Sabato 9 Febbraio 2008...

Fare l’esame (Hanniv)

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 STRABISMO
DEFINIZIONE

Anatomicamente, ogni occhio è fornito di 6 muscoli che, opportunamente innervati, producono
i movimenti che ci permettono di dirigere lo sguardo in tutte le direzioni e di percepire
l’ambiente in cui viviamo.
Lo strabismo è una condizione clinica caratterizzata da un mancato allineamento degli assi
visivi degli occhi quando fissano un oggetto.
Uno strabismo, congenito o acquisito, è dovuto pertanto ad un’alterata funzione di uno o più
muscoli deputati ai diversi movimenti del bulbo oculare.

CARATTERISTICHE

Uno strabismo può essere può essere congenito o acquisito, orizzontale (eso o exodeviazione),
verticale (iper o ipodeviazione), ciclotorsionale (inciclo o exociclodeviazione), può essere
latente (foria), intermittente, costante (tropia), può essere associato a difetti visivi
(ipermetropia, miopia, astigmatismo, anisometropia) o funzionali (ambliopia), a patologie
interne dell’occhio (ad es. cataratta , retinopatie , malattie del nervo e delle vie ottiche), del
massiccio facciale e dell’orbita, del sistema nervoso (ad es. paralisi cerebrali, tumori,
infiammazioni come la sclerosi multipla, traumi cranici), a malattie sistemiche (ad es.
ipertensione arteriosa sistemica, diabete mellito, distiroidismo), a malattie e sindromi
genetiche (ad es. s. di Down) e può avere connotati di familiarità e quindi di trasmissione
genetica.

SEGNI E SINTOMI

Il segno più evidente è il mancato parallelismo degli assi visivi quando si osserva un qualsiasi
oggetto.
Negli strabismi insorti in età pediatrica e non adeguatamente trattati spesso si associa, con le
dovute eccezioni , una capacità visiva più bassa nell’occhio deviato (non dominante). Questa
condizione funzionale se non tempestivamente riconosciuta e corretta, può generare
un’ambliopia, cioè una ridotta acuità visiva, in genere monoculare, che, comunque, nei primi
8-9 anni di vita, è passibile di un recupero totale o parziale mediante un idoneo e rapido
trattamento riabilitativo (correzione del difetto visivo presente con occhiali, occlusione,
penalizzazione, trattamento delle patologie oculari responsabili).
Nello strabismo insorto più tardivamente, tipicamente quello dell’adulto, un segno
caratteristico è la comparsa della diplopia, cioè della visione doppia e della confusione delle
immagini: a differenza del bambino, l’adulto non possiede più quei meccanismi di adattamento
sensoriale che escludono l’immagine dall’occhio deviato ( soppressione, corrispondenza
anomala) e pertanto la sua visione è costantemente disturbata.

PREVENZIONE E DIAGNOSI

Poiché lo strabismo in età pediatrica, non adeguatamente diagnosticato o tardivamente
trattato, è fonte di ambliopia cioè di una più o meno grave limitazione funzionale che
comporterà negli anni un danno soggettivo, un costo famigliare e poi sociale (ad es.
impedimento a poter attendere a varie mansioni o particolari attività di lavoro), è
assolutamente importante che ci sia un’adeguata informazione al problema che deve
coinvolgere i genitori, il pediatra e si deve quindi realizzare una stretta collaborazione con
l’oculista e l’ortottista.
Importante è definire le caratteristiche cliniche dello strabismo per poi condurre una adeguata
terapia alla sua correzione estetica ed al controllo e cura delle alterazioni funzionali che
possiede (ambliopia, diplopia ).
La diagnosi per la determinazione delle caratteristiche di uno strabismo, a parte l’eventuale
presenza di sintomi, viene eseguita con semplici strumenti, quali una mira di fissazione
(luminosa o accomodativa), un vetro rosso, una stecca di lenti prismatiche, test per la
valutazione della visione binoculare (test di Hess-Lancaster), della visione stereoscopica (ad
es. test di Lang 1 – 2), visuscopio, o più complessi come il sinottoforo.
Indispensabile è la determinazione del difetto visivo e della capacità visiva in entrambi gli occhi
mediante la cicloplegia in età preverbale e con le tavole di lettura (ottotipi) in età verbale.


