Mercoledì 30 Gennaio 2008...

a Torino non c’è solo la Fiat e Lapo vestito da ballerina.

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28° Euro Jazz Festival d’Ivrea e Canavese

Martedì 4 marzo

Settimo Vittone - Salone Comunale di Piantagrane (strada Statale 28) - ore 21.30 – ingresso gratuito

PATTI WICKS TRIO

Patti Wicks: piano e voce - Giovanni Sanguineti: contrabbasso - Giovanni Gullino: batteria

Patti Wicks (www.pattiwicks.com) nasce a Islip, Long Island, New York.All’età di tre anni e mezzo ha subito dimostrato una certa affinità con il piano di famiglia, col forte sostegno della quale ha iniziato a studiare il piano. Dieci anni dopo, durante gli studi classici, conobbe il jazz al college dove studiava. Questa scoperta si trasformò in amore e le consentì di sviluppare molto le sue espressioni nel jazz come pianista e cantante. Richiesta per la sua abilità, cominciò a esibirsi nella zona di New York guadagnando esperienza e considerazione in moltissimi clubs, sale da ballo…lavorando spesso in duo e trio col famoso bassista Sam Jones. Come leader di trio ha lavorato con famosi bassisti e batteristi: Brian Torff, Richard Davis; e inoltre, Louis Hayes, Miky Roker, Curtis Boyd e Allan DawsonOggi vive e lavora in Florida, New York e nel Maine, guadagnando consensi e un largo seguito ovunque si esibisse. In Florida le esibizioni del suo trio, durante gli ultimi due anni, hanno creato degli eventi-culto seguiti da un numeroso pubblico. Ha suonato spesso al “Jazz Show-Case” a West Palm Beach, al “Erny’s” a Delray, Al “Haidi’s” a Coca Beach e altri importanti clubs.Molto di quanto sopraccitato, inclusi i pareri d’illustri jazzisti, da credito all’opinione che Patti abbia cercato e trovato la più alta qualità d’espressione. E’ dotata di altissima ispirazione ed espressione poetica e musicale. Il suo range, dal più grave e solenne al più alto e penetrante, insieme alla tastiera, trasporta l’ascoltatore alla domanda “cosa farò quando sarà finito il concerto?”

Giovanni Sanguineti, nato a Genova il 3 Ottobre 1974, ha studiato con Aldo Zunino e si è specializzato con Buster Willams, Keter Betts e Wayne Dockery, ha frequentato numerosi seminari, corsi e festivals.Ha collaborato principalmente con Benny Golson, Horace Parlan, Loomis Green, Ben Raily, Kenny Barron, Jesse Davis, Shawn Monteiro, Paul Jeffrey, George Robert, Bobby Durham, Zam Jhonson, Lee Brown, Carl Handerson, Grant Stewart, e inoltre Dado Moroni, Massimo Faraò, Sandro Gibellini, Pietro Condorelli, Luca Begonia…Ha organizzato negli anni 2003 e 2004 i tours italiano-europeo della pianista cantante americana Patti Wicks e del sassofonista Grant Stewart.

Giovanni Gullino, nato a Saluzzo (CN) nel 1974; molto attivo in ambito internazionale affina il suo stile ispirandosi ai batteristi della tradizione. Dal 2003 entra a far parte del trio della pianista cantante Patti Wicks con la quale collabora anche a livello discografico e dallo stesso anno collabora con il tenorista newyorkese Grant Stewart. Nel 2004 ha fatto parte del quartetto di Luigi Tessarollo e Rachel Gould e del trio del grande pianista David Hazeltine con il quale si è esibito anche nel 2005. In ambito nazionale ha collaborato con : Claudio Chiara , Gianni Basso , Riccardo Fioravanti , Fulvio Chiara , Diego Borotti , Luigi Tessarollo , Giovanni Sanguineti , Danilo Pala, Aldo Rindone, Nicola Muresu, Walter Beltrami, Davide Liberti, Piero Delle Monache, Renato Sellani, David Boato, Christopher Thomas,Marlene VerPlanck ecc. Ha al suo attivo quattro CD con il trio di Patti Wicks e un disco inciso nel 2006 in trio con Renato Sellani . Attualmente suona e tiene concerti con il quartetto “Tribute to Charlie Parker”con Claudio Chiara e Giovanni Sanguineti ; con Renato Sellani ; nel Patti Wicks trio con Gianni Basso al saxofono, in trio con G.A.S. trio con Aisha Ruggeri e Silvia Bolognesi.

