Venerdì 29 Febbraio 2008...
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IL Ratto delle Sabine (Storie di vecchi stupri, che ancora danneggiano chi ne porta il ricordo) Pietro da CortonaBrigida Marovelli
Brigida is a Clinical Psychologist and she is doing a Master in Medical Anthropology at the Brunel University. As far Shiatsu is concerned she trained 3 years at theProfessional School Shiatsu-Do in Italy (2000-2003). She is register at Shiatsu International and APOS, a European Register for Professional Shiatsu Practitioners. In her practice she has developed a main field of research that is the harmonization of the joints and of the posture. What’s more her practice integrates Shiatsu with Tuina, the Traditional Chinese Massage.

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Venerdì 29 Febbraio 2008 alle
Volume IX
1570-1599
pag.101
1570
Da una informazione di una causa vertente gli aggravi fatti ai bene-
dettini per le bonifiche di Brescello e Castelnuovo, si dice: “Lo
ill.mo sig. Cornelio (Bent.) avendo ancor lui animo di bonificare
questo Castello Gualtiero et como si dice le valle di Bresello volse
condurre il Crostolo per un cavo dalla Ca del Magnano o vero Tre Pila-
stri per li confini di Guastalla et Brescello in fino al Po’ et per
natura degli confini et mala sorte del territorio reggiano il detto
canale va per il diritto all’insu’ contra il Po’ et e’ stato adiman-
dato il Bentivoglio etc… et ha pochissima decaduta et fu detto vo-
lergli far un naviglio…”
Fu fatto a spese dei laici ed ecclesiastici.
(Alleg. Citate)
26 genn.
Il gov. Caula ordina che 12 fanti della comp. di Milano ogni notte
afforzino le guardie e domanda aumento di soldati.
Era camerl. Giuseppe Sgiavardo.
pag.102
1570 28 genn.
Lettera del Gov. al duca per pesca controversa dal viadanese.
Si legge:”…volendo il camerl. di Brescello far un giaccio per pi-
gliar del pesce (giacchio = rete)”.
Acque
31 genn.
Il duca ordina al gov. Camillo di mandare a Modena per la guardia
12 uomini di ogni compagnia.
6 febbr.
Viene inviato Antonio Cugini agente della comunita’ al duca.
Portava il Dal Bisogno per avere un grifo rampante. Il gov. voleva
entrare nelle cose che spettavano al pod.
pag.103 104 105 106
1570 2 aprile
Sentenza prime di Meser Antonio Guerino
Io Antonio Guerino sustito (sic) dall’ill. et Ec. sig. duca Alfonso
II duca di Ferrara e Modena e in luogo suo a determinare le differen-
ze fra l’ill. sig. Cornelio Bentivoglio da una parte e la Comunita’
di Brescello, Borretto et Lentesone dall’altra per causa della bonifi-
catione di quei paesi, come piu’ largamente appare nell’instrumento
d’essa sustitutione rogato per il sig. Gio. Batt. Pigna nottaro e se-
gretario di sua eccellenza il primo marzo 1570 per tanto avendo udit-
to cio che dalli Periti dell’una et l’altra parte mi e’ stato allega-
to per fondamento delle lor raggioni et essendo insieme con essi anda-
to su i luoghi delle controversie per chiarirmi della verita’, final-
mente havendo veduto et considerato maturamente tutto quello che dall’
una parte et dall’altra m’e’ stato mostrato in fatto et havendo insie-
me veduto gli effetti delle chiavicche principali e condotti, argini
et ogni altra cosa pertinente ad essa bonificatione, invocato il nome
del Signor Dio, dico, e pronuntio nel modo infrascritto videlicet:
che cominciando al Ramo del Po’ intestato et all’arginamento fatto al
luogo detto il Giarone del Commissario, ho trovato detto Giarone fi-
nito e star bene, et finalmente finiti et star bene e perfettamente
l’intestatura del Po’ predetto.
Dico ancora che gli argini fatti al condotto chiamato la Naviglia dal
detto luogo del Po’ fino alla chiavica detta La Chiavica di Galasso
esser finita perfettamente e star bene;
Dico appresso, che considerato l’argine del Bentivoglio cominciando
alla chiavica nuovamente fatta nel ramo del Po’ morto andando all’insu’
fino alla Scaloppia, dove dicono finirsi la parte, ch’ha da fare l’
ill. sig. Cornelio, che quando il detto argine sara’ piu’ alto un mez-
zo braccio e piu’ largo un braccio dell’argine che e’ dall’altra parte
di esso Bentivoglio, cioe’ di quello di Guastalla, allora si potrano
chiamare sicuri e finiti perfettamente.
Dico ancora, chel cavo fatto sopra Brescello per condur l’acque vive
che vengono di Parmeggiana nel Po’ et l’argine fatto dalla parte mez-
zo Brescello per riparo delle rotte di Lenza e del rigurgitare del Po’,
star bene et esser finito perfettamente.
Dico ancora che le chiavicche infrascritte vedute e ben considerate da
me, cioe’ quella alla Casella, quella nel ramo del Po’, quella della
Naviglia e quella fatta nelli arginelli di Gualtieri esser finite per-
fettamente e star bene;
Ho veduto la botte che passa sotto il Bentivoglio e col levare le por-
telle ho veduto il buon effetto che fa di scolar l’acque di quelle val-
li e dico essa botte esser finita perfettamente e star bene;
Circa il cavo fatto per ricevere l’acque che passano per detta botte
per condurle al condotto della Parmeggiana dico che detto cavo sara’
finito perfettamente e stara’ bene quando l’acque che passeranno per
quello havranno libero il lor corso alla detta Parmeggiana senza raza-
re in loco alcuno;
Circa al mantenimento delli argini, dico che cominciando alla parte
della Fossa Marza di sopra di Meletulo e venendo a basso a trovare il
traversagno, cioe’ dalla banda di sotto e venendo fino al ponte della
strada di S. Martino e da detto ponte fino alla chiavica di Camporai-
neri pur da detta banda e da questa andando fino al ramo del Po’ in-
testato insieme con essa intestatura e cosi’ l’argine detto del Com-
missario insieme agli argini della Naviglia e l’argine che e’ di so-
pra da Bresello per diffesa dell’acque di Parmeggiana, dico apparte-
nersi il mantenimento di essi agli infrascriti Communi di Brescello,
Borreto, Lentesone, Gualtieri e Meledolo, e questo per la ratta delle
lor biolche cosi’ della valle come di altri terreni;
Quanto alle chiaviche, dico che la chiavica e la botte della Casela,
la chiavica del ramo del Po’, quella della Naviglia e quella degli
arginelli di Gualtieri debbeno essere mantenute e guardate da quelli
che per esse scolano le lor acque e questo a rata delle lor biolche
nel modo che si e’ detto;
Dico pero’ che quando sara’ posto in esecutione quanto si e’ detto
di sopra, (riservando fuori di questo giuditio la parte di bonifi-
catione spettante al comune di Castelnovo) che servandosi quanto e’
sopradetto, cioe’ agli argini, chiaviche e simili bisogni, ch’essa
bonificatione sara’ profitevole, durabile e buona.
In fede di questo mio giuditio, ho fatto e scritto la presente di mia
propria mano questo di’ 2 aprile 1570.
Antonio Guarini - di mano propria.
(R. Archivio di Stato in Modena - Canc. Duc. Carteggio e doc. di Ret-
tori - Brescello)
pag.107 108 vuote
pag.109
18 aprile 1570
Sabato mattina si imbarcano a Br. 2 compagnie comandate dal m.se Gia-
como Malaspina al servezio dei Veneziani e andranno giu’ per far capo
a S. Alberto.
pag.110
1570 29 maggio
Con sentenza di oggi Girol. Bagnoli di Reggio camerl. duc. in Castel-
novo, per delegazione avuta dai fattori gen.li duc., stabilisce che
quelli di Brescello non erano tenuti a dazi di transito in Castelnovo
Reggiano.
B. Eccl.
Era podesta’ Rocco Antonelli.
12 giugno
Vinc. Navarra pod. di Gualt. e Prospero Camuncola agente del Dentino
consegnano agli uomini di Brescello e sua cast. gli argini da mantene-
re; si consegnano a: mes. Manfre’ Gobetto, mes. Genese Cusini, mes.
Dom. Zatto, Giov. ducale Massaro, Francesco Mellini mas. di Boretto,
Cesare Cavagnolo per Meledolo e mes. Vincenzo per Gualtieri.
25 giugno
I Borettini e i Pazzaglia, livellari della Camera, si opponevano alle
tasse che il comune aveva imposto in seguito alla gravezza di 1000 scu-
di che il comune doveva pagare al Bentivoglio.
10 luglio
Il capit. Camillo Caula gov. di Bresc. delegato dalle parti ripanti
fra i comuni della giurisd. di Bresc., suddivide le spese delle chia-
viche, spurgo dei cavi e guardiani, in ragione del biolcatico, in que-
sta forma:
Boretto biolche 4870
Gualtieri ” 6486
Bresc. e Lentig. ” 3547
Meletolo ” 2340
e cosi’ lascio’ fuori Castelnuovo indi ira.
pag.111
1570 29 agosto Brescello
Era in Bresc. il capit. Gabriele Tagliaferro mandato dal duca di Parma
per l’estrazione di persone da nominarsi di comune accordo col duca di
Ferrara. Non si dice il motivo di tale estrazione che non ebbe luogo.
Bresc. Eccl.
8 dic.
Rettore della chiesa di Boretto Don Orazio Nizzolio il quale avverti’
il gov. Caula che il vic. del vesc. di Parma lo aveva avvertito che te-
neva commissione di visitare la chiesa di Brescello come gia’ aveva
fatto a Gualtieri e Boretto. Il Caula rispose che non lo avrebbe per-
messo.
id.id.
pag.112
1570 2 ott.
In uno scritto fra gli uomini di Boretto, Brescello e il Bentivoglio
per una chiavica nell’arginello della fossa di Boretto dalla parte di
Gualtieri, si rileva che:
il Bentivoglio si contenta che facciano una botte sotto la Scalopia
dove egli dira’ e per essa passino le acque di Fingaida e della Avo-
gadria e di Brescello, intendendosi pero’ per acque di Bresc. quelle
che sono tra la Scalopia e il cavo di Poviglio. La botte sotto il Cro-
stolo fu prima fatta di legno poi di mattoni e in tale circostanza ven-
ne abbassato il fondo per meglio scolare le terre superiori.
6 dic.
Caula al duca:”Ieri il duca di Parma mando’ a Colorno il capit. Cheru-
bino con molti uomini della milizia. Fece prigioniero il conte di
Gajazzo il quale scrisse una lettera al re e una alla regina, poi lo
condussero a Parma in castello et questo dicono a requisitione del Pa-
pa, per causa della inquisitione”.
Promis Vincenzo: tavole sinotiche delle monete italiane, illustrate
con note. Torino. Stamp. R. 1869 p. 39
BRESCELLO
Alfonso II d’Este 1571-97 A. M. 3. tav. annessa n.3 1
“M. 47.pag.561 n. 3 2
A.B.D.18 T. III tav. IV, n.1.2. 3
” A.8. pg.41 4
B B.19 pag.204 5
O 0.8.tav. 1 n. 10 6
O.A.B.B. C. 88. tav. ann.n.1-5 7
Questo principe nel 1571 vi apri’ una zecca che per pochi anni lavoro’
essendo gia’ chiusa quando egli manco’ di vita. Il Cavedoni seguito
dal Crespellani pubblico’ un conio di moneta come di Bresc. che disse
di difficile lettura soprattutto nella parola “Brixelli”, ma esso
spetta ad officina del Brabante avendone lo stemma, la forma e gli
ornati come su quelli si vedono, onde dovrebbesi leggere “Brixellensis”
o “Brixellen”, e poi la zecca di Brescello comincia nel 1571 e l’im-
pronta del conio indica un’epoca anteriore.
1-Madai:Vollstandiges thaler- cabinet - Konisberg (?) 1766
2-Duval et Froelich. Monnaies en argent du cabinet de Vienne 1769
3-Dionisi della Rocca di Verona e delle sue antiche monete. Zanetti
tomo IV.
4-Affo’ Illustr. di un antico piombo brescellese-Parma 1790
5-Bellini Delle monete di Ferrara.Ivi 1764
6-Olivieri A. - Moneta inedita di Brescello. Ric. num. Ital. tomo I.
7-Crespellani - Cenni Stor. intorno a Bresc. e sua Zecca-Mod. 1865
pag.113
1571 26 gennaio
Cornelio Bentivoglio con rog. Pietro Bucci di Bresc. retroda’ agli
uomini di Gualt. tutti i terreni che gli avevano donati nel 1561.
Il Bent. che dimorava in Gualt. era presente all’atto “sponte dedit
capit atque retrodabit” domino Filippo Albarino, Ant. Maria de Solia-
ni, a Pino de Pacchiarini, e a Franceschino de Villani cons. di
Gualt. Atto rogato in Gualt. alla Palazzina de Torelli nella camera
da letto del Bent., presenti don Sopranzo Salvini, Agostino Cugini di
Bresc. e Pietro di Bernardino Bucci di Bresc. notaio. Una nota mar-
ginale all’atto dice:”Questi beni non furono mai restituiti agli uo-
mini di Gualt., ma ritenuti da Bentivoglio per non aver mai pagato
il quarto dei frutti di S. A. Si chiamano le possessioni del Bosco di
209 biolche circa”.
1573
I parmigg. con l’art. 6 della capit. per le bonifiche si obbligano a
dare al Bent. scudi 8000 d’oro in oro in rate di 2000 annui.
pag.114
1571 31 genn. Bresc.
Camillo Caula gov. manda una scrittura che quella notte era stata at-
taccata “all’hostaria fuor di Brescello” con la quale si vorrebbe che
Bresc. fosse diocesi parmigg; l’aveva fatta levare occultamente e
nessuno se ne era accorto.
Bresc. Eccl.
16 febbr. Parma
I deputati del clero di Parma scrivono al gov. di Bresc. che essendo
piaciuto alla S.to (?) di N.S. di S.ta Chiesa imponere decime a questa
diocesi e che nell’entrante mese dovevano essere esatte nei luoghi
da essi tassati; essendovi anche Bresc. e nessuno essendo comparso a
pagare, mandi a pagare se no si procedera’ a censure.
id.id.
18 febbr. Bresc.
Il capit. Caula al duca.
E’ di opinione che non si debba pagare perche’ Bres. e’ “nullius”.
Ha stabilito di far depositare il denaro per non incorrere in censure;
attende istruz. poiche’ non e’ dottore ma soldato.
id.id.
20 febbr. Bresc.
id.
Ieri giunse Viano de Viani mandato dal gov. di Reggio e tosto conse-
gnato al pod. di Bresc. accio’ eseguisse quel tanto “che il rev. P.
