    Camillo Caula gov. manda una scrittura che quella notte era stata at-
    taccata “all’hostaria fuor di Brescello” con la quale si vorrebbe che
    Bresc. fosse diocesi parmigg; l’aveva fatta levare occultamente e
    nessuno se ne era accorto.
    Bresc. Eccl.
    16 febbr. Parma
    I deputati del clero di Parma scrivono al gov. di Bresc. che essendo
    piaciuto alla S.to (?) di N.S. di S.ta Chiesa imponere decime a questa
    diocesi e che nell’entrante mese dovevano essere esatte nei luoghi
    da essi tassati; essendovi anche Bresc. e nessuno essendo comparso a
    pagare, mandi a pagare se no si procedera’ a censure.
    id.id.
    18 febbr. Bresc.
    Il capit. Caula al duca.
    E’ di opinione che non si debba pagare perche’ Bres. e’ “nullius”.
    Ha stabilito di far depositare il denaro per non incorrere in censure;
    attende istruz. poiche’ non e’ dottore ma soldato.
    id.id.
    20 febbr. Bresc.
    id.
    Ieri giunse Viano de Viani mandato dal gov. di Reggio e tosto conse-
    gnato al pod. di Bresc. accio’ eseguisse quel tanto “che il rev. P.
    Inquis. mi commette con una sua. Questi uomini di questa sua terra
    mandano uno a posta costi’ a supplicare l’ecc. vs. ill.ma che li vo-
    glia concedere si posibile est il transeat ab ipsis calix iste, sendo
    detto Viano viadanese ed non brescellese, riputandosene eglino e per
    la fama et per la spesa gravati”.
    L’anno 1550 detto Viano fu inquisito per questa causa et abjuro’ a
    Viadana, come si vede per detta sententia. Supplicano gli uomini e com.
    di Bresc. lo si mandi a Viadana, ove lo faranno accompagnare a loro
    spese.
    id.id.

    pag.115
    1571 23 febbr.
    Al gov.
    Faccia eseguire giustizia intorno a Viano Viani, conforme alla condan-
    na data contro di lui dalla Inquisitione “ma pero’ su’ la riva del fiu-
    me”.
    Si procurava di aprire l’osteria e di condurla per conto della camera;
    si affitto’ poi per 80 scudi per un anno a un bresc. Quest’anno si
    ripete la grida per gli argini.
    Manfredo dalle Gobette ai fatt. temporali: porci lire 19 di moneta no-
    stra, ceci bianchi lire 5 delle nostre lo staro.

    pag.116
    1571 21 febbr. Roma
    Guvone Bertani al duca
    “Sono stato dal vesc. di Reggio per conto di Bresc. e mi dice che Sua
    Santita’ ha concesso al legato che quel luogo sebbene sia nullius d.
    sia sotto il vescovado di Parma per i sacramenti e le decime. Se V.E.
    facesse che quei di Bersello mandassero qui i pagamenti della decima di
    Roma, quali credo che saranno accettati, in questo modo il legato non
    avra’ che dire ogni volta che avessero la quietanza. Il detto vescovo
    si contentera’ di levar il Vicario per compiacere V.E. ma la prega di
    dare un poco di dilatione per potergli trovare un uffitio qui con N.
    S.”
    id.
    “V. Ecc. avra’ con questo spaccio la lettera per il clero di Bresc.,
    accio’ possi farsi restituire i danari per pagarli qui. Ma bisogna man-
    dar presto il pagamento e prima che si facesse deposito, il qual fu
    fatto senza proposito, et bisognaria fare com’io scrivo.”
    Arc. di St. Mod. Cart. di Inviati Est.

    pag.117
    1571 6 marzo Bresc.
    Caula al duca
    Mando’ a pagare le decime (si era promesso dai deput. del clero di
    Parma che cio’ non infirmava giurisdizione) ma non avendogli i deput.
    voluto far la ricevuta nel modo da esso desiderato, il messo non pago’.
    Gli e’ stato scritto da Parma che Alessandro dalle Carpinete gia’ com-
    pagno di Antonio Tanaro a fare quella scelerita’ a Sestola, si e’ muta-
    to nome facendosi chiamare “Spagnoletto”.
    Bresc. Eccl.
    19 marzo
    Abate commend. di S. Genesio era don Lor. Gazio procuratore di Ant.
    de Brachi - att. di Firenze. Era rettore di S. Maria don Bartolomeo
    Piacentini. Era camerl. Agostino Cremosini di Reggio.