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TERAPIA

La terapia dello strabismo deve comportare non solo una correzione estetica, ma anche la cura
delle alterazioni funzionali che spesso in età pediatrica si manifestano rapidamente, cioè
dell’ambliopia e della corrispondenza retinica anomala.
La terapia dell’ambliopia è in funzione della causa che la determina, cioè un difetto visivo
(ambliopia refrattiva), una ptosi palpebrale (ambliopia da ptosi), una cataratta congenita
(ambliopia da deprivazione), lo strabismo (ambliopia da strabismo).
E’ evidente che nello strabismo comparso in età pediatrica la correzione precoce del difetto
visivo sia il primo passo, seguito dalla necessità di evitare che si realizzi uno stato clinico nel
quale un solo occhio diventi dominante nella fissazione.
In questo caso è possibile rompere questo squilibrio con l’occlusione di un occhio (permanente,
alternante, intermittente) o la penalizzazione fatta con un apposito filtro da applicare su una
lente dell’occhiale.
Questa terapia, che non viene eseguita nello strabismo che compare dopo i 10 anni di età, e
che deve comportare il raggiungimento di una buona funzione visiva e sensoriale di entrambi
gli occhi, precede il momento chirurgico necessario alla correzione estetica del difetto motorio.
La chirurgia dello strabismo si esegue in anestesia generale ed ha come obbiettivo quello di
ricreare una corretta cooperazione tra i muscoli oculari.
Le tecniche consistono essenzialmente in una chirurgia di indebolimento dei muscoli
iperfunzionanti (recessione) o di rafforzamento di quelli ipofunzionanti o paralitici (resezione o
duplicatura).
La chirurgia dello strabismo è generalmente eseguita contemporaneamente su entrambi gli
occhi (chirurgia simmetrica) o più raramente su di un occhio solo (chirurgia asimmetrica):
possono essere operati fino a muscoli a seduta.
Non sempre un intervento è risolutivo, anche se in circa il 70% dei casi dopo il primo si ottiene
un buon risultato estetico.

L’AMBLIOPIA
DEFINIZIONE

L’ambliopia (popolarmente “ occhio pigro “) è una condizione di ridotta capacità visiva, in
genere monolaterale, causata da un ostacolo, insorto durante quel periodo critico della vita
compreso tra la nascita e circa i 6 – 7 anni di vita, alla normale stimolazione visiva, che è
passibile di un recupero parziale o totale mediante un idoneo e tempestivo trattamento
riabilitativo.

EPIDEMIOLOGIA

L’ambliopia, nelle sue varie forme, colpisce l’1 – 5 % della popolazione.
La prevalenza si quadruplica nei nati prematuri o in figli di genitori ambliopi, si sestuplica nei
bambini con ritardo mentale, ed è presente nel 50 % dei soggetti affetti da strabismo.

CAUSE

Le cause più frequenti che producono un’ambliopia sono un difetto di vista come l’
ipermetropia e l’astigmatismo non precocemente diagnosticati e corretti , uno strabismo
congenito, alcune malattie oculari congenite come la cataratta, la ptosi palpebrale, le opacità
della cornea.

PREVENZIONE

Si consiglia di eseguire un esame oculistico a 6 mesi nei nati prematuri di età gestazionale
inferiore alle 28 settimane o con peso alla nascita inferiore a 1500 grammi o con complicazioni
neurologiche nel periodo perinatale.
Si consiglia un esame a 18 mesi nei nati da genitori con famigliarità per ambliopia e/o
strabismo , nei nati affetti da sindromi genetiche con ritardo psico-motorio o nelle
malformazioni cranio – facciali .