Inquis. mi commette con una sua. Questi uomini di questa sua terra
mandano uno a posta costi’ a supplicare l’ecc. vs. ill.ma che li vo-
glia concedere si posibile est il transeat ab ipsis calix iste, sendo
detto Viano viadanese ed non brescellese, riputandosene eglino e per
la fama et per la spesa gravati”.
L’anno 1550 detto Viano fu inquisito per questa causa et abjuro’ a
Viadana, come si vede per detta sententia. Supplicano gli uomini e com.
di Bresc. lo si mandi a Viadana, ove lo faranno accompagnare a loro
spese.
id.id.
pag.115
1571 23 febbr.
Al gov.
Faccia eseguire giustizia intorno a Viano Viani, conforme alla condan-
na data contro di lui dalla Inquisitione “ma pero’ su’ la riva del fiu-
me”.
Si procurava di aprire l’osteria e di condurla per conto della camera;
si affitto’ poi per 80 scudi per un anno a un bresc. Quest’anno si
ripete la grida per gli argini.
Manfredo dalle Gobette ai fatt. temporali: porci lire 19 di moneta no-
stra, ceci bianchi lire 5 delle nostre lo staro.
pag.116
1571 21 febbr. Roma
Guvone Bertani al duca
“Sono stato dal vesc. di Reggio per conto di Bresc. e mi dice che Sua
Santita’ ha concesso al legato che quel luogo sebbene sia nullius d.
sia sotto il vescovado di Parma per i sacramenti e le decime. Se V.E.
facesse che quei di Bersello mandassero qui i pagamenti della decima di
Roma, quali credo che saranno accettati, in questo modo il legato non
avra’ che dire ogni volta che avessero la quietanza. Il detto vescovo
si contentera’ di levar il Vicario per compiacere V.E. ma la prega di
dare un poco di dilatione per potergli trovare un uffitio qui con N.
S.”
id.
“V. Ecc. avra’ con questo spaccio la lettera per il clero di Bresc.,
accio’ possi farsi restituire i danari per pagarli qui. Ma bisogna man-
dar presto il pagamento e prima che si facesse deposito, il qual fu
fatto senza proposito, et bisognaria fare com’io scrivo.”
Arc. di St. Mod. Cart. di Inviati Est.
pag.117
1571 6 marzo Bresc.
Caula al duca
Mando’ a pagare le decime (si era promesso dai deput. del clero di
Parma che cio’ non infirmava giurisdizione) ma non avendogli i deput.
voluto far la ricevuta nel modo da esso desiderato, il messo non pago’.
Gli e’ stato scritto da Parma che Alessandro dalle Carpinete gia’ com-
pagno di Antonio Tanaro a fare quella scelerita’ a Sestola, si e’ muta-
to nome facendosi chiamare “Spagnoletto”.
Bresc. Eccl.
19 marzo
Abate commend. di S. Genesio era don Lor. Gazio procuratore di Ant.
de Brachi - att. di Firenze. Era rettore di S. Maria don Bartolomeo
Piacentini. Era camerl. Agostino Cremosini di Reggio.
pag.118
1571 16 marzo
Venne a Reggio il duca di Ferrara e il 20 parti’ per Bresc.
Visdomi.
1 aprile
Matteo Valengo domanda ai fattori che facciano riparare una prigione
in rocca detta la Carbonina, essendo l’altra malsicura.
pag.119
1571
Gli oneri per le bonifiche vennero fissati in ragione di biolche bo-
nificate, cioe’:
Brescello e Lent. biolche 3547
Boretto ” 4860
Gualtieri ” 6486
Meletolo ” 2340
Per gli anni 1571-74 era salinaro Madonna Leandra Talenti.
Lett. Ducali
4 giugno
Il Caula al duca
In Casalmagg. vi sono 5000 tedeschi senza armi ma bella gente, che piu’
volte ho mandato a vederli. I capi sono il conte Vinciguerra d’Arco e
il conte Alberigo di Lodrone, che dicono di aspettare 12000 fanti e
4000 ferraiuoli. Si dice vadano a Tunisi.
9 giugno
Era podesta’ Matteo Maria Valengo.
Gio. B. Genesi riceve ordine di lasciar passare senza dazio le armi di
S. Maesta’ Cattolica.
pag.120
“Solerti Angelo: Ferrara e la corte Estense nella seconda meta’ del se-
colo decimosesto - Citta di Castello - Lapi 1891″
pagina LXX:
1571 14 agosto
“…Perfino quella mala lingua del Carigiani scriveva in una sua del
14 agosto 1571 da Bresc., dove tutta la corte di Ferrara si era reca-
ta, come pure quella mantovana ad onorare due principi d’Austria che
tornavano in patria, che il mercoledi’ precedente -da vespro a sera-
si festeggio’ in corte…”
(Nota dell’autore) Pigna Ben Divino (Gio. B. Nicolucci detto il Pigna)
canzone XIII. Fece questa canzone trovandosi la donna indisposta di
febbre terzana in quel tempo che ritornando di Spagna Rodolfo e Erne-
sto principi d’Austria in Germania, nel loro passaggio per l’Italia
doveva ella (Isabella Bendidio) trovarsi in compagnia di altre dame
principali a servire la duchessa di Ferrara loro zia per incontrarli
a Brescello…Vi sono poi altri componimenti su questo argomento e fa
voti che risani in tempo perche’ i principi non siano privati di tanta
bellezza. Prosegue il “Ben Divino” sonetto 56-
Fu detto di sopra che la donna era indisposta; ora trovandosi ella di
gia’ in Bresc. egli descrive l’abito suo che era di broccato…
Al sonetto 59 “…volendo il Pigna passare (a Bresc.) dove erano mol-
te carrozze che volevano partire, se ne mosse una con 4 cavalli con
tanta furia che corse pericolo di restare offeso se il Corigiano am-
basc. del duca di Fiorenza porgendogli la mano non l’avesse aiutato;
vicino a quel pericolo si trovo’ Isabella…”
pag.121
1571
Per la famiglia Bendadei vedi Scalabrini Antenore:”Arbore Gentilizio
della nobile famiglia Bendadei di Ferrara”. Mantova-Pazzani 1739
“Giustificazioni della fam. Bendadei Ferrara” Mantova 1739
pag.122
1571 1 agosto
Sua Alt. Don Giovanni d’Austria parti’ per Napoli da Genova con le
galee e drizzando le vele verso Ferrara, arrivo’ con i gia’ detti 2
principi, Ridolfo poi imp. e Ernesto suo fratello; alloggio’ a Tes-
sarolo dove l’ecc. s. duca dal Borchecco, accompagnato da tutti i
feudatari di Milano ando’ a riceverlo, andando poi a Brussello, luo-
go del ser. di Ferrara che li stava aspettando. Nel viaggio stesso
ebbi gratia di ballar nel Bucentoro di S. Alt. e vi acquistai molti
donativi.
Negri Cesare-Nuove inventioni di balli-Milano Bordone-MDCIII p.8
23 agosto
Grida sugli studi e il duca scrive al gov. che i trasgressori saranno
severamente puniti.
pag.123
1571 29 agosto Bresc.
Meledolo manterra’ il traversagno cominciando dal “ponte di pietra”
che e’ sopra la “Fossa marza” fino al ponte di S. Martino e di la’
fino alla chiavica di Campo Rainero pertiche 260.
Brescello manterra’ in piu’ alcune pertiche della Naviglia verso Bo-
retto e l’argine della Naviglia fino alla chiavica “del favorito” nel
ramo del Po intestato.
Bonifiche.
pag.124 125 126 127 128
Instromento sopra la guardia e manutentione delli argini etc.
In Christi nomine amen etc. anno 1571 indictione 14 die 29 augusti etc.
Che Brescello e Lentigione guardino e mantengano l’argine delle Sel-
velle dalla casa Scudellari fino al ponte della strada maestra di Parma
e da qui fino al Ponte Gentile.
L’argine di sopra il Molino del Bentivoglio fino alla botte che passa
sotto il condotto che vi conduce l’acqua. Di sotto a casa Scudellari
andando a basso fino alla chiavica del Bando e da essa fino a Po. E
piu’ pertiche 130 dell’argine del Bentivoglio dalla chiavica di Campo
Rainero venendo a basso verso il Po. Boretto guardera’ e manterra’
pertiche 900 incominciando di sotto delle 130 braccia di Brescello e
Lentigione. Guardera’ e manterra’ il cavedone del Po con l’argine che
vi e’ attaccato presso il Po che e’pertiche 65 e piu’ la Naviglia dal-
la banda di Guastalla, cominciando dalla chiavica che e’ nell’argine di
Gualtieri venendo fino al ramo del Po intestato, meno 6 pert. di quel-
lo appresso al ramo del Po che toccano a Gualtieri. Gualt. manterra’
la chiavica di Campo Rainero, andando a trovare la parte che tocca a
Meledolo e l’argine del Bentivoglio dove finisce la parte di Boretto
fino al confine di Guastalla venendo a basso, la Naviglia alla “chia-
vica degli argenelli” venendo fino al ramo del Po intestato dalla ban-
da verso Brescello e in piu’ guardera’ e manterra’ 6 pert. che avan-
zano alla parte che e’ toccata a Boretto di detta Naviglia verso Gua-
stalla. In piu’ guardera’ l’argine della Naviglia da una parte e dall’
altra fino alla chiavica del favorito. Nel caso uno dei comuni venis-
se meno all’obbligo di far la guardia agli argini rifara’ a proprie
spese la rotta. Circa a sgarbamenti e nettamenti dei condotti e guar-
dia delle chiaviche si abbia da stare alla sentenza altre volte data
dell’anno 1570 10 luglio.
Boretto per biolche 4870, Gualtieri per b. 6486, Brescello e Lenti-
gione biolche 3547, Meletolo b. 2340.
Arch. di St. Modena Cancelleria duc. carteggio e doc. di Rettori-Bresc.
27 sett.
Caula ai fattori
Quando il duca e’ stato a Bresc. elle ha ordinato al camerl. che trovi
della legna per la cucine di sua ecc.za ed avendo il camerl. fatto
prendere molte fascine da diversi poveri uomini, questi ora si dolgo-
no di non avere ne’ legna ne’ danari.
pag.129
1571 1 nov. Ogni Santi.
Muore in Brescello Camillo Caula gov.
La comunita’ dandone l’avviso, promette di aver cura della sicurezza
della fortezza.
Arch. di St. Modena
1571 12 nov.
1578 23 sett.
Di Marci Cap. Lazzaro nob. di Argenta gov.
pag.130
1571 1 nov.
Camillo Caula muore in Bresc. ivi gov.
Vi era anche nel 1569.
Tirab. Bibl. Mod. II
La pesca delle fosse di Bresc. si poteva affittare per 50 scudi l’anno.
23 nov.
Arriva Lazzaro di Marci gov. Dice che “ha trovato che vi sono 4 stanze
in questa rocca le quali averiano bisogno d’essere accomodate dentro
solamente, cioe’ di farle bianche et insieme li tasselli*far qualche
imbroglio di pittura semplice…perche’ possa haver alloggiamento per
suoi amici”. * affumicati
La spesa si faceva ammontare a 30 scudi.
Le vetrate dovevano essere riparate.
pag.131
1572
Entrata di Alfonso II d’Este in Venezia. Vi si nomina Brescello.
Atti Deput. di Parma e Modena T. VIII p. 479
9 genn.
Le monache pregano al duca di ordinare al camerlengo di Bresc. di dar
loro la solita regalia, cioe’: una pezza di panno da 70, pesi 80 di sa-
le, staia 12 di frumento, pesi 4 di legna forte, pesi 8 di olio buono.
pag.132
1572 23 mar.
Lazzaro di Marci gov. al duca
“Questa sera su le 23 hore e mezzo sono arrivati qui Mons. Vescovo di
Sarno e il Vescovo di Terni con doi altri personaggi e il Maiordomo con
altri della famiglia del Card. Alessandrino Legato, che per quanto in-
tendo sono da cento bocche li quali avevano mandato a pigliar li al-
loggiamenti entro la terra per doi de suoi. Et perche’ erano lontani
dal Bucintoro et altre barche del Porto quasi un miglio, io ho mandato
dei cavalli perche’ potessero comodamente venire, et persone ad invitar-
li, per far quel che conoscevo esser debito mio. Et gia’ con tutta la
provigione che V.E. havea mandato, forse parte per costi’,parte per
Reggio,havevo pero’ fatto ordinare di modo che per gionta all’improv-
viso sarebbero stati assai bene, ma in ultimo hanno rissoluto venirse-
ne di longo in qui senza moversi di Barca, et credo che lunedi’ matti-
na potranno giungere.
pag.133
1572 22 apr. Bresc.
id.
Dovea dare “in scritto l’opinione sua sopra l’acque delle Risare del
sig. Cornelio…non essere passata una sol goccia nel Mezano dove si
scolano, ma tutte si sono ridotte in una bassa che si chiama il Cava-
izzo, nel med. loco del sig. Cornelio et e’ il parer mio che facendo
esso sig. delle Risare per l’avvenire, l’acque di quelle possano stare
nel sopradetto Cavaizzo et in un altro luoco detto Campazzo, ma caso
che dette acque andassero nel Mezzano, dove si scolano, non credo pero’
che possano dare alcun danno per fare il sale, non vi essendo quantita’
d’acqua et entrando nel Mezano sudetto lontanissimo di dove si fa il
sale…”
Lett. Uff.li
Si intende magazzino del sale?
Si deve intendere salina, giacche’ da una lett. di Giovanni Mirandola
munizioniere risulta che ce ne erano nella salina 2000 sacchi.
Si portava l’acqua dalle marine Ferraresi?
pag.134
1572 12 magg.
Gio B. Genesi daziario avverte che sono passate navi di Sua Maesta’
(l’Imperatore?) “carghe de armeria” per la somma di 2641 colli, fran-
che con lettera del duca scritta al Commendatore di Milano.
Le armi le mandava il gov. di Milano all’armata.
pag.135
1572 21 lugl. Bresc.
Il Gov. Di Marci ha soppresso il mercato per sospetto di peste ed
impedito il passo a chi non aveva “la fede della sanita’”.
pag.136
1572 9 lug.
Manfr. Gobbetto ai fatt. Generali
Allorche’ i fattori nel dic. 1568 ordinarono di riparare la chiesa di
Campo Rainero, essa ruino’, ed il fattore si valse delle pietre per
far la stanza sua.
“et perche’ bisogna restituir le pietre a la gesia che sono miara 32,
et anco far la gesia, percio’ non gli ho datto al detto fattore gli
detti 25 scudi, ma perche’ gli homini di quel loco gridano che si fac-
cia detta gesia…” ne avvisa per aver ordini.
1572 15 ott.-1575 23 luglio
Bertolaja Dal libro della Mirandola Pod.
pag.137
1572 5 nov. Bresc.
Silvio Bertolaja pod. al duca
“Due giorni sono e’ morto in questa terra un giovane speciale Spurio
nato di dannato coito, et non ha lassato persona che li possino suc-
cedere, ed a’ lassato roba per 1500 ducati la qual robe per quanto
ho potuto cavare da miei libri in questa mia travagliata venuta” ap-
partiene alla camera.