    pag.118
    1571 16 marzo
    Venne a Reggio il duca di Ferrara e il 20 parti’ per Bresc.
    Visdomi.
    1 aprile
    Matteo Valengo domanda ai fattori che facciano riparare una prigione
    in rocca detta la Carbonina, essendo l’altra malsicura.

    pag.119
    1571
    Gli oneri per le bonifiche vennero fissati in ragione di biolche bo-
    nificate, cioe’:
    Brescello e Lent. biolche 3547
    Boretto ” 4860
    Gualtieri ” 6486
    Meletolo ” 2340
    Per gli anni 1571-74 era salinaro Madonna Leandra Talenti.
    Lett. Ducali
    4 giugno
    Il Caula al duca
    In Casalmagg. vi sono 5000 tedeschi senza armi ma bella gente, che piu’
    volte ho mandato a vederli. I capi sono il conte Vinciguerra d’Arco e
    il conte Alberigo di Lodrone, che dicono di aspettare 12000 fanti e
    4000 ferraiuoli. Si dice vadano a Tunisi.
    9 giugno
    Era podesta’ Matteo Maria Valengo.
    Gio. B. Genesi riceve ordine di lasciar passare senza dazio le armi di
    S. Maesta’ Cattolica.

    pag.120
    “Solerti Angelo: Ferrara e la corte Estense nella seconda meta’ del se-
    colo decimosesto - Citta di Castello - Lapi 1891″
    pagina LXX:
    1571 14 agosto
    “…Perfino quella mala lingua del Carigiani scriveva in una sua del
    14 agosto 1571 da Bresc., dove tutta la corte di Ferrara si era reca-
    ta, come pure quella mantovana ad onorare due principi d’Austria che
    tornavano in patria, che il mercoledi’ precedente -da vespro a sera-
    si festeggio’ in corte…”
    (Nota dell’autore) Pigna Ben Divino (Gio. B. Nicolucci detto il Pigna)
    canzone XIII. Fece questa canzone trovandosi la donna indisposta di
    febbre terzana in quel tempo che ritornando di Spagna Rodolfo e Erne-
    sto principi d’Austria in Germania, nel loro passaggio per l’Italia
    doveva ella (Isabella Bendidio) trovarsi in compagnia di altre dame
    principali a servire la duchessa di Ferrara loro zia per incontrarli
    a Brescello…Vi sono poi altri componimenti su questo argomento e fa
    voti che risani in tempo perche’ i principi non siano privati di tanta
    bellezza. Prosegue il “Ben Divino” sonetto 56-
    Fu detto di sopra che la donna era indisposta; ora trovandosi ella di
    gia’ in Bresc. egli descrive l’abito suo che era di broccato…
    Al sonetto 59 “…volendo il Pigna passare (a Bresc.) dove erano mol-
    te carrozze che volevano partire, se ne mosse una con 4 cavalli con
    tanta furia che corse pericolo di restare offeso se il Corigiano am-
    basc. del duca di Fiorenza porgendogli la mano non l’avesse aiutato;
    vicino a quel pericolo si trovo’ Isabella…”

    pag.121
    1571
    Per la famiglia Bendadei vedi Scalabrini Antenore:”Arbore Gentilizio
    della nobile famiglia Bendadei di Ferrara”. Mantova-Pazzani 1739
    “Giustificazioni della fam. Bendadei Ferrara” Mantova 1739

    pag.122
    1571 1 agosto
    Sua Alt. Don Giovanni d’Austria parti’ per Napoli da Genova con le
    galee e drizzando le vele verso Ferrara, arrivo’ con i gia’ detti 2
    principi, Ridolfo poi imp. e Ernesto suo fratello; alloggio’ a Tes-
    sarolo dove l’ecc. s. duca dal Borchecco, accompagnato da tutti i
    feudatari di Milano ando’ a riceverlo, andando poi a Brussello, luo-
    go del ser. di Ferrara che li stava aspettando. Nel viaggio stesso
    ebbi gratia di ballar nel Bucentoro di S. Alt. e vi acquistai molti
    donativi.
    Negri Cesare-Nuove inventioni di balli-Milano Bordone-MDCIII p.8
    23 agosto
    Grida sugli studi e il duca scrive al gov. che i trasgressori saranno
    severamente puniti.