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DIAGNOSI

La diagnosi di un’ambliopia si fonda essenzialmente sul riconoscimento della presenza di una
sua causa anatomica o funzionale e nel valutare la capacità visiva di entrambi gli occhi.
A parte l’osservazione strumentale dell’occhio, è importante determinare la presenza di difetti
visivi e la loro tempestiva correzione con lenti.
In età pre-verbale sarà utile a questo scopo la determinazione del difetto visivo tramite la
schiascopia previa cicloplegia con gocce di Atropina o sostanze simili, mentre in età verbale si
potranno utilizzare diverse tavole di lettura (ottotipi).
Vista l’incidenza dell’ambliopia nei soggetti affetti da strabismo alla visita oculistica viene
associata la visita fatta dall’ Ortottista che collabora nella diagnosi e nel trattamento
terapeutico.

TERAPIA

La terapia si basa sulla correzione del difetto di vista (occhiali, lenti a contatto) di entrambi gli
occhi, sul migliorare la funzionalità dell’occhio ambliope (o “ pigro “) stimolandolo nella
fissazione e pertanto occludendo (con cerotto) o penalizzando (con filtro da apporre sulla lente
dell’occhiale o talora con collirio cicloplegico) l’occhio migliore, ricorrendo, se necessario, alla
chirurgia oculare (ad es. della cataratta, dello strabismo, della ptosi congenita).
La terapia di un occhio ambliope richiede spesso anni e pertanto necessita un costante ed

attento impegno sia da parte dell’Oculista e dell’Ortottista che dei genitori. STRABISMO
DEFINIZIONE

Anatomicamente, ogni occhio è fornito di 6 muscoli che, opportunamente innervati, producono
i movimenti che ci permettono di dirigere lo sguardo in tutte le direzioni e di percepire
l’ambiente in cui viviamo.
Lo strabismo è una condizione clinica caratterizzata da un mancato allineamento degli assi
visivi degli occhi quando fissano un oggetto.
Uno strabismo, congenito o acquisito, è dovuto pertanto ad un’alterata funzione di uno o più
muscoli deputati ai diversi movimenti del bulbo oculare.

CARATTERISTICHE

Uno strabismo può essere può essere congenito o acquisito, orizzontale (eso o exodeviazione),
verticale (iper o ipodeviazione), ciclotorsionale (inciclo o exociclodeviazione), può essere
latente (foria), intermittente, costante (tropia), può essere associato a difetti visivi
(ipermetropia, miopia, astigmatismo, anisometropia) o funzionali (ambliopia), a patologie
interne dell’occhio (ad es. cataratta , retinopatie , malattie del nervo e delle vie ottiche), del
massiccio facciale e dell’orbita, del sistema nervoso (ad es. paralisi cerebrali, tumori,
infiammazioni come la sclerosi multipla, traumi cranici), a malattie sistemiche (ad es.
ipertensione arteriosa sistemica, diabete mellito, distiroidismo), a malattie e sindromi
genetiche (ad es. s. di Down) e può avere connotati di familiarità e quindi di trasmissione
genetica.

SEGNI E SINTOMI

Il segno più evidente è il mancato parallelismo degli assi visivi quando si osserva un qualsiasi
oggetto.
Negli strabismi insorti in età pediatrica e non adeguatamente trattati spesso si associa, con le
dovute eccezioni , una capacità visiva più bassa nell’occhio deviato (non dominante). Questa
condizione funzionale se non tempestivamente riconosciuta e corretta, può generare
un’ambliopia, cioè una ridotta acuità visiva, in genere monoculare, che, comunque, nei primi
8-9 anni di vita, è passibile di un recupero totale o parziale mediante un idoneo e rapido
trattamento riabilitativo (correzione del difetto visivo presente con occhiali, occlusione,
penalizzazione, trattamento delle patologie oculari responsabili).
Nello strabismo insorto più tardivamente, tipicamente quello dell’adulto, un segno
caratteristico è la comparsa della diplopia, cioè della visione doppia e della confusione delle
immagini: a differenza del bambino, l’adulto non possiede più quei meccanismi di adattamento
sensoriale che escludono l’immagine dall’occhio deviato ( soppressione, corrispondenza
anomala) e pertanto la sua visione è costantemente disturbata.