11 dic.
Lazzaro Di Marci al duca.
Era morto a Ferrara il card. d’Este zio del duca, feud. di Scurano,
Bazzano, Monchio, Piancio et Roncaja gia’ sottoposte a Bresc.
“Et insieme la raguaglio come essendosi per questi freddi concreata nel
Po una giaccia, come in simili stagioni suole avvenire, che poi per
pigliar del pesce si fa, et intendo che quei di Viadana erano venuti
per farla, non glielo vuolsi comportare trattandosi di giurisd. ducale
e per questo misuro’ il Po’.”
21 dic.
“Quanto a Viadana sono venuti oggi quegli uomini per fare anchor soso
il giaccio nel luogo proprio che scrissi a V.E. Il che non ho voluto
comportargli, ma a suono di un paio di canonate havendogli fatto subito
levare dall’impresa”.
11 dic. 1568
I fattori a Manfredo Gobetto
Faccia fare una fornace per costrurre una camera attaccata alla torre
di Campo Rainiero, “per l’abitazione di quel fattore”. “E perche’ in-
tendiamo che la chiesa di detto loco minaccia ruine et che facilmente
non provvedendogli cascherebbe, vogliamo che paghiate sino a 25 scudi
a Gio Andrea Gattinaro duc. fattore di quel luogo per farla riparare”.
pag.138
1573 20 genn. Bresc.
Il capit. Lazzaro di Marci al duca
Appoggia una domanda dei Brescellesi al duca tendente ad avere un su-
periore che regoli le cose di religione.
Come anche certo si disdice assai che in questo luoco non sia pur un
convento di religiosi insieme colla chiesa di S. Genesio che dicono
avergli tante volte promesso reedificare il loro Abate, che pure ne
tira buona entrata.
B. Eccl.
21 genn.
Gli uomini et comune di Bresc. al duca
Sono molti mesi che sono senza sup. in spirit.E percio’ trovandosi egli
a Roma lo supplicano di farlo nominare “un capo et superiore in spiri-
tuale come seria il Vescovo di Ferrara, o di Modena, o di Reggio”.
Prega faccia ricostruire la chiesa di S. Genesio, e di far si’ che l’ab.
concorra al pagamento di 3000 scudi che si presero dagli Ebrei per
finire le bonificazioni, essendo poco onesto che sentisse gli utili e
non gli oneri delle bonifiche.
Questi 3000 scudi si erano dati gli anni passati a Cor. Bent.
Risulta che l’abb. aveva sempre pagati i carichi straordinari.
id.id.
3 genn.
Le monache pregano il duca di ordinare al camerl. G.B. Genesio di dar
loro la solita elemosina. In principio di ogni quaresima mandavano a
Ferrara a prendere sale e anguille. Era abbadessa suor Cherubina di
Bergonzoni.
Arch. di St. Modena
pag.139
1573 13 marzo Bresc.
Corn. Bentivoglio al duca
“Le diro’ che l’artiglieria che ella ha promesso a S. M.ta’ Cat. si
trova in ordine con le sue munitioni, et con tutto cio’ che se le ri-
cevea, per poter essere consegnata.
pag.140
1573 1 apr.
Da Di Marci gov. di Bresc. si consegnano muniz. al conte Emanuele Vello,
quale agente e mandatario del Gov. di Milano per il Re Cattolico.
L’inventario porta la stima.
E’ notevole che un canone aveva l’immagine di S. Marco.
Un altro “con un arma con due bissoni sei gigli e la corona con una
L colla corona” evidentemente appartenuto a Lod. il Moro.
Furono 6 canoni |_ L. 50,030
12 falconi con l’arme del duca |
700 pesi di polvere ” 18,600
La richiesta fu fatta dal gov. di Milano don Luigi?
Cassa Vecchia 1469
pag.141
1573 16 maggio
Il Comune manda al duca Agostino Cugini per certe differenze che ha
coi comuni della montagna dipendenti dalla giurisd. di Bresc.
Arch. di St. Modena
8 maggio
Lazzaro di Marci gov. lasciera’ passare liberamente l’artiglieria di
S. Maesta’ Catt.
Il De Marci doveva essere romagnolo, forse di Argenta.
Abram banchiero in Brescello.
pag.142
1573 29 lugl. Bresc.
Il comune al duca
Alli passati giorni mentre l’E.V. era qui in Bresc., gli parlavan delle
innovazioni che il Genesio datiario aveva introdotte contro i capitoli.
Domandano si provveda.
Arch. di St. Modena
29 agosto
Ferd. Talenti dott. in medicina, Gio. B. Rangoni medico, Giac. Ant. Me-
lini speziale. Vi erano liti per precedenza sulla strada.
Quest’anno fu fatta la prima convenzione con Mantova per il “Begone a
due bocche”, cosi’ scrive il Bentivoglio. Si noti che Aleotti di Ar-
genta non e’ mai nominato.
pag.143
1573 19 sett.
Gobetto ai fatt. generali
Scrisse gia’ del gran fracasso che i giorni passati ha fatto la tempe-
sta sopra il coperto della rocca rompendo una infinita’ di coppi che
causeranno gran rovina ai solai e camere di essa.
23 ott.
Il Marci domanda che gli rimborsino le spese “della sala che si fab-
brica in questa rocca e che si faranno conforme all’ordine dato da S.
E. a Brescello alla presenza di molti e specialmente dell’ill.mo sig.
Corn. il quale avendo veduta l’opera che si e’ fatta fin ora l’ha lau-
data assai”.
pag.144
1573 1 dic.
Podesta’ Silvio Bertolaja della Mirandola: contese con Fantuzzi Fede-
rico di Bologna che dimorava in Bresc. il quale fu carcerato.
7 dic.
Gobetto :”Mando per il presente la tella per far linzoli, che a gior-
ni passati mi fu ordinato che dovessi comprare…il costo e’ di L.
492 soldi 8 denari 3 di moneta imp. e la tela e’ braza 1543.3/4 a la
misura di Viadana. Serviva per la camera ducale e fu comprata a Via-
dana.
pag.145
1573 3 dic.
I notai di Bresc. al duca
Inquietati e molestati perche’ il capit. Lazzaro Martio gov. di Bresc.
ha venduto vende e vuole vendere giustizia et ragione ad ognuno nel
civile e nel criminale, contro i privilegi antichi confermati a loro
notai dalla comunita’ e uomini di Bresc…, tenendo presso di se’ un
notaio di Carpi…”.
pag.146
1573 8 dic.
Abbadessa suor Cherubina de Bergonzoni di Guastalla.
1574 14 maggio
Il monas. compra a rogito di Gio. Maria Vecchi una poss. di biolche
26 nel Borgo di sopra a Bresc. alle”Selvelle”, da Tiberio Scardovi.
Alla possess. furono incorporati i beni avuti dalla duchessa Eleono-
ra, da Giulia Vecchi, da Olimpia Raschini Allaij, da Franc. Reni.
pag.147
1574 17 febbr. Bresc.
L’abbadessa ringrazia per un sussidio avuto dal duca e manda il “fa-
cioletto del livello”. Scrive a Guido Coccapani fatt. gen. del duca.
Bresc. Eccl.
27 marzo
Marci ai fattori:”fatto il censimento dei grani si trovo’ che manca-
vano piu’ di 1400 staja per giungere al nuovo raccolto”.
pag.148
1574 3-4 agosto
Enrico III re di Francia e di Polonia, parte da Mantova e si imbarca
a Borgoforte il 5 passando di fronte a Viadana, entrando nel ducato
di Parma. Gli venne incontro sopra una grossa barca coperta di damasco
cremisi il duca Ottavio Farnese con molti gentiluomini.
Carrozze del duca di Mantova seguivano sugli argini la flottiglia.
Il re non si fermo’ nel ducato di Parma.
V.i Pier de Nolhae e Angelo Solerti (o Solenti) ne “Il viaggio in Ita-
lia di Enrico III re di Francia” Torino - Roux 1890 p. 189
pag.149
1575 7 genn.
Si manda da Ferrara al gov. di Bresc. il Predicatore per la quaresima
P. M.o Giulio da Ferrara.
Bresc. Eccl.
4 genn.
Il consiglio generale al duca:
“Essendo noi stati eletti il primo giorno dell’anno consiglieri al
gov. di questa nostra terra e vedendo alcuni dissapori tra il nostro
gov. e il podesta’lasciando da banda tutti gli altri negocii publici
et privati ci siamo risoluti di mettere pace et unione tra loro…
Unde andati dal gub. e a lui parlato di cio’, l’abbiamo trovato desi-
deroso di essere amico del pod. dicendo essere amatore della pace…
Passammo dal pod. che trovammo di buon animo ed abboccatisi insieme
sono rimasti buoni amici…”
Arch. di St. Mil.
3 genn.
Domenico Re barbiere in Boretto faceva da medico.
Ferite date con un “misirolo” (falcetto) ad Anastasia Albrici di
Boretto da Domenico Panizza.
pag.150
1575 8 apr.
Il comune di Boretto manda al duca Crist. Panizza e Marco Ant. Soliani
suoi agenti, per trattare alcune cose.
id.id.
Era pod. di Gual. Pietro Bucci not. di Bresc. che vi rimase sino al
febbr. 1578
pag.151
1575 14 maggio
Il duca al gov. di Bresc.
“Cap. Lazzaro, questi frati di S. Francesco ci fanno intendere che
sono per fabbricare la loro chiesa, et che non potendo che esser lo-
ro di gran giovamento il favor nostro, ci supplicano che non gli sia
negato nelle cose oneste, il che vogliamo che facciati essendo ragio-
nevole…”
Si trova Michele Nizzoli di Alessandro not. di Bresc.
pag.152
1575 22 luglio Parma
Il vescovo di Parma al pod. di Bresc.
“…mi par dura cosa che il duca abbia dato commissioni ch’io non
sia lassato intrare in Bersello per visitare, non potendomi imagina-
re che sia mente sua di far contravenire ne alla mia ragione ne a
gli ordini del Sacro Concilio Tridentino. Io posso visitare Bersello
e come ordinario del luogo e come delegato della Santa Sede Apost.”
Bresc. Eccl.
La proibizione fu mandata per bocca al Vescovo dal cancell. del pod.
id.
Il gov. di Bresc. ha inteso che il vescovo di Parma da Poviglio dove-
va passare al Mezzano e di la’ recarsi a Bresc. Non lo lasci entrare
se non sara’ munito di lettere ducali.
Arch. di St. Mod. Lett. Uff.li
luglio
Fu eletto per medico Ferd. Nizolio ma poi annullato per molte cause
fra le quali quella di essere odiato dal popolo “e di lui quasi niu-
no si serve per la sua inscienza”.
Pomponio Torelli aveva la palazzina in feudo o livello dal duca e pa-
gava un censo di lire 8 a Brescello, alla camera ducale, pagamento
che si faceva con dichiarazioni di ubbidienza.
pag.153
1575 14 nov.
Il comune scrive al duca dolendosi della continua lesione che Gio.
B. Genesino daziario faceva ai loro capitoli e andranno per tribunale
se il duca non provvedera’.
Arch. di St. Mil.
pag.154
1576 2 febbr.
Si manda da Ferrara il quaresimista P. M.o Lorenzo da Rimini.
Bresc. Eccl.
12 febbr.
Essendo passato il tempo della solita elargizione, suor Paola Pamella
abbadessa scrive al fattore Giodo Coccapani per averla.
id.id.
27 marzo
Lazzaro di Marci informa il duca che in questo giorno ha incontrato
il card. Morone e gli ha fatte le offerte scrittegli; gli ha dato pa-
ne, pesce, olio, vino e malvasia qual ha accettato ringraziando.
Bresc. Eccl.
4 apr.
Alessandro Farnese vice cancelliere apost. e protettore della univer-
sale Corp. del Corpo di Cristo in S.ta Maria sopra Minerva dei Predi-
catori estende alla Confr. del SS. di Bresc. le indulgenze che quella
godeva.
id.id.
1576 26 nov. Bresc.
Lazzaro di Marci informa il duca che essendosi presentato Lorenzo Gatti
di Firenze per prendere possesso dei beni dell’abb. a nome di Aless.
Pucci et avendogli mostrato le bolle gli ha dato il possesso come da
ord. duc.
id.id.
pag.155
1576
“Feci conoscere che non e’ esistito lo scultore Tommaso Casignola,
ma soltanto Giacomo, e a maggior notizia di cio’ porto che a di’ 15
giugno 1576 -Isabetta filia q. Antonii de Ferrariis brexellensis
ad presens uxor Iacobi Castagnole mediolanensis sculptoris semi agro-
te-faceva testamento. Desiderava esser seppellita nella chiesa della
S. Trinita’ a Monte Pincio e lasciava erede universale il marito.
fatto in casa dei coniugi a Campo Marzio. Not. Curzio Saccoccia,
(1574-1586) foglio 7″.
Ant. Bertolotti - Giunta agli artisti lombardi in Roma- Arch. Stor.
Lom. X p. 109
marzo
Il gov. fa pubblicare la grida sopra lo scaricare archibugi il 27
e 28 di febbr. e il primo di marzo secondo il solito.
In questo mese il gov. va dalla principessa di Guastalla per trattare
circa i banditi con lettera ducale.
IL Crostolo rompe e invade Campo Rainero.
Il Fogarino era nel territ. di Gualtieri.
1576-77 furono anni di peste.
pag.156
1576 febbr.
Ferd. Nizolio medico pubblico, avendo controversie per il suo salario
domanda al duca che gli faccia ultimare la causa. Era giudice il gov.
e facenti le parti del comune Marino Cattani di Mil. e Tirelli di Po-
viglio.
Particolari.
pag.157
1576
Alessandro Pucci fiorentino prese il dottorato a Pisa nel 1565, fu
canonico nel 1570, nel 1576 ebbe l’abbazia di S. Genesio. Fu ucciso
da uomo furioso nel 1601. Uomo colto ebbe solenni funerali che furo-
no descritti da Michelangelo Giani per le stampe nel 1601.
V.i a p. 279 del “Monumenta Sanctae Ecclesiae Florentinae composita
et digesta a Joanne Lamio” Florentiae 1758.
1576 10 apr.
Il gov. al duca
Sospetto di peste; si respingono a suon di archibugiate quelli che
vogliono entrare per terra o per acqua nel territ. di Bresc. Si no-
tano carri tirati da muli “senza sonagli”.
27 aprile
Tolto il mercato.
In quest’anno si comincia a trovare spesa la somma di scudi 20 d’oro
per 2 speroni d’argento dorato che il duca di Ferrara pagava a Manto-
va per Bresc.
pag.158
1576
Giordano Bruno pel Po va a Venezia.
1576-97
Brescello proroga agli Ebrei Foa’ il Banco.