    pag.123
    1571 29 agosto Bresc.
    Meledolo manterra’ il traversagno cominciando dal “ponte di pietra”
    che e’ sopra la “Fossa marza” fino al ponte di S. Martino e di la’
    fino alla chiavica di Campo Rainero pertiche 260.
    Brescello manterra’ in piu’ alcune pertiche della Naviglia verso Bo-
    retto e l’argine della Naviglia fino alla chiavica “del favorito” nel
    ramo del Po intestato.
    Bonifiche.

    pag.124 125 126 127 128
    Instromento sopra la guardia e manutentione delli argini etc.
    In Christi nomine amen etc. anno 1571 indictione 14 die 29 augusti etc.
    Che Brescello e Lentigione guardino e mantengano l’argine delle Sel-
    velle dalla casa Scudellari fino al ponte della strada maestra di Parma
    e da qui fino al Ponte Gentile.
    L’argine di sopra il Molino del Bentivoglio fino alla botte che passa
    sotto il condotto che vi conduce l’acqua. Di sotto a casa Scudellari
    andando a basso fino alla chiavica del Bando e da essa fino a Po. E
    piu’ pertiche 130 dell’argine del Bentivoglio dalla chiavica di Campo
    Rainero venendo a basso verso il Po. Boretto guardera’ e manterra’
    pertiche 900 incominciando di sotto delle 130 braccia di Brescello e
    Lentigione. Guardera’ e manterra’ il cavedone del Po con l’argine che
    vi e’ attaccato presso il Po che e’pertiche 65 e piu’ la Naviglia dal-
    la banda di Guastalla, cominciando dalla chiavica che e’ nell’argine di
    Gualtieri venendo fino al ramo del Po intestato, meno 6 pert. di quel-
    lo appresso al ramo del Po che toccano a Gualtieri. Gualt. manterra’
    la chiavica di Campo Rainero, andando a trovare la parte che tocca a
    Meledolo e l’argine del Bentivoglio dove finisce la parte di Boretto
    fino al confine di Guastalla venendo a basso, la Naviglia alla “chia-
    vica degli argenelli” venendo fino al ramo del Po intestato dalla ban-
    da verso Brescello e in piu’ guardera’ e manterra’ 6 pert. che avan-
    zano alla parte che e’ toccata a Boretto di detta Naviglia verso Gua-
    stalla. In piu’ guardera’ l’argine della Naviglia da una parte e dall’
    altra fino alla chiavica del favorito. Nel caso uno dei comuni venis-
    se meno all’obbligo di far la guardia agli argini rifara’ a proprie
    spese la rotta. Circa a sgarbamenti e nettamenti dei condotti e guar-
    dia delle chiaviche si abbia da stare alla sentenza altre volte data
    dell’anno 1570 10 luglio.
    Boretto per biolche 4870, Gualtieri per b. 6486, Brescello e Lenti-
    gione biolche 3547, Meletolo b. 2340.
    Arch. di St. Modena Cancelleria duc. carteggio e doc. di Rettori-Bresc.

    27 sett.
    Caula ai fattori
    Quando il duca e’ stato a Bresc. elle ha ordinato al camerl. che trovi
    della legna per la cucine di sua ecc.za ed avendo il camerl. fatto
    prendere molte fascine da diversi poveri uomini, questi ora si dolgo-
    no di non avere ne’ legna ne’ danari.

    pag.129
    1571 1 nov. Ogni Santi.
    Muore in Brescello Camillo Caula gov.
    La comunita’ dandone l’avviso, promette di aver cura della sicurezza
    della fortezza.
    Arch. di St. Modena
    1571 12 nov.
    1578 23 sett.
    Di Marci Cap. Lazzaro nob. di Argenta gov.