PREVENZIONE E DIAGNOSI

Poiché lo strabismo in età pediatrica, non adeguatamente diagnosticato o tardivamente
trattato, è fonte di ambliopia cioè di una più o meno grave limitazione funzionale che
comporterà negli anni un danno soggettivo, un costo famigliare e poi sociale (ad es.
impedimento a poter attendere a varie mansioni o particolari attività di lavoro), è
assolutamente importante che ci sia un’adeguata informazione al problema che deve
coinvolgere i genitori, il pediatra e si deve quindi realizzare una stretta collaborazione con
l’oculista e l’ortottista.
Importante è definire le caratteristiche cliniche dello strabismo per poi condurre una adeguata
terapia alla sua correzione estetica ed al controllo e cura delle alterazioni funzionali che
possiede (ambliopia, diplopia ).
La diagnosi per la determinazione delle caratteristiche di uno strabismo, a parte l’eventuale
presenza di sintomi, viene eseguita con semplici strumenti, quali una mira di fissazione
(luminosa o accomodativa), un vetro rosso, una stecca di lenti prismatiche, test per la
valutazione della visione binoculare (test di Hess-Lancaster), della visione stereoscopica (ad
es. test di Lang 1 – 2), visuscopio, o più complessi come il sinottoforo.
Indispensabile è la determinazione del difetto visivo e della capacità visiva in entrambi gli occhi
mediante la cicloplegia in età preverbale e con le tavole di lettura (ottotipi) in età verbale.


Page 2

TERAPIA

La terapia dello strabismo deve comportare non solo una correzione estetica, ma anche la cura
delle alterazioni funzionali che spesso in età pediatrica si manifestano rapidamente, cioè
dell’ambliopia e della corrispondenza retinica anomala.
La terapia dell’ambliopia è in funzione della causa che la determina, cioè un difetto visivo
(ambliopia refrattiva), una ptosi palpebrale (ambliopia da ptosi), una cataratta congenita
(ambliopia da deprivazione), lo strabismo (ambliopia da strabismo).
E’ evidente che nello strabismo comparso in età pediatrica la correzione precoce del difetto
visivo sia il primo passo, seguito dalla necessità di evitare che si realizzi uno stato clinico nel
quale un solo occhio diventi dominante nella fissazione.
In questo caso è possibile rompere questo squilibrio con l’occlusione di un occhio (permanente,
alternante, intermittente) o la penalizzazione fatta con un apposito filtro da applicare su una
lente dell’occhiale.
Questa terapia, che non viene eseguita nello strabismo che compare dopo i 10 anni di età, e
che deve comportare il raggiungimento di una buona funzione visiva e sensoriale di entrambi
gli occhi, precede il momento chirurgico necessario alla correzione estetica del difetto motorio.
La chirurgia dello strabismo si esegue in anestesia generale ed ha come obbiettivo quello di
ricreare una corretta cooperazione tra i muscoli oculari.
Le tecniche consistono essenzialmente in una chirurgia di indebolimento dei muscoli
iperfunzionanti (recessione) o di rafforzamento di quelli ipofunzionanti o paralitici (resezione o
duplicatura).
La chirurgia dello strabismo è generalmente eseguita contemporaneamente su entrambi gli
occhi (chirurgia simmetrica) o più raramente su di un occhio solo (chirurgia asimmetrica):
possono essere operati fino a muscoli a seduta.
Non sempre un intervento è risolutivo, anche se in circa il 70% dei casi dopo il primo si ottiene
un buon risultato estetico.