Carte 119
6 aprile
Il comune supplica il duca che si ottenga anche per Bresc. il Giubi-
leo il quale e’ arrivato in tutti i luoghi “fuorche’ nella terra no-
stra et perche’ Bresc. e’ di niuna diocesi e per conseguenza non sappia-
mo da chi far ricorso et desideriamo come li altri viver christianamen-
te”.
Il capit. Marci veniva tacciato di guastare le fortificazioni facen-
dovi pascolare un “paio di vacche Bergamine”.
Egli aveva in affitto i terragli.
pag.159
1576 1 giugno
Passa per Bresc. Bartolomeo segret. del Re di Francia insieme a Clau-
dio Pancado e Domenico corriere del re che vanno a Ferrara per nego-
ziare col duca.
9 giugno
Gabriele del Bove di Viadana camerl. di Bresc. per 5 anni: garanti-
scono per lui Agostino Cugini, Mario de Razoli, Pietro de Pucci, Bia-
gio de Melini tutti di Bresc.
Antenore Scallabrino salinaro.
pag.160
1576
Gualtieri di Enzo Bentivoglio gia’ in feudo al m.se Bent. e’ della
diocesi di Parma soggetto nello spirituale ma nel temporale al duca
nostro.
Azzari Ottavio - Compendio di Storia di Reggio- Reggio - Bartoli 1623
Luglio
Grida per la peste riguardanti Venezia, Padova, Milano e distretti.
Vi furono questioni coi daziari.
23 agosto
Il com. al duca
Il capit. Marci voleva che i molini stessero 40 braccia lontani dalle
Piarde e, non essendovi corrente, non si macinava.
9 agosto
L’arciprete Bartolomeo Piacentini era moribondo e il comune domanda
che si nomini don Luigi Masi di Argenta.
13 agosto
Il conte Camillo Gonzaga di Novellara dava ricetto al capit. Pietro
Giov. Ghezzi ed ad altri banditi per l’uccisione di Ipp. Grassi in
Bresc. avvenuta prima del nov. 1575 “di notte spesse volte vengono
in questo teeritorio con armati et vano per le case minacciando di
voler amazare et usano altre parole et cose inconvenienti et tengono
tutto questo paese in timore, perche’ vengono sempre d’improvviso”.
Il Marci possedeva un molino in Argenta e aveva fondi in Romagna.
9 sett.
Il gov. per sospetto di peste rompe il commercio coi luoghi vicini.
In ottobre la peste rovinosa a Venezia.
1576 10 ott.
Il Bent. al duca
Scrive che parte della botte e’ rovinata ma non come si pensava.
Ne sono rovinate da 3 a 4 pertiche e spera di riaccomodare tutto e
provvedera’ ad adoperare la calce e le pietre che aveva unite per fa-
re una sua casa.
pag.161
1576 16 dic.
Il gov. Marci nega la patente di sanita’ a Giac. Malatesta che passa-
va il po’ con 3 barche venendo da Bergamo. Gli diede per guida il
“Parone Francesco Ferraguto” che doveva con un burchiello precederlo
alla Stellata.
Ufficiali
pag.162
1577
Compagnia del Luogotenente Agostino Cusini uomini 38
1578
Compagnia del capit. Orazio Doria uomini 30
3 genn.
Paola Pomela abbadessa prega per la solita elemosina il duca.
4 febbr.
Pietro Coccapani era pod. e Lazzaro di Marci Gov.
9 aprile
Si pubblica una grida contro il vago pascolo che era la rovina delle
campagne.
pag.163
1577 5 maggio Bresc.
Nominato arciprete del luogo Don Luigi Masi; all’arcip. si da’ il ti-
tolo di Mons.
Bresc. Eccl.
16 giugno
Pratiche per la spedizione della Bolla di nomina del Masi; l’esibito-
re di quella sara’ un frate di S. Francesco.
id.id.
16 luglio
L’abb. suor Paola Pomella prega il gov. di far nominare il loro cap-
pellano in sostituzione del morto.
id.id.
La chiesa di Bresc. aveva di rendita tra fitti e livelli lire 392,
cioe’ in tutto ducati d’oro 56.
pag.164
1577 14 maggio
Antonio Guerrini delegato del duca sentenzia sopra le differenze che
vertivano fra Castelnuovo e gli uomini della giurisd. di Bresc.
pag.165
1577 18 luglio
Il gov. ai fattori
“Si e’ dato principio a salegare una strada qua in Bersello nella qua-
le la camera di S. A. vi ha una casa gia’ di Nuccio Avanzi (che fu
confiscata per omicidio) ed e’ uso che ognuno che tenga la facciata
e ragione delle sue cose debba pagare la fattura dei muri e comprare
le pietre per salegare dai lati; la comunita’ poi mettera’ tutti i
giaroni per il mezzo delle strade, tutto il sabione e ogni altra cosa
che abbisognera’”.
pag.166
1577 Brescello
Sentenza con Castelnovo di Sotto
C.S.N. 3895 - Camera ducale estense
10 agosto
Il duca scrive ai suoi orat. in Roma che la Bolla presente la fac-
ciano spedire a nome di don Giov. Luigi De Masi di Argenta.
12 sett.
Il gov. pubblica una grida contro i malviventi
“…molti uomini di mala sorte vanno insieme per questa giurisd. di
Bersello di giorno e di notte disturbando la quiete pubblica mole-
stando e rubando or questo or quello…Ordino che quando appaiono
sul territorio si debba andare alla chiesa e dare alla campana a mar-
tello et piu’ venire a denunziarlo sotto pena di scudi 25 e 3 tratti
di corda…tutti dovranno correre alla chiesa tanto soldati della mi-
lizia quanto non soldati e dar la caccia ai malviventi…”
pag.167
1577 7 ott.
Il gov. al duca
Si e’ imbarcato a Bresc. Gusmen de Silva ambasc. straord. del re Cat.
a Venezia il quale ha dimorato a Parma per 4 mesi.
pag.168
1577 Brescello
Margherita Gonzaga moglie di Alfonso II figlia di Guglielmo, aveva
allora 16 anni.
12 nov.
Batt. Montecatini da Bresc. al fattore Coccapani.
Gli raccomanda il fisico Ferd. Talenti per una sua causa.
pag.169
1577 1 dic.
Nota delli terreni di sua Altezza in Campo Rainero dentro alla Viazza,
fino all’arginello del pascolo e ai confini di Correggio.
Non sono detti i nomi delle terre. Si accenna ai quarti e ai sesti
della terra nella lettera dei fatt. gen.li che domandano questa nota;
probabilmente sesti non ve ne erano. Sono tutti appezzamenti di 1-2-3
4 biolche e qualche staio, alcuni meno di una biolca.
pag.170
1577 6 dic.
Il gov. aspetta ordini dal duca; non si erano liberati i prig. di Gua-
stalla. Il di’ prima cavalcando tra il forte di Sorbolo e Poviglio si
era imbattuto in cavalleggeri nemici che conducevano un grosso botti-
no di bestiame predato nel reggiano. Si decideva ad inseguirli catturan-
do 3 cavalleggeri della compagnia di Pietro Gonzaga, un cavallo friso-
ne e un suo luogotenente; se non si fossero trovati cosi’ vicini al for-
te di Sorbolo nel quale si ritirarono (i nemici) si sarebbe tolto loro
tutto il bottino. I capitani nemici chiedevano la liberta’; chiede i-
struzioni.
31 dic.
Grida del gov. Marci che proibisce spari notturni con archibugi e “fa-
re ballare in casa ne’ sonare ne far sonare forte alcuna d’instrumen-
ti in casa sua ne’ d’altri, ne’ suso le vie pubbliche e private e far
ballare sotto pena a chi contraverra’ di scudi 25 d’oro tanto alli so-
natori quanto alli padroni delle case dove sonaranno e si faranno bal-
li”. Si ordina inoltre che nessuno, nemmeno i soldati della milizia,
portino armi di notte.
Bresc. Militare
pag.171
1578 24 genn.
Il camerl. di Bresc. ai fatt. gen.li
Il duca ha bisogno di denari; si faccia in modo di versarne il piu’
possibile.
8-16 genn.
Pietro Coccapani pod. di Bresc. e Manfredo Gobetto ai fattori.
Gli uomini di Gualtieri hanno diviso quella parte di Campo Rainero
che S. A. si riservo’ nel donativo che fece a Cornelio B. Costui se
ne ebbe a male e ha fatto imprigionare i consiglieri di Gualt.
Il fattore di Campo Rainero percepiva lire 10 il mese.
2 genn.
Il gov. per ordine del duca fa una grida in cui avverte che “il banche-
ro di Bressello dovesse per l’avvenire prestare denaro sopra pegni
quanto per instromenti al 20 %.
Altra grida circa il taglio degli alberi fatto abusivamente.
2 febbr.
Giulio Pratonieri not. di Reggio fu pod. di Gualt. Vi stette 2 anni
e fu poi “visconte della Stellata” ove era anche nel 1583.
pag.172
1578 20 aprile
Si ricorda don Bartolomeo Piacentini rettore della chiesa di Bresc. che
pretendeva aver crediti sui beni del capit. Pietro Giov. Ghezi per
livelli di terre donati alla chiesa dal 1566 al 76.
24 aprile
Ordine di pagamento a Prospero Rossini in favore del mastro Giovanni
da Graglia saleghino da levarsi sui denari della strada di Bresc.
pag.173
1578 20 maggio
Tiberio Scardova ai fatt. gen.
(Era un ottimo Calligrafo) Nota che l’uff.le delle acque in Bresc.
e’ detto “battifango”.
7 maggio
Grida:”Perche’ sono alcuni troppo ambiziosi et con poca reverenza del
loco et senza timore di N.S. Iddio, vano rimovendo et rompendo i stal-
li che sono nella chiesa maggiore di Bressello…volendo provedere a
tali et altro scandoli che potriano nacere per tale effetto…comanda
che tutti quelli che hanno stalli et banche nella chiesa suddetta,
debbano per tutto domani averli levati via, sotto pena di lire 25 imp.
e di perder li stalli…”.
pag.174
15 maggio
Bolla di nomina di don Masi Luigi ad arciprete di Bresc. fatta da Pa-
pa Gregorio.
Bresc. Eccl.
23 luglio
Si voleva fare in rocca un granaio capace di 8000 staia di frumento
e il gov. proponeva l’ambiente ove da 50 anni si teneva il sale il
quale e’ basso e presso l’acqua delle fosse e in inverno circa 2 brac-
cia sotto l’acqua di esse, percio’ il Gobetto credeva dovesse abbando-
narsi l’idea tanto piu’ che in altri luoghi indicatigli vi erano l’ar-
meria, corde, archibugi e altre munizioni.
Luglio 31
Grida contro i banditi che infestavano il territorio di Boretto e il
porto d’armi.
pag.175
1578 agosto
Vengono assassinati sulla strada da Bresc. a Parma, un miglio e mezzo
lontano da Bresc., due frati certosini che venivano da Mantova. Si cre-
de che uno degli autori fosse Giac. Ant. Mellini di Bor., pessimo ar-
nese imputato siccome autore di furti, assassinii, stupri di donne e
colpito da piu’ sentenze. Nel sett. del 1580 fu catturato a Piacenza e
il pod. Coccapani ne domandava la consegna al duca di Ferrara.
pag.176
1578 21 ott.
Coriolano Scardua ai fatt., subconduttore di Camporainero dice che ivi
vi e’ un prato del “Pra’ Cornachia” che deve essere prosciugato per
averne qualche utilita’. Tutti i vicini e confinanti hanno bonificato
i loro.
pag.177
1578 Brescello - Strada di Reggio-C. S. V. n. 1602-603-1637
Camera ducale estense.
Don Sopranzo Salvini cappellano del monas. de’ Benedettini manda a
Ferrara una relazione per provare che Bresc. era nullius.
28 nov.
Giov. Federico da Bresc. domanda il pagamento di una pioppa che 4 an-
ni fa gli fu presa per uso della rocca.
19 sett.
Il pod. Coccapani avverte il duca che si teme stia per morire il gov.,
il quale, come si rileva da una lettera di Corn. Bent. del 23 sett.,
mori’ il giorno predetto alla sera. Il Bent. dispose che messer Giulio
prendesse il governo dei soldati.
29 sett.
Giulio di Marci, figlio di Lazzaro, pubblica la grida per lo studio.
pag.178
1578 18 dic.
Coriolano Scardua scrive da Campo Rainero ai fatt. gen. che a causa
di un arginello fatto dai mezzadri del conte Scajuola a Castelnuovo,
attaccato da un lato all’argine del Traversagno e dall’altro col pra-
to della Cornacchia, impedisce lo scolo delle acque e insiste sul-
la necessita’ di far demolire il lavoro.
pag.179
1579
“Il nostro duca havendo prima fatto fabricare un bellissimo bucintoro
con spesa di 4000 e piu’ scudi, fu a levare Madonna Margherita Gonza-
ga figlia di Guglielmo duca di Mantova sino a Viadana luogo nobilissi-
mo del mant. posto su il Po all’incontro di Brissello fortezza di esso
duca Alfonso, dove esendo venuto con Madonna sua figlia il duca Gugl.,
doppo i soliti complimenti se ne ritorno’ a Mantova ma il duca nostro
con la novella sposa fu a Reggio…”
V.i Faustini Agostino: Quattro libri aggiunti alle Historie Ferraresi
del S. Greppi Sardi.
misc. est. VII C. 7. all’anno
pag.180
1579 2 febbr.
Il duca manda per la quaresima il frate Giac. de Rondi, bacelliere.
Arch. di St. Modena Lett. Uff.li
16 febbr.
Una lettera del camerl. ricorda un medico Talenti gia’ morto.
Lorenzo Ribolati fattore della camera dice di aver fatto piantare
pioppi attorno agli argini ma che vengono rubati.
pag.181
1579 18 marzo Roma
Gregorio XIII accorda a Corn. Bentiv. il permesso di poter far dire
messe in casa.
5 marzo
Giulio Marci scrivendo ai fattori dice che suo padre aveva lasciato
in Bresc. molti debiti.
Part.
1579 30 marzo-1593 21 gennaio
Passo’ al gov. Boschetti Paolo Emilio gentil. modenese cav. di S. Mi-
chele.
pag.182
1579 1 aprile Modena
Emilio Boschetti al segr. Ant. Montecatini a Ferrara
Informa di aver mandato le sue cose a Bresc. e aspetta la lettera per-
che’gli venga consegnato il governo su Bresc.
9 Aprile
Il Boschetti contava di essere a Bresc. nella prima settimana dopo
Pasqua.
24 aprile Bresc.
Il Boschetti ai fatt. gen.li
“Questa settimana santa sono tirati cosi’ crudeli e tremendi venti
che hanno scoperta buona parte della rocca et fracassato le invetria-
te delle finestre, onde fa bisogno farle conciare, se vogliamo che vi
si possa stare…”.