    pag.130
    1571 1 nov.
    Camillo Caula muore in Bresc. ivi gov.
    Vi era anche nel 1569.
    Tirab. Bibl. Mod. II
    La pesca delle fosse di Bresc. si poteva affittare per 50 scudi l’anno.
    23 nov.
    Arriva Lazzaro di Marci gov. Dice che “ha trovato che vi sono 4 stanze
    in questa rocca le quali averiano bisogno d’essere accomodate dentro
    solamente, cioe’ di farle bianche et insieme li tasselli*far qualche
    imbroglio di pittura semplice…perche’ possa haver alloggiamento per
    suoi amici”. * affumicati
    La spesa si faceva ammontare a 30 scudi.
    Le vetrate dovevano essere riparate.

    pag.131
    1572
    Entrata di Alfonso II d’Este in Venezia. Vi si nomina Brescello.
    Atti Deput. di Parma e Modena T. VIII p. 479
    9 genn.
    Le monache pregano al duca di ordinare al camerlengo di Bresc. di dar
    loro la solita regalia, cioe’: una pezza di panno da 70, pesi 80 di sa-
    le, staia 12 di frumento, pesi 4 di legna forte, pesi 8 di olio buono.

    pag.132
    1572 23 mar.
    Lazzaro di Marci gov. al duca
    “Questa sera su le 23 hore e mezzo sono arrivati qui Mons. Vescovo di
    Sarno e il Vescovo di Terni con doi altri personaggi e il Maiordomo con
    altri della famiglia del Card. Alessandrino Legato, che per quanto in-
    tendo sono da cento bocche li quali avevano mandato a pigliar li al-
    loggiamenti entro la terra per doi de suoi. Et perche’ erano lontani
    dal Bucintoro et altre barche del Porto quasi un miglio, io ho mandato
    dei cavalli perche’ potessero comodamente venire, et persone ad invitar-
    li, per far quel che conoscevo esser debito mio. Et gia’ con tutta la
    provigione che V.E. havea mandato, forse parte per costi’,parte per
    Reggio,havevo pero’ fatto ordinare di modo che per gionta all’improv-
    viso sarebbero stati assai bene, ma in ultimo hanno rissoluto venirse-
    ne di longo in qui senza moversi di Barca, et credo che lunedi’ matti-
    na potranno giungere.

    pag.133
    1572 22 apr. Bresc.
    id.
    Dovea dare “in scritto l’opinione sua sopra l’acque delle Risare del
    sig. Cornelio…non essere passata una sol goccia nel Mezano dove si
    scolano, ma tutte si sono ridotte in una bassa che si chiama il Cava-
    izzo, nel med. loco del sig. Cornelio et e’ il parer mio che facendo
    esso sig. delle Risare per l’avvenire, l’acque di quelle possano stare
    nel sopradetto Cavaizzo et in un altro luoco detto Campazzo, ma caso
    che dette acque andassero nel Mezzano, dove si scolano, non credo pero’
    che possano dare alcun danno per fare il sale, non vi essendo quantita’
    d’acqua et entrando nel Mezano sudetto lontanissimo di dove si fa il
    sale…”
    Lett. Uff.li
    Si intende magazzino del sale?
    Si deve intendere salina, giacche’ da una lett. di Giovanni Mirandola
    munizioniere risulta che ce ne erano nella salina 2000 sacchi.
    Si portava l’acqua dalle marine Ferraresi?

    pag.134
    1572 12 magg.
    Gio B. Genesi daziario avverte che sono passate navi di Sua Maesta’
    (l’Imperatore?) “carghe de armeria” per la somma di 2641 colli, fran-
    che con lettera del duca scritta al Commendatore di Milano.
    Le armi le mandava il gov. di Milano all’armata.

    pag.135
    1572 21 lugl. Bresc.
    Il Gov. Di Marci ha soppresso il mercato per sospetto di peste ed
    impedito il passo a chi non aveva “la fede della sanita’”.

    pag.136
    1572 9 lug.
    Manfr. Gobbetto ai fatt. Generali
    Allorche’ i fattori nel dic. 1568 ordinarono di riparare la chiesa di
    Campo Rainero, essa ruino’, ed il fattore si valse delle pietre per
    far la stanza sua.
    “et perche’ bisogna restituir le pietre a la gesia che sono miara 32,
    et anco far la gesia, percio’ non gli ho datto al detto fattore gli
    detti 25 scudi, ma perche’ gli homini di quel loco gridano che si fac-
    cia detta gesia…” ne avvisa per aver ordini.
    1572 15 ott.-1575 23 luglio
    Bertolaja Dal libro della Mirandola Pod.