 

 

Mercoledì 5 marzo

Bollengo - Salone Comunale (piazza Statuto 1) - ore 21.30 – ingresso gratuito

ANTONSEN-ALTERHAUG-BRUNOD TRIO

Ivar Antonsen: piano Bjorn Alterhaug: contrabbasso - Maurizio Brunod: chitarre

Nato dall’incontro del chittarista eporediese al festival di Mo i Rana del 2006. Due tra i più importanti musicisti norvegesi, rinomati per incisioni in ECM e collaborazioni internazionali, si uniscono oggi per un progetto che dimostra come nel jazz non esistano mai “confini”. Questo rapporto con la Norvegia è anche il frutto della collaborazione e gemelaggio tra Music Studio/Ivrea Jazz Club ed il Festival di Mo i Rana.

 

Giovedì 6 marzo

Banchette d’Ivrea - Salone Multifunzionale (via Roma 59) -  ore 21.30 – ingresso 5 euro

 

RALPH TOWNER solo concert

 

Ralph Towner: chitarra

Davvero difficile che in una grande famiglia dove tutti suonano di tutto, un bambino di cinque anni non provi a suonare il piano. Così Ralph inizia a studiare pianoforte e tromba e, dall’età di sette anni, suona dixieland, swing e polke in diverse band dello stato dell’Oregon. All’università americana studia composizione classica e, dopo il diploma, parte per Vienna per studiare ancora chitarra classica. Nel 1968 torna a New York dove lavora come compositore, pianista e chitarrista. Il suo palmares è impressionante: dal1970 ha inciso oltre quaranta dischi e tra le sue innumerevoli collaborazioni figurano nomi quali Keith Jarret, Weather Report, Egberto Gismonti, John Abercrombie, Jan Garbarek, Gary Peacock, Eddie Gomez, Jack DeJohnette, Kenny Wheeler, oltre naturalmente alla straordinaria avventura con il gruppo Oregon (in compagnia dell’oboista Paul McCandless, del bassista Glen Moore e del percussionista Collin Walcott, morto prematuramente e sostituito prima da Trilok Gurtu e poi dal giovane Mark Walker), formazione che non ha eguali al mondo. Vincitore di decine di premi, guadagna due Grammy in Germania per la migliore incisione jazz (1976 e 1988), ottiene una nomination al Grammy in USA e vince il New York Jazz Award come miglior chitarrista acustico. Ha tenuto concerti in ogni parte e nei teatri pi prestigiosi, come la Carnegie Hall, il Lincoln Center, la Berliner Philarmonic Hall, la Mozart Saal di Vienna. Due crateri lunari portano il nome di sue composizioni: Icaro e Ghost beads. Diverse le sue composizioni per la classica, alcune commissionate da importanti festival e moltissimi i suoi concerti come solista all’interno delle grandi orchestre internazionali (Philadelphia Orchestra, Stuttgart Opera Orchestra, St. Paul Chamber Orchestra, Indianapolis Symphony, Freiburg Festival Orchestra, Stavanger Chamber Orchestra of Norvay). Sua la colonna sonora del film di Mazzacurati “Un’altra vita” e quelle di moltissimi film documentario. Scrive anche musiche per il teatro e la danza. Il suo brano The Themplars inserito nel doppio cd “Oregon in Moscow” registrato con la Moscow Tchaikovsky Symphony Orchestra a Mosca gli vale il Grammy nel 2001 come migliore composizione. Nel marzo di quest’anno l’uscita, sempre per l’etichetta tedesca ECM, di “Time Line”, pubblicato a cinque anni di distanza dal predicente “Anthem” ed ennesimo capitolo di una serie di registrazioni in solo che include dischi come “Diary”, “Solo Concert” e “Ana”. La musica di Ralph Towner, maestro indiscusso della chitarra acustica, è un equilibrio costante e armonico tra composizione e improvvisazione. La sua musica è sempre rimasta personale, la sua tecnica strumentale innovativa ha espanso le possibilità timbriche della chitarra acustica. Il chitarrista e compositore americano riesce a mescolare, ricontestualizzandole completamente, diverse esperienze musicali (dalla classica al jazz, dal flamenco alla bossa nova) senza però toccare versanti come lo swing o il blues e prediligendo quei tempi ampi e dilatati, mai marcati da una ritmicità quadrata. Towner usa in maniera discreta e mai esibita, ma allo stesso tempo molto espressiva, gli armonici, che diventano cifra delle sue scelte stilistiche.