Si incomincia il “Liber Proclamatum Ducalium et Ill.mi Comiti Emilii
Gub. in terra Brexilli”. Lo scriveva Gio Hippolito Grazioli not. mod.
del gov.
pag.183 184 185 186
Grida sopra la campagna
1579 23 aprile
Per la presente pubblica grida S. S. Ill. ordina proibisce et coman-
da che niuna persona di qual sia stato conditione o preminenza la qua-
le avesse licenza per il passato dal pred. sig. duca di poter andare
alla caccia sotto qualunque tenore possa ardisca ne presuma andare ad
uccellare ne a cacciare con augelli da rapina, ne con bracchi o cani da
retta, ne con levorieri ne segussi, ne con altra qualita’ de cani ne
con copertori ne con altro modo guisa et forma la quale si possa dopra-
re in pigliare alcuna sorte d’uccelli, come pernici, faggiani, quaglie
et qualonque altra sorte simili ne meno lepori, caprioli, porci cingia-
li ne altra qualita’ di salvaticine ne per essa tirare d’archi, ballo-
tare, balestre ne schioppi ma in tutto et per tutto riguardare detta
campagna con tutte le dette generationi d’uccelli et selvaticine che in
essa si trovino di tempo in tempo per lo solo uso et ricreatione di
Sua Altezza sotto pena di perdere cavalli cani et uccelli ch’havessero
et di pagare ducati 50 per ciascheduno contrafacente per ciascheduna
volta et per ciascheduno uccello o altra salvaticina che fosse presa o
ammazzata da applicarsi per due terzi alla camera di sua Altezza e l’al-
tro terzo all’accusatore. E acioche meglio si possa saper se alcuno
contravenira’ a questa volonta’ sua Sig. Ill. comanda che ogni et qua-
lonque cittadina come cittadino la quale vedra’ alcuno che sia o fosse
in guisa alla caccia over ad ucelare debba e sia obbligata a venir su-
bito a denuntiarli a sua S. Ill.ma altramente incorrera’ in tutte le
medesime pene sopradette nelle quali incorerano coloro che contro la
forma della presente grida andrano a cacciare et ucelare.
I contrafacenti seranno irremisibilmente puniti et chi non havra’ modo
di pagar denari sara’ castigato nella propria persona con aspre puni-
tioni ad arbitrio di S. Sig. Ill. Et perche’ sia havuta maggior rive-
renza a questa sua ordinatione S. Sig. Ill. vuole che il padre sia
tenuto per il figliolo et il padrone per il servitore a quella pena
che a S. Sig. Ill. parra d’arbitrare secondo la qualita’ della diso-
bedientia. Et ancora si comanda a tutti i cittadini et contadini di
questa giurisd. che non possano tenere cani senza tenere lor
ligato al collo uno bastone sotto pena di lire 10. Comanda inoltre
sotto la stessa pena che niuna persona possa andare per la detta giu-
risd. con i cani sciolti ma che ognuno che passara’ con cani sia obli-
gato menarli legati. Comanda ancora che per detta campagna non si
possa andare con cani levrieri ne con brachi ancora che non avessero
lasso ne meno mandare famigli e servitori e che nessuno possa impre-
stare suoi cani ad alcuna persona sotto pena di scudi 50 d’oro e di
essere tolto non solo alle persone che hanno in prestito i cani ma
anche ai padroni. Proibendo maggiormente l’andare con cani da rette
sotto pena di scudi 100 d’oro se sarano i padroni che vi mandino et
se saranno servitori sotto pena della galera per 5 anni. Le pene pe-
cuniarie siano applicate per due terzi alla camera di S. Altezza e
per l’altro terzo all’accusatore il quale sara’ tenuto secreto et gli
sara’ creduto con suo giuramento et col detto d’un testimonio degno
di fede ad arbitrio di Sua Sig. Ill. Riservandosi Sua Sig. autorita’
di poter minuire et moderare le dette pene et anco crescere et altera-
re secondo la qualita’ dei casi et delle persone.
Arch. di St. Modena Cancelleria ducale - Carteggio e documenti di Ret-
tori. Brescello - Registro di Gride a carte 1.
2 aprile
Grida
A tutti fa sapere volendo provvedere che in questi tempi la terra sia
netta et purgata da ogni lordura la quale potesse causare qualche ma-
le nelli huomini…vuole che in termine di 3 giorni debba aver nette
et purgate la sua casa de letami, ruschi et ogni altra cosa
dentro o fuori che manasse fetore, conducendola fuori della terra di
Brescello lontano almeno mezzo miglio e questo sotto pena di lire 5
imp… piu’ quelli che tenevano in Bresc. “cavaglieri” cioe’ beghi
da seta debbano ogni giorno portar via i letami di essi.
pag.187
1579 29 aprile
Il duca domanda al gov. Boschetti di poter tenere un burchiello sul
Po per aver notizia delle navi che passano.
7 maggio
Grida che proibisce di passare il Po di notte e la pesca nelle fosse
di Bresc. e suo territ.
10 maggio Grida del gov.
“La poca coscientia che regna in alcuni contra la poverta’ e questo
perche’ voriano poter vender la robba piu’ di quello che vale…ordi-
no che nessuno possa vender la legna forte piu’ di soldi 7 il passo
e la dolce 5, sotto pena di perder la legna la quale sara’ dispensata
da sua sig. alli poveri per 2 terzi e l’altro terzo al denunciante.
Proibisce l’asportazione della legna perche’ la terra sia piu’ opulenta
et abondante per la poverta’.
pag.188 189
1579 1 maggio
Grida sopra il tenere netta et purgata la terra di Bersello
Volendo il molto Ill. Sig. Gov. di Bersello conte Paolo Emilio Bo-
schetti gentilhuomo modonese a tutto suo potere che la terra stia
netta et purgata d’ogni lordura la quale potessa causare qualche male
nelli huomini per la presente sua pubblica grida vuole et comanda che
ogni persona di ogni grado et conditione che abita nella terra di Ber-
sello debba nel termine de’ 4 giorni prosimi a venire haver netto et
purgato la sua casa et contrada de letami ruschi et ogni altra cosa
che fosse dentro o fuori che menasse fettore conducendola fuori della
terra di Bersello lontano almeno mezzo miglio sotto pena de lire 5
comprendendo anco tutti quelli contadini che hanno case dentro di Ber-
sello che debbano far purgatione ogni mese sotto la medesima pena.
Inoltre Sua Sig. Ill. fa intendere a tutti quelli che hanno da fare
apresso la fossa del Dusilo debbano cavare o far cavare per tutto il
presente giorno detto Dusilo e non cavando o facendo cavare incorrono
nella pena di lire 25 applicate come sopra.
Ancora Sua Sig. Ill. comanda a tutti quelli che hanno e tengono porci
qui in Bersello debbano per tutto il presente giorno averli rinchiusi
stando che sono di molto danno alla muraglia et fortificatione et con-
trafacendo caschino nella pena di lire 5 applicate come sopra.
E piu’ comanda che tutti gli cingani che si trovino su quello di Ber-
sello et suo distretto debbano nel termine di 3 giorni prossimi levar-
si via con tutte le lor bagaglie et robbe et se non si leveranno incor-
rano nella pena di 50 scudi d’oro e di tre tratti di corda da essergli
data in pubblico et anco che tutti gli paesani siano tenuti dargli die-
tro et non li dando dietro incorono nella medesima pena essendo mente
di Sua sig. Ill. che non vi stiano et habitino per benefitio del pu-
blico ne anco presumino metter il piede su questo distretto senza li-
cenza di Sua Sig. Ill. sotto la pena sodetta.
Arch. di St. Mod. Canc. Duc. Cart. e doc. di Rettori. Brescello
Registro di gride a carte 6.
pag.190
1579 7 maggio
Giulio Pratoneri ufficiale duc. in Gualt. si trovava travagliato da
persecuzioni spoglio di carte pare a Mod. e a Reggio da cui era
fuggito, chiede aiuto al cons. duc. Gio Maria Crispo a Ferrara.
Il Pratoneri era not. di Reggio e gov. di Gualt. per il Bentivoglio
e istrui’ il processo fra quelli di Gualt. contro Giberto, Fabrizio,
e Alessandro e Camillo da Correggio ad istanza di Franceschino Baffo
sindaco della camera del luogo a nome del Bentivoglio per stabilire
il loro concorso alle spese delle bonifiche. La sentenza fu a carico
dei Correggio ai quali toglieva terre poste in Campo Rainero e le da-
va alla camera marchionale. In questa circostanza si trovano nominati
gli statuti di Gualtieri.
pag.191
1579 24 maggio
Conti di Manfre’ Gobetto sindaco della camera duc. a Cesare di Margi-
ni vedraro di Reggio per aver fatto le vedriare di rocca e averle
sgavate (tolte) per aver messo in opera occhi n.136 di quei della du-
cal camera a soldi 1 per occhio lire 6 e soldi 16.
E piu’ occhi 201 a soldi 1 danari 6 per occhio
E piu’ per triangoli per dette finestre in numero 19 fatte di novo
a soldi 10 il cento.
E piu’ per la sguvatura di 22 finestre a soldi 12 per fenestra morta.
E piu’ per aver conduto le robbe per venire a Bersello et andare a
Reggio lire 3.
E piu’ per la giornata per venire a Bersello lire 2 e soldi 5.
In tutto la spesa era di lire 41.15.6 de soldi.
Dai conti del Gobetto si rileva che in rocca vi era una stalla.
Brescello fortificato.
pag.192
1579 7 giugno
Manf. Gob. ai fatt.
“Quanto alla fabrica del Molino di Campo Rainero si fabrica alla ga-
gliarda”
“Ho fatto il precetto a mes. Biagio Melino, et a mes. Alessandro Nizo-
lio da Boretto sigurta’ della gia’ madonna Leandra Talenta per la casa
del sale del magazzeno.”
30 giugno
Il duca ordina al gov. Boschetti di fare gli studi “perche’ si possa
fare “un taglio in Lenza per divertirla da Bersello” a questo si oppo-
nevano i Pazzaglia. Vi sono 200 pertiche di misura da Lenza al Po, e
facendo il taglio si stara’ un pezzo senza fastidio a Bersello. Pre-
ga mandare il Camuncola.
Gli studi li facevano: Ton Baratta, Bernardo Fiore, Marco Minale, Se-
bastiano Cavedagna,…” riferiscono che il manco danno e’ imboccare
Lenza lontano dai confini del Vescovado di Parma 40 pertiche et venire
verso il Po lasciando le case delli Pazaja dalla banda della fortezza,
et quello de Buratini (Borettini) verso il vescovo, et il cavo da far-
si potra’ essere piu’ di 200 pert. circa.
6 giugno
Coriolano Scardua sub. conduttore di Campo Rainero si duole con i fatt.
gener. che i regiani hanno fin dall’antecedente anno tolta l’acqua ai
molini duc.
8 giugno
Essendo con rottura evaso dalle prigioni della rocca Ercole Cugini,
il gov. fa una grida per trovarlo, e scoprire i manutengoli che gli
forniscono gli istrumenti.
25 giug.
Altra grida in cui si proibisce di andar per la terra di notte “passa-
to il botto delle 2 hore senza lume”, sotto la pena di scudi 25, e 3
strappi di corda, ordina che sotto il lume non si possa andare piu’ di
3, il qual lume ha da essere una lanterna a 3 luci, al modo di Ferra-
ra, proibendo tutte le altre sorte di lanterne et si debbano portare
discoperte et serrate (sic).
17 agosto
Gaspare Fulignati da Camporainero scrive ai fatt. gen. che mancano le
acque per macinare tolte dai reggiani.
24 sett.
Grida per la giusta misura
“E di piu’ d’ordine come di sopra si comanda a qualunque persona …
e tenga quantita’ di mezene persuti di porchi salati …debbano darli
in rata sotto pena della perdita di esse carni…”
Vi era sospetto di peste.
24 sett.
Altra grida:”La puoca conscientia che tengono li spetiali di cotesta
terra, nel dare medicine per bocha alli amalati et questo senza licen-
za del medico di codesta comunita’deputato e pagato per cio’…detti
spetiali che per l’avvenire non debiano dare cosa alcuna pertinente
alli amalati senza licenza del medico sotto pena di 25 scudi d’oro…”
pag.193
1579 21 lug.
Grida contro i banditi che infestavano il Brescellese.
Per la pubblicazione, tra altri e’ segnata da Michele Nizzoli, e dal
not. Ipp. Grazioli.
pag.194
1579 25 lug.
Paolo Emilio Boschetti gov. di Bresc.
Si costruiva da Manfredo Gobetto alla casa dell’Ebreo, di commissione
del duca, il granajo, egli pensa che sotto vi si potrebbe fare una
stalla pel servizio del duca, ed altro. Bresc. Fort.
pag.195 196 197 198 199
1579 3 sett.
Sopra la peste.
Havendo inteso il ser. sig. don Alfonso II duca del movimento qual
fa di presente la peste nelle terre et luochi imfrascripti volendo
S.A. con ogni possanza et riparo mediante l’aiuto de sua Divina Maesta’
perseverare questa sua terra de Brescello et suo contado da tale con-
tagione per la presente sua publica grida, inherendo alle altre sopra
cio’ fatte, bandisce le terre et luoghi che qui disotto si nominarano,
comandando che non sia persona alcuna de qual grado, stato, conditione
o ancorache ecclesiastica che venga dalle infrascripte terre et luoghi
con robbe bestie o con qualsivoglia altra cosa, nianco con fede di sa-
nita’, che ardisca passare venire, entrare o alloggiare in questa sua
terra ne’ per terra ne’ per acqua senza spetial licenza dell’ill. sig.
gov. o da conservatori della sanita’ in scritto, sotto pena della for-
cha e della confisca de tutti suoi beni, applicati per la terza parte
alla camera un terzo alla fabrica del Boschetto di S. Roccho e l’altro
terzo allo accusatore il quale sara’ tenuto secreto comandando anco a
tutti i paroni, lanaroli, molinari, pescatori et paghatori de fiumi
che non ardisca condure nelle loro navi in questa terra ne suo contado
ne passare persone, bestie o robbe che vengano dalle infrascripte ter-
re sotto la medesima pena sopra ditta.
Comandando a tutti li hosti, tavernari alloggiatori a camera che non
ardisca alloggiare alcuna persona che venga dalle infrascripte terre
bandite sotto la pena predetta, proibendo che niuno forastiero ardisca
ne presuma entrare o alloggiare in questa terra di Brescello o suo do-
minio se non avra’ fede autentica che venga da luoghi non sospetti et
che niuno possa dare alloggiamento ad amici o parenti neanco con paga-
mento senza espressa licenza del gov. o da uno di essi Conservatori.
Et perche’ dalli infrascripti luochi sogliono venire assai persone con
mercantie, robbe et ancora zavatini et fachini maschi et femine in
questa terra et contado da quali si potria facilmente portare qualche
contagione, comanda che niuna persona con robbe o senza ardisca venire
in questa terra o a casa sua propria et parimente niuno abbia ardire
accettarla in casa senza spetial licenza dell’ill. gov.