    pag.137
    1572 5 nov. Bresc.
    Silvio Bertolaja pod. al duca
    “Due giorni sono e’ morto in questa terra un giovane speciale Spurio
    nato di dannato coito, et non ha lassato persona che li possino suc-
    cedere, ed a’ lassato roba per 1500 ducati la qual robe per quanto
    ho potuto cavare da miei libri in questa mia travagliata venuta” ap-
    partiene alla camera.
    11 dic.
    Lazzaro Di Marci al duca.
    Era morto a Ferrara il card. d’Este zio del duca, feud. di Scurano,
    Bazzano, Monchio, Piancio et Roncaja gia’ sottoposte a Bresc.
    “Et insieme la raguaglio come essendosi per questi freddi concreata nel
    Po una giaccia, come in simili stagioni suole avvenire, che poi per
    pigliar del pesce si fa, et intendo che quei di Viadana erano venuti
    per farla, non glielo vuolsi comportare trattandosi di giurisd. ducale
    e per questo misuro’ il Po’.”
    21 dic.
    “Quanto a Viadana sono venuti oggi quegli uomini per fare anchor soso
    il giaccio nel luogo proprio che scrissi a V.E. Il che non ho voluto
    comportargli, ma a suono di un paio di canonate havendogli fatto subito
    levare dall’impresa”.
    11 dic. 1568
    I fattori a Manfredo Gobetto
    Faccia fare una fornace per costrurre una camera attaccata alla torre
    di Campo Rainiero, “per l’abitazione di quel fattore”. “E perche’ in-
    tendiamo che la chiesa di detto loco minaccia ruine et che facilmente
    non provvedendogli cascherebbe, vogliamo che paghiate sino a 25 scudi
    a Gio Andrea Gattinaro duc. fattore di quel luogo per farla riparare”.

    pag.138
    1573 20 genn. Bresc.
    Il capit. Lazzaro di Marci al duca
    Appoggia una domanda dei Brescellesi al duca tendente ad avere un su-
    periore che regoli le cose di religione.
    Come anche certo si disdice assai che in questo luoco non sia pur un
    convento di religiosi insieme colla chiesa di S. Genesio che dicono
    avergli tante volte promesso reedificare il loro Abate, che pure ne
    tira buona entrata.
    B. Eccl.
    21 genn.
    Gli uomini et comune di Bresc. al duca
    Sono molti mesi che sono senza sup. in spirit.E percio’ trovandosi egli
    a Roma lo supplicano di farlo nominare “un capo et superiore in spiri-
    tuale come seria il Vescovo di Ferrara, o di Modena, o di Reggio”.
    Prega faccia ricostruire la chiesa di S. Genesio, e di far si’ che l’ab.
    concorra al pagamento di 3000 scudi che si presero dagli Ebrei per
    finire le bonificazioni, essendo poco onesto che sentisse gli utili e
    non gli oneri delle bonifiche.
    Questi 3000 scudi si erano dati gli anni passati a Cor. Bent.
    Risulta che l’abb. aveva sempre pagati i carichi straordinari.
    id.id.
    3 genn.
    Le monache pregano il duca di ordinare al camerl. G.B. Genesio di dar
    loro la solita elemosina. In principio di ogni quaresima mandavano a
    Ferrara a prendere sale e anguille. Era abbadessa suor Cherubina di
    Bergonzoni.
    Arch. di St. Modena

    pag.139
    1573 13 marzo Bresc.
    Corn. Bentivoglio al duca
    “Le diro’ che l’artiglieria che ella ha promesso a S. M.ta’ Cat. si
    trova in ordine con le sue munitioni, et con tutto cio’ che se le ri-
    cevea, per poter essere consegnata.