Venerdì 7 marzo

Aperitivi  Ore 19.00/20.30

Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)

MARCO LUONGO QUINTETTO

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):DUO SINGERS

 

Ivrea – Teatro Giacosa (piazza del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)

ODWALLA & VOCI INSIEME

Odwalla allargato ad un trio vocale di grande qualità, Laura Conti, Rossella Cangini e Daniela Panetta, importanti cantanti jazz del panorama nazionale. Progetto speciale che vedrà anche la partecipazione internazionale del tablista indiano Nihar Mehta, tra i più importanti esponenti del suo strumento. A seguire la registrazione di un nuovo lavoro, in questo caso corale tra percussioni e voci.

Massimo Barbiero: marimba,steel drums e percussions - Matteo Cigna: vibes steel drums e dum dum -  Andrea Stracuzzi: percussions - Stefano Bertoli e Alex Quagliotti: drums, percussions - Lamine Sow: Dijmbè e tamà - Doussu Tourrè: Dijmbè -Doudù Kwateh: percussion - Cristina Ruberto e Cristiana Celadon: danza - special guest Nihar Mehta: tabla - Laura Conti: voce - Rossella Cangini: voce - Daniela Panetta: voce

TEREZ MONTCALM

Un sorriso apparentemente malinconico ed una postura elegante circoscrivono sommariamente il primo impatto nel prendere in mano l’album di Térez Montcalm ammirandone la copertina. Ma basta semplicemente inserire il CD nel lettore per rimanere positivamente sorpresi dalla graffiante voce della cantante canadese. Qualcuno ha descritto Tèrez Montcalm come la Janis Joplin del jazz e aldilà della bizzarra similitudine, ascoltando attentamente ogni singolo brano, potremmo paradossalmente arrivare a considerare questa affermazione del tutto veritiera! Il nuovo album si intitola “Voodo” ed è prodotto dall’etichetta francese Dreyfus Records. Sono 14 brani realizzati sotto la guida e la produzione del leggendario chitarrista e compositore Michel Cusson. Nel disco, Tèrez Montcalm esplora l’universo jazz in modo raffinato ed intimo, scegliendo di reinterpretare, secondo il suo personalissimo stile, brani di Annie Lennox, Elton John, Jimy Hendrix, Irving Gordon, Michel Legrand, Johnny Mercer. Un ulteriore tocco di classe lo offrono 3 brani in lingua francese, due dei quali composti dalla stessa Montcalm (”Parce que y a toi….”, “Douce Lumiere”). Il sound acustico dell’album trova in alcuni suoni elettrificati quel giusto equilibrio stilistico che lo rende versatile e creativo. “Voodoo” è il biglietto da visita dell’evoluzione artistica di Térez, nonché un punto di partenza per l’introduzione di una voce del tutto atipica ed originale nel panorama discografico internazionale. Le canzoni, nate sotto la guida del leggendario chitarrista e compositore Michel Cusson (UZEB), trovano nuova vita con accenti jazzy e uno stile che padroneggia splendidamente. Incondizionata amante della chitarra, ma anche dotata suonatrice di basso, la cantante canadese anima e infonde ogni melodia della sua inconfondibile voce. Mai prima d’ora canzoni come How Sweet It Is (il primo singolo estratto dall’album) L.O.V.ESweet DreamsVoodoo Child e Be Anything sono state così seducenti. Un ulteriore tocco di classe lo offrono tre brani in lingua francese, due dei quali composti dalla stessa Montcalm (Parce que y a toi… Douce Lumiere). Voodoo esemplifica la sua crescita artistica e l’espansione del suo sound. Con questo disco non ci sono stati limiti né compromessi. E’ un testamento del suo immenso talento.