L’AMBLIOPIA
DEFINIZIONE

L’ambliopia (popolarmente “ occhio pigro “) è una condizione di ridotta capacità visiva, in
genere monolaterale, causata da un ostacolo, insorto durante quel periodo critico della vita
compreso tra la nascita e circa i 6 – 7 anni di vita, alla normale stimolazione visiva, che è
passibile di un recupero parziale o totale mediante un idoneo e tempestivo trattamento
riabilitativo.

EPIDEMIOLOGIA

L’ambliopia, nelle sue varie forme, colpisce l’1 – 5 % della popolazione.
La prevalenza si quadruplica nei nati prematuri o in figli di genitori ambliopi, si sestuplica nei
bambini con ritardo mentale, ed è presente nel 50 % dei soggetti affetti da strabismo.

CAUSE

Le cause più frequenti che producono un’ambliopia sono un difetto di vista come l’
ipermetropia e l’astigmatismo non precocemente diagnosticati e corretti , uno strabismo
congenito, alcune malattie oculari congenite come la cataratta, la ptosi palpebrale, le opacità
della cornea.

PREVENZIONE

Si consiglia di eseguire un esame oculistico a 6 mesi nei nati prematuri di età gestazionale
inferiore alle 28 settimane o con peso alla nascita inferiore a 1500 grammi o con complicazioni
neurologiche nel periodo perinatale.
Si consiglia un esame a 18 mesi nei nati da genitori con famigliarità per ambliopia e/o
strabismo , nei nati affetti da sindromi genetiche con ritardo psico-motorio o nelle
malformazioni cranio – facciali .


Page 3

DIAGNOSI

La diagnosi di un’ambliopia si fonda essenzialmente sul riconoscimento della presenza di una
sua causa anatomica o funzionale e nel valutare la capacità visiva di entrambi gli occhi.
A parte l’osservazione strumentale dell’occhio, è importante determinare la presenza di difetti
visivi e la loro tempestiva correzione con lenti.
In età pre-verbale sarà utile a questo scopo la determinazione del difetto visivo tramite la
schiascopia previa cicloplegia con gocce di Atropina o sostanze simili, mentre in età verbale si
potranno utilizzare diverse tavole di lettura (ottotipi).
Vista l’incidenza dell’ambliopia nei soggetti affetti da strabismo alla visita oculistica viene
associata la visita fatta dall’ Ortottista che collabora nella diagnosi e nel trattamento
terapeutico.

TERAPIA

La terapia si basa sulla correzione del difetto di vista (occhiali, lenti a contatto) di entrambi gli
occhi, sul migliorare la funzionalità dell’occhio ambliope (o “ pigro “) stimolandolo nella
fissazione e pertanto occludendo (con cerotto) o penalizzando (con filtro da apporre sulla lente
dell’occhiale o talora con collirio cicloplegico) l’occhio migliore, ricorrendo, se necessario, alla
chirurgia oculare (ad es. della cataratta, dello strabismo, della ptosi congenita).
La terapia di un occhio ambliope richiede spesso anni e pertanto necessita un costante ed
attento impegno sia da parte dell’Oculista e dell’Ortottista che dei genitori.

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  • [...] Fare l’esame (Hanniv)  STRABISMO DEFINIZIONE Anatomicamente, ogni occhio è fornito di 6 muscoli che, opportunamente innervati, producono i movimenti che ci permettono di dirigere lo sguardo in tutte le direzioni e di percepire l’ambiente in cui viviamo. Lo strabismo è una condizione clinica caratterizzata da un mancato allineamento degli assi visivi degli occhi quando fissano un oggetto. Uno strabismo, congenito o acquisito, è dovuto pertanto ad un’alterata funzione di uno o più muscoli deputati ai diversi movim [...]

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