    pag.140
    1573 1 apr.
    Da Di Marci gov. di Bresc. si consegnano muniz. al conte Emanuele Vello,
    quale agente e mandatario del Gov. di Milano per il Re Cattolico.
    L’inventario porta la stima.
    E’ notevole che un canone aveva l’immagine di S. Marco.
    Un altro “con un arma con due bissoni sei gigli e la corona con una
    L colla corona” evidentemente appartenuto a Lod. il Moro.
    Furono 6 canoni |_ L. 50,030
    12 falconi con l’arme del duca |
    700 pesi di polvere ” 18,600
    La richiesta fu fatta dal gov. di Milano don Luigi?
    Cassa Vecchia 1469

    pag.141
    1573 16 maggio
    Il Comune manda al duca Agostino Cugini per certe differenze che ha
    coi comuni della montagna dipendenti dalla giurisd. di Bresc.
    Arch. di St. Modena
    8 maggio
    Lazzaro di Marci gov. lasciera’ passare liberamente l’artiglieria di
    S. Maesta’ Catt.
    Il De Marci doveva essere romagnolo, forse di Argenta.
    Abram banchiero in Brescello.

    pag.142
    1573 29 lugl. Bresc.
    Il comune al duca
    Alli passati giorni mentre l’E.V. era qui in Bresc., gli parlavan delle
    innovazioni che il Genesio datiario aveva introdotte contro i capitoli.
    Domandano si provveda.
    Arch. di St. Modena
    29 agosto
    Ferd. Talenti dott. in medicina, Gio. B. Rangoni medico, Giac. Ant. Me-
    lini speziale. Vi erano liti per precedenza sulla strada.
    Quest’anno fu fatta la prima convenzione con Mantova per il “Begone a
    due bocche”, cosi’ scrive il Bentivoglio. Si noti che Aleotti di Ar-
    genta non e’ mai nominato.

    pag.143
    1573 19 sett.
    Gobetto ai fatt. generali
    Scrisse gia’ del gran fracasso che i giorni passati ha fatto la tempe-
    sta sopra il coperto della rocca rompendo una infinita’ di coppi che
    causeranno gran rovina ai solai e camere di essa.
    23 ott.
    Il Marci domanda che gli rimborsino le spese “della sala che si fab-
    brica in questa rocca e che si faranno conforme all’ordine dato da S.
    E. a Brescello alla presenza di molti e specialmente dell’ill.mo sig.
    Corn. il quale avendo veduta l’opera che si e’ fatta fin ora l’ha lau-
    data assai”.

    pag.144
    1573 1 dic.
    Podesta’ Silvio Bertolaja della Mirandola: contese con Fantuzzi Fede-
    rico di Bologna che dimorava in Bresc. il quale fu carcerato.
    7 dic.
    Gobetto :”Mando per il presente la tella per far linzoli, che a gior-
    ni passati mi fu ordinato che dovessi comprare…il costo e’ di L.
    492 soldi 8 denari 3 di moneta imp. e la tela e’ braza 1543.3/4 a la
    misura di Viadana. Serviva per la camera ducale e fu comprata a Via-
    dana.

    pag.145
    1573 3 dic.
    I notai di Bresc. al duca
    Inquietati e molestati perche’ il capit. Lazzaro Martio gov. di Bresc.
    ha venduto vende e vuole vendere giustizia et ragione ad ognuno nel
    civile e nel criminale, contro i privilegi antichi confermati a loro
    notai dalla comunita’ e uomini di Bresc…, tenendo presso di se’ un
    notaio di Carpi…”.

    pag.146
    1573 8 dic.
    Abbadessa suor Cherubina de Bergonzoni di Guastalla.
    1574 14 maggio
    Il monas. compra a rogito di Gio. Maria Vecchi una poss. di biolche
    26 nel Borgo di sopra a Bresc. alle”Selvelle”, da Tiberio Scardovi.
    Alla possess. furono incorporati i beni avuti dalla duchessa Eleono-
    ra, da Giulia Vecchi, da Olimpia Raschini Allaij, da Franc. Reni.

    pag.147
    1574 17 febbr. Bresc.
    L’abbadessa ringrazia per un sussidio avuto dal duca e manda il “fa-
    cioletto del livello”. Scrive a Guido Coccapani fatt. gen. del duca.
    Bresc. Eccl.
    27 marzo
    Marci ai fattori:”fatto il censimento dei grani si trovo’ che manca-
    vano piu’ di 1400 staja per giungere al nuovo raccolto”.