Terez Montcalm: voce e chitarra - Carl Naud: chitarra - François Marion: contrabbasso - Alain Bastien: batteria - Luc Beaugrand:tastiere

 

Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)

MARCO LUONGO QUINTETTO

 

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126):DUO SINGERS

Ore 23.30 /24.30

 

Sabato 8 marzo

Ivrea Sinagoga via quattro Martiri 20 – ore 17 ingresso gratuito

Recital con presentazione del critico GUIDO MICHELONE del libro PIERO POLLONE. LA POESIA DELLA CHITARRA. DIALOGHI IN JAZZ (Edizioni Lampi di Stampa Milano).

Piero Pollone (chitarra) - Paolo Maggiora (pianoforte) nel recital “La poesia della chitarra: dialoghi in jazz”

Piero Pollone, piemontese, straordinario chitarrista bebop, racconta se stesso in settant’anni di storia pubblica e privata; dall’incontro con la musica afroamericana e dall’amicizia con illustri solisti, che trionfa l’arte chitarristica di Piero Pollone, originale connubio di swing e romanticismo, di poesia e serenità. Pollone è un raffinatissimo esponente di un jazz dal sapore quasi classico. E in effetti, come si può ascoltare dal concerto in duo, la sua musica è fuori discussione: siamo in presenza di uno dei maggiori solisti, da trent’anni sulla scena, che ha suonato con artisti italiani e stranieri, registrando a proprio nome diversi album apprezzati da pubblico e critica. A settant’anni dunque Piero riesce ancora e sempre a dire qualcosa di nuovo, a creare atmosfere avvincenti, nella consapevolezza di essere un ‘musicista che suona per l’urgenza di esternare quel che sente’. Come ebbe a dire un noto critico. Anche il grande musicologo Maurizio Franco l’ha definito ‘interprete dal fraseggio sobrio, con morbido gioco accordiale, verso una calda sonorità: non si può non essere d’accordo!’.

Aperitivi Ore 19.00/20.30

Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)

TROIKA QUARTET

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)DUO JAZZ SWING

Ivrea  Teatro Giacosa (via del Teatro 1) - ore 21.00 – ingresso 18 euro (più diritti prevendita)