(Medesima pena)
Similmente si comanda a tutti i forfanti, questuarij, mendicanti, fo-
rastieri canta in banco, herbolati, bagatelieri, comedianti et cingani,
fra il termine de giorni 3 doppo la pubblicatione de qu
Venerdì 29 Febbraio 2008 alle
Volume IX
1570-1599
pag.101
1570
Da una informazione di una causa vertente gli aggravi fatti ai bene-
dettini per le bonifiche di Brescello e Castelnuovo, si dice: “Lo
ill.mo sig. Cornelio (Bent.) avendo ancor lui animo di bonificare
questo Castello Gualtiero et como si dice le valle di Bresello volse
condurre il Crostolo per un cavo dalla Ca del Magnano o vero Tre Pila-
stri per li confini di Guastalla et Brescello in fino al Po’ et per
natura degli confini et mala sorte del territorio reggiano il detto
canale va per il diritto all’insu’ contra il Po’ et e’ stato adiman-
dato il Bentivoglio etc… et ha pochissima decaduta et fu detto vo-
lergli far un naviglio…”
Fu fatto a spese dei laici ed ecclesiastici.
(Alleg. Citate)
26 genn.
Il gov. Caula ordina che 12 fanti della comp. di Milano ogni notte
afforzino le guardie e domanda aumento di soldati.
Era camerl. Giuseppe Sgiavardo.
pag.102
1570 28 genn.
Lettera del Gov. al duca per pesca controversa dal viadanese.
Si legge:”…volendo il camerl. di Brescello far un giaccio per pi-
gliar del pesce (giacchio = rete)”.
Acque
31 genn.
Il duca ordina al gov. Camillo di mandare a Modena per la guardia
12 uomini di ogni compagnia.
6 febbr.
Viene inviato Antonio Cugini agente della comunita’ al duca.
Portava il Dal Bisogno per avere un grifo rampante. Il gov. voleva
entrare nelle cose che spettavano al pod.
pag.103 104 105 106
1570 2 aprile
Sentenza prime di Meser Antonio Guerino
Io Antonio Guerino sustito (sic) dall’ill. et Ec. sig. duca Alfonso
II duca di Ferrara e Modena e in luogo suo a determinare le differen-
ze fra l’ill. sig. Cornelio Bentivoglio da una parte e la Comunita’
di Brescello, Borretto et Lentesone dall’altra per causa della bonifi-
catione di quei paesi, come piu’ largamente appare nell’instrumento
d’essa sustitutione rogato per il sig. Gio. Batt. Pigna nottaro e se-
gretario di sua eccellenza il primo marzo 1570 per tanto avendo udit-
to cio che dalli Periti dell’una et l’altra parte mi e’ stato allega-
to per fondamento delle lor raggioni et essendo insieme con essi anda-
to su i luoghi delle controversie per chiarirmi della verita’, final-
mente havendo veduto et considerato maturamente tutto quello che dall’
una parte et dall’altra m’e’ stato mostrato in fatto et havendo insie-
me veduto gli effetti delle chiavicche principali e condotti, argini
et ogni altra cosa pertinente ad essa bonificatione, invocato il nome
del Signor Dio, dico, e pronuntio nel modo infrascritto videlicet:
che cominciando al Ramo del Po’ intestato et all’arginamento fatto al
luogo detto il Giarone del Commissario, ho trovato detto Giarone fi-
nito e star bene, et finalmente finiti et star bene e perfettamente
l’intestatura del Po’ predetto.
Dico ancora che gli argini fatti al condotto chiamato la Naviglia dal
detto luogo del Po’ fino alla chiavica detta La Chiavica di Galasso
esser finita perfettamente e star bene;
Dico appresso, che considerato l’argine del Bentivoglio cominciando
alla chiavica nuovamente fatta nel ramo del Po’ morto andando all’insu’
fino alla Scaloppia, dove dicono finirsi la parte, ch’ha da fare l’
ill. sig. Cornelio, che quando il detto argine sara’ piu’ alto un mez-
zo braccio e piu’ largo un braccio dell’argine che e’ dall’altra parte
di esso Bentivoglio, cioe’ di quello di Guastalla, allora si potrano
chiamare sicuri e finiti perfettamente.
Dico ancora, chel cavo fatto sopra Brescello per condur l’acque vive
che vengono di Parmeggiana nel Po’ et l’argine fatto dalla parte mez-
zo Brescello per riparo delle rotte di Lenza e del rigurgitare del Po’,
star bene et esser finito perfettamente.
Dico ancora che le chiavicche infrascritte vedute e ben considerate da
me, cioe’ quella alla Casella, quella nel ramo del Po’, quella della
Naviglia e quella fatta nelli arginelli di Gualtieri esser finite per-
fettamente e star bene;
Ho veduto la botte che passa sotto il Bentivoglio e col levare le por-
telle ho veduto il buon effetto che fa di scolar l’acque di quelle val-
li e dico essa botte esser finita perfettamente e star bene;
Circa il cavo fatto per ricevere l’acque che passano per detta botte
per condurle al condotto della Parmeggiana dico che detto cavo sara’
finito perfettamente e stara’ bene quando l’acque che passeranno per
quello havranno libero il lor corso alla detta Parmeggiana senza raza-
re in loco alcuno;
Circa al mantenimento delli argini, dico che cominciando alla parte
della Fossa Marza di sopra di Meletulo e venendo a basso a trovare il
traversagno, cioe’ dalla banda di sotto e venendo fino al ponte della
strada di S. Martino e da detto ponte fino alla chiavica di Camporai-
neri pur da detta banda e da questa andando fino al ramo del Po’ in-
testato insieme con essa intestatura e cosi’ l’argine detto del Com-
missario insieme agli argini della Naviglia e l’argine che e’ di so-
pra da Bresello per diffesa dell’acque di Parmeggiana, dico apparte-
nersi il mantenimento di essi agli infrascriti Communi di Brescello,
Borreto, Lentesone, Gualtieri e Meledolo, e questo per la ratta delle
lor biolche cosi’ della valle come di altri terreni;
Quanto alle chiaviche, dico che la chiavica e la botte della Casela,
la chiavica del ramo del Po’, quella della Naviglia e quella degli
arginelli di Gualtieri debbeno essere mantenute e guardate da quelli
che per esse scolano le lor acque e questo a rata delle lor biolche
nel modo che si e’ detto;
Dico pero’ che quando sara’ posto in esecutione quanto si e’ detto
di sopra, (riservando fuori di questo giuditio la parte di bonifi-
catione spettante al comune di Castelnovo) che servandosi quanto e’
sopradetto, cioe’ agli argini, chiaviche e simili bisogni, ch’essa
bonificatione sara’ profitevole, durabile e buona.
In fede di questo mio giuditio, ho fatto e scritto la presente di mia
propria mano questo di’ 2 aprile 1570.
Antonio Guarini - di mano propria.
(R. Archivio di Stato in Modena - Canc. Duc. Carteggio e doc. di Ret-
tori - Brescello)
pag.107 108 vuote
pag.109
18 aprile 1570
Sabato mattina si imbarcano a Br. 2 compagnie comandate dal m.se Gia-
como Malaspina al servezio dei Veneziani e andranno giu’ per far capo
a S. Alberto.
pag.110
1570 29 maggio
Con sentenza di oggi Girol. Bagnoli di Reggio camerl. duc. in Castel-
novo, per delegazione avuta dai fattori gen.li duc., stabilisce che
quelli di Brescello non erano tenuti a dazi di transito in Castelnovo
Reggiano.
B. Eccl.
Era podesta’ Rocco Antonelli.
12 giugno
Vinc. Navarra pod. di Gualt. e Prospero Camuncola agente del Dentino
consegnano agli uomini di Brescello e sua cast. gli argini da mantene-
re; si consegnano a: mes. Manfre’ Gobetto, mes. Genese Cusini, mes.
Dom. Zatto, Giov. ducale Massaro, Francesco Mellini mas. di Boretto,
Cesare Cavagnolo per Meledolo e mes. Vincenzo per Gualtieri.
25 giugno
I Borettini e i Pazzaglia, livellari della Camera, si opponevano alle
tasse che il comune aveva imposto in seguito alla gravezza di 1000 scu-
di che il comune doveva pagare al Bentivoglio.
10 luglio
Il capit. Camillo Caula gov. di Bresc. delegato dalle parti ripanti
fra i comuni della giurisd. di Bresc., suddivide le spese delle chia-
viche, spurgo dei cavi e guardiani, in ragione del biolcatico, in que-
sta forma:
Boretto biolche 4870
Gualtieri ” 6486
Bresc. e Lentig. ” 3547
Meletolo ” 2340
e cosi’ lascio’ fuori Castelnuovo indi ira.
pag.111
1570 29 agosto Brescello
Era in Bresc. il capit. Gabriele Tagliaferro mandato dal duca di Parma
per l’estrazione di persone da nominarsi di comune accordo col duca di
Ferrara. Non si dice il motivo di tale estrazione che non ebbe luogo.
Bresc. Eccl.
8 dic.
Rettore della chiesa di Boretto Don Orazio Nizzolio il quale avverti’
il gov. Caula che il vic. del vesc. di Parma lo aveva avvertito che te-
neva commissione di visitare la chiesa di Brescello come gia’ aveva
fatto a Gualtieri e Boretto. Il Caula rispose che non lo avrebbe per-
messo.
id.id.
pag.112
1570 2 ott.
In uno scritto fra gli uomini di Boretto, Brescello e il Bentivoglio
per una chiavica nell’arginello della fossa di Boretto dalla parte di
Gualtieri, si rileva che:
il Bentivoglio si contenta che facciano una botte sotto la Scalopia
dove egli dira’ e per essa passino le acque di Fingaida e della Avo-
gadria e di Brescello, intendendosi pero’ per acque di Bresc. quelle
che sono tra la Scalopia e il cavo di Poviglio. La botte sotto il Cro-
stolo fu prima fatta di legno poi di mattoni e in tale circostanza ven-
ne abbassato il fondo per meglio scolare le terre superiori.
6 dic.
Caula al duca:”Ieri il duca di Parma mando’ a Colorno il capit. Cheru-
bino con molti uomini della milizia. Fece prigioniero il conte di
Gajazzo il quale scrisse una lettera al re e una alla regina, poi lo
condussero a Parma in castello et questo dicono a requisitione del Pa-
pa, per causa della inquisitione”.
Promis Vincenzo: tavole sinotiche delle monete italiane, illustrate
con note. Torino. Stamp. R. 1869 p. 39
BRESCELLO
Alfonso II d’Este 1571-97 A. M. 3. tav. annessa n.3 1
“M. 47.pag.561 n. 3 2
A.B.D.18 T. III tav. IV, n.1.2. 3
” A.8. pg.41 4
B B.19 pag.204 5
O 0.8.tav. 1 n. 10 6
O.A.B.B. C. 88. tav. ann.n.1-5 7
Questo principe nel 1571 vi apri’ una zecca che per pochi anni lavoro’
essendo gia’ chiusa quando egli manco’ di vita. Il Cavedoni seguito
dal Crespellani pubblico’ un conio di moneta come di Bresc. che disse
di difficile lettura soprattutto nella parola “Brixelli”, ma esso
spetta ad officina del Brabante avendone lo stemma, la forma e gli
ornati come su quelli si vedono, onde dovrebbesi leggere “Brixellensis”
o “Brixellen”, e poi la zecca di Brescello comincia nel 1571 e l’im-
pronta del conio indica un’epoca anteriore.
1-Madai:Vollstandiges thaler- cabinet - Konisberg (?) 1766
2-Duval et Froelich. Monnaies en argent du cabinet de Vienne 1769
3-Dionisi della Rocca di Verona e delle sue antiche monete. Zanetti
tomo IV.
4-Affo’ Illustr. di un antico piombo brescellese-Parma 1790
5-Bellini Delle monete di Ferrara.Ivi 1764
6-Olivieri A. - Moneta inedita di Brescello. Ric. num. Ital. tomo I.
7-Crespellani - Cenni Stor. intorno a Bresc. e sua Zecca-Mod. 1865
pag.113
1571 26 gennaio
Cornelio Bentivoglio con rog. Pietro Bucci di Bresc. retroda’ agli
uomini di Gualt. tutti i terreni che gli avevano donati nel 1561.
Il Bent. che dimorava in Gualt. era presente all’atto “sponte dedit
capit atque retrodabit” domino Filippo Albarino, Ant. Maria de Solia-
ni, a Pino de Pacchiarini, e a Franceschino de Villani cons. di
Gualt. Atto rogato in Gualt. alla Palazzina de Torelli nella camera
da letto del Bent., presenti don Sopranzo Salvini, Agostino Cugini di
Bresc. e Pietro di Bernardino Bucci di Bresc. notaio. Una nota mar-
ginale all’atto dice:”Questi beni non furono mai restituiti agli uo-
mini di Gualt., ma ritenuti da Bentivoglio per non aver mai pagato
il quarto dei frutti di S. A. Si chiamano le possessioni del Bosco di
209 biolche circa”.
1573
I parmigg. con l’art. 6 della capit. per le bonifiche si obbligano a
dare al Bent. scudi 8000 d’oro in oro in rate di 2000 annui.
pag.114
1571 31 genn. Bresc.
Camillo Caula gov. manda una scrittura che quella notte era stata at-
taccata “all’hostaria fuor di Brescello” con la quale si vorrebbe che
Bresc. fosse diocesi parmigg; l’aveva fatta levare occultamente e
nessuno se ne era accorto.
Bresc. Eccl.
16 febbr. Parma
I deputati del clero di Parma scrivono al gov. di Bresc. che essendo
piaciuto alla S.to (?) di N.S. di S.ta Chiesa imponere decime a questa
diocesi e che nell’entrante mese dovevano essere esatte nei luoghi
da essi tassati; essendovi anche Bresc. e nessuno essendo comparso a
pagare, mandi a pagare se no si procedera’ a censure.
id.id.
18 febbr. Bresc.
Il capit. Caula al duca.
E’ di opinione che non si debba pagare perche’ Bres. e’ “nullius”.
Ha stabilito di far depositare il denaro per non incorrere in censure;
attende istruz. poiche’ non e’ dottore ma soldato.
id.id.
20 febbr. Bresc.
id.
Ieri giunse Viano de Viani mandato dal gov. di Reggio e tosto conse-
gnato al pod. di Bresc. accio’ eseguisse quel tanto “che il rev. P.
Inquis. mi commette con una sua. Questi uomini di questa sua terra
mandano uno a posta costi’ a supplicare l’ecc. vs. ill.ma che li vo-
glia concedere si posibile est il transeat ab ipsis calix iste, sendo
detto Viano viadanese ed non brescellese, riputandosene eglino e per
la fama et per la spesa gravati”.
L’anno 1550 detto Viano fu inquisito per questa causa et abjuro’ a
Viadana, come si vede per detta sententia. Supplicano gli uomini e com.
di Bresc. lo si mandi a Viadana, ove lo faranno accompagnare a loro
spese.
id.id.
pag.115
1571 23 febbr.