    pag.148
    1574 3-4 agosto
    Enrico III re di Francia e di Polonia, parte da Mantova e si imbarca
    a Borgoforte il 5 passando di fronte a Viadana, entrando nel ducato
    di Parma. Gli venne incontro sopra una grossa barca coperta di damasco
    cremisi il duca Ottavio Farnese con molti gentiluomini.
    Carrozze del duca di Mantova seguivano sugli argini la flottiglia.
    Il re non si fermo’ nel ducato di Parma.
    V.i Pier de Nolhae e Angelo Solerti (o Solenti) ne “Il viaggio in Ita-
    lia di Enrico III re di Francia” Torino - Roux 1890 p. 189

    pag.149
    1575 7 genn.
    Si manda da Ferrara al gov. di Bresc. il Predicatore per la quaresima
    P. M.o Giulio da Ferrara.
    Bresc. Eccl.
    4 genn.
    Il consiglio generale al duca:
    “Essendo noi stati eletti il primo giorno dell’anno consiglieri al
    gov. di questa nostra terra e vedendo alcuni dissapori tra il nostro
    gov. e il podesta’lasciando da banda tutti gli altri negocii publici
    et privati ci siamo risoluti di mettere pace et unione tra loro…
    Unde andati dal gub. e a lui parlato di cio’, l’abbiamo trovato desi-
    deroso di essere amico del pod. dicendo essere amatore della pace…
    Passammo dal pod. che trovammo di buon animo ed abboccatisi insieme
    sono rimasti buoni amici…”
    Arch. di St. Mil.
    3 genn.
    Domenico Re barbiere in Boretto faceva da medico.
    Ferite date con un “misirolo” (falcetto) ad Anastasia Albrici di
    Boretto da Domenico Panizza.

    pag.150
    1575 8 apr.
    Il comune di Boretto manda al duca Crist. Panizza e Marco Ant. Soliani
    suoi agenti, per trattare alcune cose.
    id.id.
    Era pod. di Gual. Pietro Bucci not. di Bresc. che vi rimase sino al
    febbr. 1578

    pag.151
    1575 14 maggio
    Il duca al gov. di Bresc.
    “Cap. Lazzaro, questi frati di S. Francesco ci fanno intendere che
    sono per fabbricare la loro chiesa, et che non potendo che esser lo-
    ro di gran giovamento il favor nostro, ci supplicano che non gli sia
    negato nelle cose oneste, il che vogliamo che facciati essendo ragio-
    nevole…”
    Si trova Michele Nizzoli di Alessandro not. di Bresc.

    pag.152
    1575 22 luglio Parma
    Il vescovo di Parma al pod. di Bresc.
    “…mi par dura cosa che il duca abbia dato commissioni ch’io non
    sia lassato intrare in Bersello per visitare, non potendomi imagina-
    re che sia mente sua di far contravenire ne alla mia ragione ne a
    gli ordini del Sacro Concilio Tridentino. Io posso visitare Bersello
    e come ordinario del luogo e come delegato della Santa Sede Apost.”
    Bresc. Eccl.
    La proibizione fu mandata per bocca al Vescovo dal cancell. del pod.
    id.
    Il gov. di Bresc. ha inteso che il vescovo di Parma da Poviglio dove-
    va passare al Mezzano e di la’ recarsi a Bresc. Non lo lasci entrare
    se non sara’ munito di lettere ducali.
    Arch. di St. Mod. Lett. Uff.li
    luglio
    Fu eletto per medico Ferd. Nizolio ma poi annullato per molte cause
    fra le quali quella di essere odiato dal popolo “e di lui quasi niu-
    no si serve per la sua inscienza”.
    Pomponio Torelli aveva la palazzina in feudo o livello dal duca e pa-
    gava un censo di lire 8 a Brescello, alla camera ducale, pagamento
    che si faceva con dichiarazioni di ubbidienza.

    pag.153
    1575 14 nov.
    Il comune scrive al duca dolendosi della continua lesione che Gio.
    B. Genesino daziario faceva ai loro capitoli e andranno per tribunale
    se il duca non provvedera’.
    Arch. di St. Mil.