ANNE DUCROS

Anne Ducros canta con la ferma intenzione di dichiarare guerra al canto jazz di oggi, alle strutture convenzionali dei suoi linguaggi ed al feticismo di tutti coloro che lo venerano. Una battaglia combattuta piano, ma che è un assalto contro le vocalist conformiste, quelle votate alla rappresentazione del mondo che riesce a coinvolgere solo quanto a priori è accettato dai regimi del mercato. Condotta, in ogni caso, a forza d’astuzie e sotterranei stratagemmi: appellandosi a una genealogia di pianisti che fa capo a Chick Corea, passa per Jacky Terrasson, René Urtreger, Enrico Pieranunzi e comprende anche Benoît de Mesmay. Canta una realtà mitica: l’universo nascosto, i suoi tesori pazienti, la vicinanza tra gli esseri umani, l’imminenza delle forme che attendono di essere convocate con una parola, un tocco di pennello, un accenno di melodia, un suono. Corrode i moduli enunciativi del racconto attraverso le armi di una poesia tout court (che va da Le feuilles mortes a Gnossienne n. 1 di Erik Satie). La sua arte poetica si configura in una convinzione, per cui l’immaginazione, l’arte, la forma e l’estetica sono rivoluzionarie, distruggono le convenzioni morte, ci insegnano a osservare, a pensare. Ci insegnano a sentire di nuovo.

Anne Ducros: voce - Olivier Hutman: pianoforte e tastiera - Luigi Trussardi: contrabbasso – Laurent Robin: batteria

 

RAVA–CATHERINE-DEL FRA’-ROMANO QUARTETTO

Enrico Rava: tromba - Philippe Catherine: chitarra - Riccardo Del Frà: contrabbasso - Aldo Romano: batteria

EuroJazzFestival Ivrea ricorda Chet Baker invitando quattro grandi musicisti che con lui hanno diviso il palco in più occasioniEnrico Rava triestino classe 1939, conosce Chet nel 1962 in Italia e lavorerà poi con lui diverse volte, nei vari jazz club in giro per l’America e l’Europa. Rava coglie nella propria formazione musicale Davis e Baker, carpendo da questi due maestri il fraseggio, la tecnica e i colori: tanto la delicatezza di Chat quanto l’esuberanza di Miles. I compagni di viaggio di Rava per l’occasione sono altri musicisti, che non solo hanno lavorato con il grande trombettista, ma lo hanno proprio vissuto, condividendone le jam session e i drammi legati al suo modo di vivere. Aldo Romano eclettico batterista, ha accolto Chet nella sua casa in diverse occasioni e ne ha recepito l’importanza del silenzio nelle partiture. Il suo tocco nell’esecuzione degli standard di Baker proposti è sempre stato misurato e delicato, forte quando il fraseggio lo chiedeva, ma mai invasivo e di troppo. Di primo piano, in questo concerto che si annuncia ricco di ricordi, il chitarrista Philippe Catherine che ha incontrato Chat per la prima volta nel 1981 e con il quale ha inciso album del calibro di Chet’s Chiose. Catherine insieme a Riccardo Del Fra ha lavorato con Chet per molto tempo e in diverse occasioni, non sempre piacevoli. Sul palco del Teatro Giacosa i musicisti ripropongono l’esecuzione, in duo, di I’m a fool to want youche caratterizza la carica emotiva di tutto il concerto. Catherine vola sulle corde della chitarra ed è maestro nell’intrecciarsi con quelle del contrabbasso, magistralmente suonato da Del Fra. Il contrabbassista è cresciuto al fianco di Chet e la sua formazione è stata fortemente influenzata da questo carismatico, eccentrico trombettista. Il legame affettivo di questo quartetto con la musica di Chet Baker e con la sua persona emerge in tutta la sua forza e delicatezza. La tromba di Rava accarezza il cuore di chi conosce questa musica, e sicuramente emozionerà anche i neofiti, riproponendo standard come All of you o Berry’s tune, con arrangiamenti che ricreano l’atmosfera degli anni migliori di Chet Baker. Si preannuncia un viaggio sul viale dei ricordi di alta suggestione grazie non solo alla bravura di questi musicisti, ma soprattutto grazie al loro amore per un artista che se ne è andato troppo presto.

Bar di Re Arduino Ivrea (piazza Gioberti)

TROIKA QUARTET

Enoteca Vino & Dintorni (via Arduino 126)                                                                                 DUO JAZZ SWING                                                                                         

Ore 23.30 /24.30

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