Al gov.
Faccia eseguire giustizia intorno a Viano Viani, conforme alla condan-
na data contro di lui dalla Inquisitione “ma pero’ su’ la riva del fiu-
me”.
Si procurava di aprire l’osteria e di condurla per conto della camera;
si affitto’ poi per 80 scudi per un anno a un bresc. Quest’anno si
ripete la grida per gli argini.
Manfredo dalle Gobette ai fatt. temporali: porci lire 19 di moneta no-
stra, ceci bianchi lire 5 delle nostre lo staro.
pag.116
1571 21 febbr. Roma
Guvone Bertani al duca
“Sono stato dal vesc. di Reggio per conto di Bresc. e mi dice che Sua
Santita’ ha concesso al legato che quel luogo sebbene sia nullius d.
sia sotto il vescovado di Parma per i sacramenti e le decime. Se V.E.
facesse che quei di Bersello mandassero qui i pagamenti della decima di
Roma, quali credo che saranno accettati, in questo modo il legato non
avra’ che dire ogni volta che avessero la quietanza. Il detto vescovo
si contentera’ di levar il Vicario per compiacere V.E. ma la prega di
dare un poco di dilatione per potergli trovare un uffitio qui con N.
S.”
id.
“V. Ecc. avra’ con questo spaccio la lettera per il clero di Bresc.,
accio’ possi farsi restituire i danari per pagarli qui. Ma bisogna man-
dar presto il pagamento e prima che si facesse deposito, il qual fu
fatto senza proposito, et bisognaria fare com’io scrivo.”
Arc. di St. Mod. Cart. di Inviati Est.
pag.117
1571 6 marzo Bresc.
Caula al duca
Mando’ a pagare le decime (si era promesso dai deput. del clero di
Parma che cio’ non infirmava giurisdizione) ma non avendogli i deput.
voluto far la ricevuta nel modo da esso desiderato, il messo non pago’.
Gli e’ stato scritto da Parma che Alessandro dalle Carpinete gia’ com-
pagno di Antonio Tanaro a fare quella scelerita’ a Sestola, si e’ muta-
to nome facendosi chiamare “Spagnoletto”.
Bresc. Eccl.
19 marzo
Abate commend. di S. Genesio era don Lor. Gazio procuratore di Ant.
de Brachi - att. di Firenze. Era rettore di S. Maria don Bartolomeo
Piacentini. Era camerl. Agostino Cremosini di Reggio.
pag.118
1571 16 marzo
Venne a Reggio il duca di Ferrara e il 20 parti’ per Bresc.
Visdomi.
1 aprile
Matteo Valengo domanda ai fattori che facciano riparare una prigione
in rocca detta la Carbonina, essendo l’altra malsicura.
pag.119
1571
Gli oneri per le bonifiche vennero fissati in ragione di biolche bo-
nificate, cioe’:
Brescello e Lent. biolche 3547
Boretto ” 4860
Gualtieri ” 6486
Meletolo ” 2340
Per gli anni 1571-74 era salinaro Madonna Leandra Talenti.
Lett. Ducali
4 giugno
Il Caula al duca
In Casalmagg. vi sono 5000 tedeschi senza armi ma bella gente, che piu’
volte ho mandato a vederli. I capi sono il conte Vinciguerra d’Arco e
il conte Alberigo di Lodrone, che dicono di aspettare 12000 fanti e
4000 ferraiuoli. Si dice vadano a Tunisi.
9 giugno
Era podesta’ Matteo Maria Valengo.
Gio. B. Genesi riceve ordine di lasciar passare senza dazio le armi di
S. Maesta’ Cattolica.
pag.120
“Solerti Angelo: Ferrara e la corte Estense nella seconda meta’ del se-
colo decimosesto - Citta di Castello - Lapi 1891″
pagina LXX:
1571 14 agosto
“…Perfino quella mala lingua del Carigiani scriveva in una sua del
14 agosto 1571 da Bresc., dove tutta la corte di Ferrara si era reca-
ta, come pure quella mantovana ad onorare due principi d’Austria che
tornavano in patria, che il mercoledi’ precedente -da vespro a sera-
si festeggio’ in corte…”
(Nota dell’autore) Pigna Ben Divino (Gio. B. Nicolucci detto il Pigna)
canzone XIII. Fece questa canzone trovandosi la donna indisposta di
febbre terzana in quel tempo che ritornando di Spagna Rodolfo e Erne-
sto principi d’Austria in Germania, nel loro passaggio per l’Italia
doveva ella (Isabella Bendidio) trovarsi in compagnia di altre dame
principali a servire la duchessa di Ferrara loro zia per incontrarli
a Brescello…Vi sono poi altri componimenti su questo argomento e fa
voti che risani in tempo perche’ i principi non siano privati di tanta
bellezza. Prosegue il “Ben Divino” sonetto 56-
Fu detto di sopra che la donna era indisposta; ora trovandosi ella di
gia’ in Bresc. egli descrive l’abito suo che era di broccato…
Al sonetto 59 “…volendo il Pigna passare (a Bresc.) dove erano mol-
te carrozze che volevano partire, se ne mosse una con 4 cavalli con
tanta furia che corse pericolo di restare offeso se il Corigiano am-
basc. del duca di Fiorenza porgendogli la mano non l’avesse aiutato;
vicino a quel pericolo si trovo’ Isabella…”
pag.121
1571
Per la famiglia Bendadei vedi Scalabrini Antenore:”Arbore Gentilizio
della nobile famiglia Bendadei di Ferrara”. Mantova-Pazzani 1739
“Giustificazioni della fam. Bendadei Ferrara” Mantova 1739
pag.122
1571 1 agosto
Sua Alt. Don Giovanni d’Austria parti’ per Napoli da Genova con le
galee e drizzando le vele verso Ferrara, arrivo’ con i gia’ detti 2
principi, Ridolfo poi imp. e Ernesto suo fratello; alloggio’ a Tes-
sarolo dove l’ecc. s. duca dal Borchecco, accompagnato da tutti i
feudatari di Milano ando’ a riceverlo, andando poi a Brussello, luo-
go del ser. di Ferrara che li stava aspettando. Nel viaggio stesso
ebbi gratia di ballar nel Bucentoro di S. Alt. e vi acquistai molti
donativi.
Negri Cesare-Nuove inventioni di balli-Milano Bordone-MDCIII p.8
23 agosto
Grida sugli studi e il duca scrive al gov. che i trasgressori saranno
severamente puniti.
pag.123
1571 29 agosto Bresc.
Meledolo manterra’ il traversagno cominciando dal “ponte di pietra”
che e’ sopra la “Fossa marza” fino al ponte di S. Martino e di la’
fino alla chiavica di Campo Rainero pertiche 260.
Brescello manterra’ in piu’ alcune pertiche della Naviglia verso Bo-
retto e l’argine della Naviglia fino alla chiavica “del favorito” nel
ramo del Po intestato.
Bonifiche.
pag.124 125 126 127 128
Instromento sopra la guardia e manutentione delli argini etc.
In Christi nomine amen etc. anno 1571 indictione 14 die 29 augusti etc.
Che Brescello e Lentigione guardino e mantengano l’argine delle Sel-
velle dalla casa Scudellari fino al ponte della strada maestra di Parma
e da qui fino al Ponte Gentile.
L’argine di sopra il Molino del Bentivoglio fino alla botte che passa
sotto il condotto che vi conduce l’acqua. Di sotto a casa Scudellari
andando a basso fino alla chiavica del Bando e da essa fino a Po. E
piu’ pertiche 130 dell’argine del Bentivoglio dalla chiavica di Campo
Rainero venendo a basso verso il Po. Boretto guardera’ e manterra’
pertiche 900 incominciando di sotto delle 130 braccia di Brescello e
Lentigione. Guardera’ e manterra’ il cavedone del Po con l’argine che
vi e’ attaccato presso il Po che e’pertiche 65 e piu’ la Naviglia dal-
la banda di Guastalla, cominciando dalla chiavica che e’ nell’argine di
Gualtieri venendo fino al ramo del Po intestato, meno 6 pert. di quel-
lo appresso al ramo del Po che toccano a Gualtieri. Gualt. manterra’
la chiavica di Campo Rainero, andando a trovare la parte che tocca a
Meledolo e l’argine del Bentivoglio dove finisce la parte di Boretto
fino al confine di Guastalla venendo a basso, la Naviglia alla “chia-
vica degli argenelli” venendo fino al ramo del Po intestato dalla ban-
da verso Brescello e in piu’ guardera’ e manterra’ 6 pert. che avan-
zano alla parte che e’ toccata a Boretto di detta Naviglia verso Gua-
stalla. In piu’ guardera’ l’argine della Naviglia da una parte e dall’
altra fino alla chiavica del favorito. Nel caso uno dei comuni venis-
se meno all’obbligo di far la guardia agli argini rifara’ a proprie
spese la rotta. Circa a sgarbamenti e nettamenti dei condotti e guar-
dia delle chiaviche si abbia da stare alla sentenza altre volte data
dell’anno 1570 10 luglio.
Boretto per biolche 4870, Gualtieri per b. 6486, Brescello e Lenti-
gione biolche 3547, Meletolo b. 2340.
Arch. di St. Modena Cancelleria duc. carteggio e doc. di Rettori-Bresc.
27 sett.
Caula ai fattori
Quando il duca e’ stato a Bresc. elle ha ordinato al camerl. che trovi
della legna per la cucine di sua ecc.za ed avendo il camerl. fatto
prendere molte fascine da diversi poveri uomini, questi ora si dolgo-
no di non avere ne’ legna ne’ danari.
pag.129
1571 1 nov. Ogni Santi.
Muore in Brescello Camillo Caula gov.
La comunita’ dandone l’avviso, promette di aver cura della sicurezza
della fortezza.
Arch. di St. Modena
1571 12 nov.
1578 23 sett.
Di Marci Cap. Lazzaro nob. di Argenta gov.
pag.130
1571 1 nov.
Camillo Caula muore in Bresc. ivi gov.
Vi era anche nel 1569.
Tirab. Bibl. Mod. II
La pesca delle fosse di Bresc. si poteva affittare per 50 scudi l’anno.
23 nov.
Arriva Lazzaro di Marci gov. Dice che “ha trovato che vi sono 4 stanze
in questa rocca le quali averiano bisogno d’essere accomodate dentro
solamente, cioe’ di farle bianche et insieme li tasselli*far qualche
imbroglio di pittura semplice…perche’ possa haver alloggiamento per
suoi amici”. * affumicati
La spesa si faceva ammontare a 30 scudi.
Le vetrate dovevano essere riparate.
pag.131
1572
Entrata di Alfonso II d’Este in Venezia. Vi si nomina Brescello.
Atti Deput. di Parma e Modena T. VIII p. 479
9 genn.
Le monache pregano al duca di ordinare al camerlengo di Bresc. di dar
loro la solita regalia, cioe’: una pezza di panno da 70, pesi 80 di sa-
le, staia 12 di frumento, pesi 4 di legna forte, pesi 8 di olio buono.
pag.132
1572 23 mar.
Lazzaro di Marci gov. al duca
“Questa sera su le 23 hore e mezzo sono arrivati qui Mons. Vescovo di
Sarno e il Vescovo di Terni con doi altri personaggi e il Maiordomo con
altri della famiglia del Card. Alessandrino Legato, che per quanto in-
tendo sono da cento bocche li quali avevano mandato a pigliar li al-
loggiamenti entro la terra per doi de suoi. Et perche’ erano lontani
dal Bucintoro et altre barche del Porto quasi un miglio, io ho mandato
dei cavalli perche’ potessero comodamente venire, et persone ad invitar-
li, per far quel che conoscevo esser debito mio. Et gia’ con tutta la
provigione che V.E. havea mandato, forse parte per costi’,parte per
Reggio,havevo pero’ fatto ordinare di modo che per gionta all’improv-
viso sarebbero stati assai bene, ma in ultimo hanno rissoluto venirse-
ne di longo in qui senza moversi di Barca, et credo che lunedi’ matti-
na potranno giungere.
pag.133
1572 22 apr. Bresc.
id.
Dovea dare “in scritto l’opinione sua sopra l’acque delle Risare del
sig. Cornelio…non essere passata una sol goccia nel Mezano dove si
scolano, ma tutte si sono ridotte in una bassa che si chiama il Cava-
izzo, nel med. loco del sig. Cornelio et e’ il parer mio che facendo
esso sig. delle Risare per l’avvenire, l’acque di quelle possano stare
nel sopradetto Cavaizzo et in un altro luoco detto Campazzo, ma caso
che dette acque andassero nel Mezzano, dove si scolano, non credo pero’
che possano dare alcun danno per fare il sale, non vi essendo quantita’
d’acqua et entrando nel Mezano sudetto lontanissimo di dove si fa il
sale…”
Lett. Uff.li
Si intende magazzino del sale?
Si deve intendere salina, giacche’ da una lett. di Giovanni Mirandola
munizioniere risulta che ce ne erano nella salina 2000 sacchi.
Si portava l’acqua dalle marine Ferraresi?
pag.134
1572 12 magg.
Gio B. Genesi daziario avverte che sono passate navi di Sua Maesta’
(l’Imperatore?) “carghe de armeria” per la somma di 2641 colli, fran-
che con lettera del duca scritta al Commendatore di Milano.
Le armi le mandava il gov. di Milano all’armata.
pag.135
1572 21 lugl. Bresc.
Il Gov. Di Marci ha soppresso il mercato per sospetto di peste ed
impedito il passo a chi non aveva “la fede della sanita’”.
pag.136
1572 9 lug.
Manfr. Gobbetto ai fatt. Generali
Allorche’ i fattori nel dic. 1568 ordinarono di riparare la chiesa di
Campo Rainero, essa ruino’, ed il fattore si valse delle pietre per
far la stanza sua.
“et perche’ bisogna restituir le pietre a la gesia che sono miara 32,
et anco far la gesia, percio’ non gli ho datto al detto fattore gli
detti 25 scudi, ma perche’ gli homini di quel loco gridano che si fac-
cia detta gesia…” ne avvisa per aver ordini.
1572 15 ott.-1575 23 luglio
Bertolaja Dal libro della Mirandola Pod.
pag.137
1572 5 nov. Bresc.
Silvio Bertolaja pod. al duca
“Due giorni sono e’ morto in questa terra un giovane speciale Spurio
nato di dannato coito, et non ha lassato persona che li possino suc-
cedere, ed a’ lassato roba per 1500 ducati la qual robe per quanto
ho potuto cavare da miei libri in questa mia travagliata venuta” ap-
partiene alla camera.
11 dic.
Lazzaro Di Marci al duca.
Era morto a Ferrara il card. d’Este zio del duca, feud. di Scurano,
Bazzano, Monchio, Piancio et Roncaja gia’ sottoposte a Bresc.