    pag.154
    1576 2 febbr.
    Si manda da Ferrara il quaresimista P. M.o Lorenzo da Rimini.
    Bresc. Eccl.
    12 febbr.
    Essendo passato il tempo della solita elargizione, suor Paola Pamella
    abbadessa scrive al fattore Giodo Coccapani per averla.
    id.id.
    27 marzo
    Lazzaro di Marci informa il duca che in questo giorno ha incontrato
    il card. Morone e gli ha fatte le offerte scrittegli; gli ha dato pa-
    ne, pesce, olio, vino e malvasia qual ha accettato ringraziando.
    Bresc. Eccl.
    4 apr.
    Alessandro Farnese vice cancelliere apost. e protettore della univer-
    sale Corp. del Corpo di Cristo in S.ta Maria sopra Minerva dei Predi-
    catori estende alla Confr. del SS. di Bresc. le indulgenze che quella
    godeva.
    id.id.
    1576 26 nov. Bresc.
    Lazzaro di Marci informa il duca che essendosi presentato Lorenzo Gatti
    di Firenze per prendere possesso dei beni dell’abb. a nome di Aless.
    Pucci et avendogli mostrato le bolle gli ha dato il possesso come da
    ord. duc.
    id.id.

    pag.155
    1576
    “Feci conoscere che non e’ esistito lo scultore Tommaso Casignola,
    ma soltanto Giacomo, e a maggior notizia di cio’ porto che a di’ 15
    giugno 1576 -Isabetta filia q. Antonii de Ferrariis brexellensis
    ad presens uxor Iacobi Castagnole mediolanensis sculptoris semi agro-
    te-faceva testamento. Desiderava esser seppellita nella chiesa della
    S. Trinita’ a Monte Pincio e lasciava erede universale il marito.
    fatto in casa dei coniugi a Campo Marzio. Not. Curzio Saccoccia,
    (1574-1586) foglio 7″.
    Ant. Bertolotti - Giunta agli artisti lombardi in Roma- Arch. Stor.
    Lom. X p. 109
    marzo
    Il gov. fa pubblicare la grida sopra lo scaricare archibugi il 27
    e 28 di febbr. e il primo di marzo secondo il solito.
    In questo mese il gov. va dalla principessa di Guastalla per trattare
    circa i banditi con lettera ducale.
    IL Crostolo rompe e invade Campo Rainero.
    Il Fogarino era nel territ. di Gualtieri.
    1576-77 furono anni di peste.

    pag.156
    1576 febbr.
    Ferd. Nizolio medico pubblico, avendo controversie per il suo salario
    domanda al duca che gli faccia ultimare la causa. Era giudice il gov.
    e facenti le parti del comune Marino Cattani di Mil. e Tirelli di Po-
    viglio.
    Particolari.

    pag.157
    1576
    Alessandro Pucci fiorentino prese il dottorato a Pisa nel 1565, fu
    canonico nel 1570, nel 1576 ebbe l’abbazia di S. Genesio. Fu ucciso
    da uomo furioso nel 1601. Uomo colto ebbe solenni funerali che furo-
    no descritti da Michelangelo Giani per le stampe nel 1601.
    V.i a p. 279 del “Monumenta Sanctae Ecclesiae Florentinae composita
    et digesta a Joanne Lamio” Florentiae 1758.
    1576 10 apr.
    Il gov. al duca
    Sospetto di peste; si respingono a suon di archibugiate quelli che
    vogliono entrare per terra o per acqua nel territ. di Bresc. Si no-
    tano carri tirati da muli “senza sonagli”.
    27 aprile
    Tolto il mercato.
    In quest’anno si comincia a trovare spesa la somma di scudi 20 d’oro
    per 2 speroni d’argento dorato che il duca di Ferrara pagava a Manto-
    va per Bresc.

    pag.158
    1576
    Giordano Bruno pel Po va a Venezia.
    1576-97
    Brescello proroga agli Ebrei Foa’ il Banco.
    Carte 119
    6 aprile
    Il comune supplica il duca che si ottenga anche per Bresc. il Giubi-
    leo il quale e’ arrivato in tutti i luoghi “fuorche’ nella terra no-
    stra et perche’ Bresc. e’ di niuna diocesi e per conseguenza non sappia-
    mo da chi far ricorso et desideriamo come li altri viver christianamen-
    te”.
    Il capit. Marci veniva tacciato di guastare le fortificazioni facen-
    dovi pascolare un “paio di vacche Bergamine”.
    Egli a