“Et insieme la raguaglio come essendosi per questi freddi concreata nel
Po una giaccia, come in simili stagioni suole avvenire, che poi per
pigliar del pesce si fa, et intendo che quei di Viadana erano venuti
per farla, non glielo vuolsi comportare trattandosi di giurisd. ducale
e per questo misuro’ il Po’.”
21 dic.
“Quanto a Viadana sono venuti oggi quegli uomini per fare anchor soso
il giaccio nel luogo proprio che scrissi a V.E. Il che non ho voluto
comportargli, ma a suono di un paio di canonate havendogli fatto subito
levare dall’impresa”.
11 dic. 1568
I fattori a Manfredo Gobetto
Faccia fare una fornace per costrurre una camera attaccata alla torre
di Campo Rainiero, “per l’abitazione di quel fattore”. “E perche’ in-
tendiamo che la chiesa di detto loco minaccia ruine et che facilmente
non provvedendogli cascherebbe, vogliamo che paghiate sino a 25 scudi
a Gio Andrea Gattinaro duc. fattore di quel luogo per farla riparare”.
pag.138
1573 20 genn. Bresc.
Il capit. Lazzaro di Marci al duca
Appoggia una domanda dei Brescellesi al duca tendente ad avere un su-
periore che regoli le cose di religione.
Come anche certo si disdice assai che in questo luoco non sia pur un
convento di religiosi insieme colla chiesa di S. Genesio che dicono
avergli tante volte promesso reedificare il loro Abate, che pure ne
tira buona entrata.
B. Eccl.
21 genn.
Gli uomini et comune di Bresc. al duca
Sono molti mesi che sono senza sup. in spirit.E percio’ trovandosi egli
a Roma lo supplicano di farlo nominare “un capo et superiore in spiri-
tuale come seria il Vescovo di Ferrara, o di Modena, o di Reggio”.
Prega faccia ricostruire la chiesa di S. Genesio, e di far si’ che l’ab.
concorra al pagamento di 3000 scudi che si presero dagli Ebrei per
finire le bonificazioni, essendo poco onesto che sentisse gli utili e
non gli oneri delle bonifiche.
Questi 3000 scudi si erano dati gli anni passati a Cor. Bent.
Risulta che l’abb. aveva sempre pagati i carichi straordinari.
id.id.
3 genn.
Le monache pregano il duca di ordinare al camerl. G.B. Genesio di dar
loro la solita elemosina. In principio di ogni quaresima mandavano a
Ferrara a prendere sale e anguille. Era abbadessa suor Cherubina di
Bergonzoni.
Arch. di St. Modena
pag.139
1573 13 marzo Bresc.
Corn. Bentivoglio al duca
“Le diro’ che l’artiglieria che ella ha promesso a S. M.ta’ Cat. si
trova in ordine con le sue munitioni, et con tutto cio’ che se le ri-
cevea, per poter essere consegnata.
pag.140
1573 1 apr.
Da Di Marci gov. di Bresc. si consegnano muniz. al conte Emanuele Vello,
quale agente e mandatario del Gov. di Milano per il Re Cattolico.
L’inventario porta la stima.
E’ notevole che un canone aveva l’immagine di S. Marco.
Un altro “con un arma con due bissoni sei gigli e la corona con una
L colla corona” evidentemente appartenuto a Lod. il Moro.
Furono 6 canoni |_ L. 50,030
12 falconi con l’arme del duca |
700 pesi di polvere ” 18,600
La richiesta fu fatta dal gov. di Milano don Luigi?
Cassa Vecchia 1469
pag.141
1573 16 maggio
Il Comune manda al duca Agostino Cugini per certe differenze che ha
coi comuni della montagna dipendenti dalla giurisd. di Bresc.
Arch. di St. Modena
8 maggio
Lazzaro di Marci gov. lasciera’ passare liberamente l’artiglieria di
S. Maesta’ Catt.
Il De Marci doveva essere romagnolo, forse di Argenta.
Abram banchiero in Brescello.
pag.142
1573 29 lugl. Bresc.
Il comune al duca
Alli passati giorni mentre l’E.V. era qui in Bresc., gli parlavan delle
innovazioni che il Genesio datiario aveva introdotte contro i capitoli.
Domandano si provveda.
Arch. di St. Modena
29 agosto
Ferd. Talenti dott. in medicina, Gio. B. Rangoni medico, Giac. Ant. Me-
lini speziale. Vi erano liti per precedenza sulla strada.
Quest’anno fu fatta la prima convenzione con Mantova per il “Begone a
due bocche”, cosi’ scrive il Bentivoglio. Si noti che Aleotti di Ar-
genta non e’ mai nominato.
pag.143
1573 19 sett.
Gobetto ai fatt. generali
Scrisse gia’ del gran fracasso che i giorni passati ha fatto la tempe-
sta sopra il coperto della rocca rompendo una infinita’ di coppi che
causeranno gran rovina ai solai e camere di essa.
23 ott.
Il Marci domanda che gli rimborsino le spese “della sala che si fab-
brica in questa rocca e che si faranno conforme all’ordine dato da S.
E. a Brescello alla presenza di molti e specialmente dell’ill.mo sig.
Corn. il quale avendo veduta l’opera che si e’ fatta fin ora l’ha lau-
data assai”.
pag.144
1573 1 dic.
Podesta’ Silvio Bertolaja della Mirandola: contese con Fantuzzi Fede-
rico di Bologna che dimorava in Bresc. il quale fu carcerato.
7 dic.
Gobetto :”Mando per il presente la tella per far linzoli, che a gior-
ni passati mi fu ordinato che dovessi comprare…il costo e’ di L.
492 soldi 8 denari 3 di moneta imp. e la tela e’ braza 1543.3/4 a la
misura di Viadana. Serviva per la camera ducale e fu comprata a Via-
dana.
pag.145
1573 3 dic.
I notai di Bresc. al duca
Inquietati e molestati perche’ il capit. Lazzaro Martio gov. di Bresc.
ha venduto vende e vuole vendere giustizia et ragione ad ognuno nel
civile e nel criminale, contro i privilegi antichi confermati a loro
notai dalla comunita’ e uomini di Bresc…, tenendo presso di se’ un
notaio di Carpi…”.
pag.146
1573 8 dic.
Abbadessa suor Cherubina de Bergonzoni di Guastalla.
1574 14 maggio
Il monas. compra a rogito di Gio. Maria Vecchi una poss. di biolche
26 nel Borgo di sopra a Bresc. alle”Selvelle”, da Tiberio Scardovi.
Alla possess. furono incorporati i beni avuti dalla duchessa Eleono-
ra, da Giulia Vecchi, da Olimpia Raschini Allaij, da Franc. Reni.
pag.147
1574 17 febbr. Bresc.
L’abbadessa ringrazia per un sussidio avuto dal duca e manda il “fa-
cioletto del livello”. Scrive a Guido Coccapani fatt. gen. del duca.
Bresc. Eccl.
27 marzo
Marci ai fattori:”fatto il censimento dei grani si trovo’ che manca-
vano piu’ di 1400 staja per giungere al nuovo raccolto”.
pag.148
1574 3-4 agosto
Enrico III re di Francia e di Polonia, parte da Mantova e si imbarca
a Borgoforte il 5 passando di fronte a Viadana, entrando nel ducato
di Parma. Gli venne incontro sopra una grossa barca coperta di damasco
cremisi il duca Ottavio Farnese con molti gentiluomini.
Carrozze del duca di Mantova seguivano sugli argini la flottiglia.
Il re non si fermo’ nel ducato di Parma.
V.i Pier de Nolhae e Angelo Solerti (o Solenti) ne “Il viaggio in Ita-
lia di Enrico III re di Francia” Torino - Roux 1890 p. 189
pag.149
1575 7 genn.
Si manda da Ferrara al gov. di Bresc. il Predicatore per la quaresima
P. M.o Giulio da Ferrara.
Bresc. Eccl.
4 genn.
Il consiglio generale al duca:
“Essendo noi stati eletti il primo giorno dell’anno consiglieri al
gov. di questa nostra terra e vedendo alcuni dissapori tra il nostro
gov. e il podesta’lasciando da banda tutti gli altri negocii publici
et privati ci siamo risoluti di mettere pace et unione tra loro…
Unde andati dal gub. e a lui parlato di cio’, l’abbiamo trovato desi-
deroso di essere amico del pod. dicendo essere amatore della pace…
Passammo dal pod. che trovammo di buon animo ed abboccatisi insieme
sono rimasti buoni amici…”
Arch. di St. Mil.
3 genn.
Domenico Re barbiere in Boretto faceva da medico.
Ferite date con un “misirolo” (falcetto) ad Anastasia Albrici di
Boretto da Domenico Panizza.
pag.150
1575 8 apr.
Il comune di Boretto manda al duca Crist. Panizza e Marco Ant. Soliani
suoi agenti, per trattare alcune cose.
id.id.
Era pod. di Gual. Pietro Bucci not. di Bresc. che vi rimase sino al
febbr. 1578
pag.151
1575 14 maggio
Il duca al gov. di Bresc.
“Cap. Lazzaro, questi frati di S. Francesco ci fanno intendere che
sono per fabbricare la loro chiesa, et che non potendo che esser lo-
ro di gran giovamento il favor nostro, ci supplicano che non gli sia
negato nelle cose oneste, il che vogliamo che facciati essendo ragio-
nevole…”
Si trova Michele Nizzoli di Alessandro not. di Bresc.
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1575 22 luglio Parma
Il vescovo di Parma al pod. di Bresc.
“…mi par dura cosa che il duca abbia dato commissioni ch’io non
sia lassato intrare in Bersello per visitare, non potendomi imagina-
re che sia mente sua di far contravenire ne alla mia ragione ne a
gli ordini del Sacro Concilio Tridentino. Io posso visitare Bersello
e come ordinario del luogo e come delegato della Santa Sede Apost.”
Bresc. Eccl.
La proibizione fu mandata per bocca al Vescovo dal cancell. del pod.
id.
Il gov. di Bresc. ha inteso che il vescovo di Parma da Poviglio dove-
va passare al Mezzano e di la’ recarsi a Bresc. Non lo lasci entrare
se non sara’ munito di lettere ducali.
Arch. di St. Mod. Lett. Uff.li
luglio
Fu eletto per medico Ferd. Nizolio ma poi annullato per molte cause
fra le quali quella di essere odiato dal popolo “e di lui quasi niu-
no si serve per la sua inscienza”.
Pomponio Torelli aveva la palazzina in feudo o livello dal duca e pa-
gava un censo di lire 8 a Brescello, alla camera ducale, pagamento
che si faceva con dichiarazioni di ubbidienza.
pag.153
1575 14 nov.
Il comune scrive al duca dolendosi della continua lesione che Gio.
B. Genesino daziario faceva ai loro capitoli e andranno per tribunale
se il duca non provvedera’.
Arch. di St. Mil.
pag.154
1576 2 febbr.
Si manda da Ferrara il quaresimista P. M.o Lorenzo da Rimini.
Bresc. Eccl.
12 febbr.
Essendo passato il tempo della solita elargizione, suor Paola Pamella
abbadessa scrive al fattore Giodo Coccapani per averla.
id.id.
27 marzo
Lazzaro di Marci informa il duca che in questo giorno ha incontrato
il card. Morone e gli ha fatte le offerte scrittegli; gli ha dato pa-
ne, pesce, olio, vino e malvasia qual ha accettato ringraziando.
Bresc. Eccl.
4 apr.
Alessandro Farnese vice cancelliere apost. e protettore della univer-
sale Corp. del Corpo di Cristo in S.ta Maria sopra Minerva dei Predi-
catori estende alla Confr. del SS. di Bresc. le indulgenze che quella
godeva.
id.id.
1576 26 nov. Bresc.
Lazzaro di Marci informa il duca che essendosi presentato Lorenzo Gatti
di Firenze per prendere possesso dei beni dell’abb. a nome di Aless.
Pucci et avendogli mostrato le bolle gli ha dato il possesso come da
ord. duc.
id.id.
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1576
“Feci conoscere che non e’ esistito lo scultore Tommaso Casignola,
ma soltanto Giacomo, e a maggior notizia di cio’ porto che a di’ 15
giugno 1576 -Isabetta filia q. Antonii de Ferrariis brexellensis
ad presens uxor Iacobi Castagnole mediolanensis sculptoris semi agro-
te-faceva testamento. Desiderava esser seppellita nella chiesa della
S. Trinita’ a Monte Pincio e lasciava erede universale il marito.
fatto in casa dei coniugi a Campo Marzio. Not. Curzio Saccoccia,
(1574-1586) foglio 7″.
Ant. Bertolotti - Giunta agli artisti lombardi in Roma- Arch. Stor.
Lom. X p. 109
marzo
Il gov. fa pubblicare la grida sopra lo scaricare archibugi il 27
e 28 di febbr. e il primo di marzo secondo il solito.
In questo mese il gov. va dalla principessa di Guastalla per trattare
circa i banditi con lettera ducale.
IL Crostolo rompe e invade Campo Rainero.
Il Fogarino era nel territ. di Gualtieri.
1576-77 furono anni di peste.
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1576 febbr.
Ferd. Nizolio medico pubblico, avendo controversie per il suo salario
domanda al duca che gli faccia ultimare la causa. Era giudice il gov.
e facenti le parti del comune Marino Cattani di Mil. e Tirelli di Po-
viglio.
Particolari.
pag.157
1576
Alessandro Pucci fiorentino prese il dottorato a Pisa nel 1565, fu
canonico nel 1570, nel 1576 ebbe l’abbazia di S. Genesio. Fu ucciso
da uomo furioso nel 1601. Uomo colto ebbe solenni funerali che furo-
no descritti da Michelangelo Giani per le stampe nel 1601.
V.i a p. 279 del “Monumenta Sanctae Ecclesiae Florentinae composita
et digesta a Joanne Lamio” Florentiae 1758.
1576 10 apr.
Il gov. al duca
Sospetto di peste; si respingono a suon di archibugiate quelli che
vogliono entrare per terra o per acqua nel territ. di Bresc. Si no-
tano carri tirati da muli “senza sonagli”.
27 aprile
Tolto il mercato.
In quest’anno si comincia a trovare spesa la somma di scudi 20 d’oro
per 2 speroni d’argento dorato che il duca di Ferrara pagava a Manto-
va per Bresc.
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1576
Giordano Bruno pel Po va a Venezia.
1576-97
Brescello proroga agli Ebrei Foa’ il Banco.
Carte 119
6 aprile
Il comune supplica il duca che si ottenga anche per Bresc. il Giubi-
leo il quale e’ arrivato in tutti i luoghi “fuorche’ nella terra no-
stra et perche’ Bresc. e’ di niuna diocesi e per conseguenza non sappia-
mo da chi far ricorso et desideriamo come li altri viver christianamen-
te”.
Il capit. Marci veniva tacciato di guastare le fortificazioni facen-
dovi pascolare un “paio di vacche Bergamine”.
Egli a